Giuditta di Babenberg

Giuditta di Babenberg
Ritratto immaginario di Giuditta di Babenberg realizzato da Hans Part nel 1490, come parte della Genealogia delle nobildonne Babenberg presso l'abbazia di Klosterneuburg, fondata dai suoi genitori. L'iscrizione cita erroneamente come suo marito "Ranieri" ("Renier")
Marchesa del Monferrato
In carica1133 –
1169
PredecessoreGisella di Borgogna
SuccessoreIsabella di Gerusalemme
Nascita1115
Morte1169
DinastiaBabenberg
PadreLeopoldo III di Babenberg
MadreAgnese di Waiblingen
ConsorteGuglielmo V del Monferrato
FigliGuglielmo Spadalunga
Corrado
Bonifacio I
Federico
Ranieri
Agnese
Alasia

Giuditta di Babenberg, citata a volte come Jutta o Giulitta o, nelle fonti latine, Ita (11151169), fu una nobile austro-tedesca che fu marchesa del Monferrato.

Biografia

Giuditta, nata tra 1110 ed il 1120, era figlia di Agnese di Waiblingen e del di lei secondo marito Leopoldo III di Babenberg. Il cronista Ottone di Frisinga fu uno dei suoi fratelli; l'imperatore Corrado III uno dei suoi fratellastri e quindi Federico Barbarossa era un suo nipote in linea collaterale.

Verso il 1133 Giuditta sposò il marchese del Monferrato Guglielmo V, dal quale ebbe otto figli, quattro dei quali ebbero un ruolo importante nelle vicende dell'impero bizantino e nel regno di Gerusalemme:

Giuditta morì dopo il 1168.

Ascendenza

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ernesto di Babenberg Adalberto di Babenberg  
 
Frozza Orseolo  
Leopoldo II di Babenberg  
Adelaide di Eilenburg Dedi I di Lusazia  
 
Oda di Lusazia  
Leopoldo III di Babenberg  
Rapoto IV di Cham  
 
 
Ida di Formbach-Ratelnberg  
Mathilde  
 
 
Giuditta di Babenberg  
Enrico III il Nero Corrado II il Salico  
 
Gisella di Svevia  
Enrico IV di Franconia  
Agnese di Poitou Guglielmo V di Aquitania  
 
Agnese di Borgogna  
Agnese di Waiblingen  
Oddone di Savoia Umberto I Biancamano  
 
Ancilla d'Aosta  
Berta di Savoia  
Adelaide di Susa Olderico Manfredi II  
 
Berta di Milano  
 

Note

  1. ^ Marco Bicchierai, Tegrimo Guidi, in Dizionario biografico degli Italiani, 61 (2004).

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