Giuseppe Baudoin
| Giuseppe Antonio Baudoin | |
|---|---|
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| Nascita | Giletta, 25 febbraio 1843 |
| Morte | battaglia di Adua, 1 marzo 1896 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea[1] |
| Specialità | Bersaglieri |
| Anni di servizio | 1860-1896 |
| Grado | Maggiore |
| Guerre | Terza guerra d'indipendenza italiana Guerra di Abissinia |
| Battaglie | Battaglia di Adua |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914[2] | |
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Giuseppe Baudoin (Giletta, 25 febbraio 1843 – battaglia di Adua, 1º marzo 1896) è stato un militare italiano, insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria nel corso della battaglia di Adua[3].
Biografia
Nacque a Giletta, Nizza, il 25 febbraio 1843, figlio di Giovanbattista e di Sabina Ciabaud.[3] Figlio unico, rinunciò a lavorare nell'industria paterna per arruolarsi volontario nell'Armata sarda il 18 novembre 1860, in forza al 19° Reggimento fanteria.[3] Qualche tempo dopo Nizza e la Savoia furono cedute alla Francia.[3] Fu promosso prima caporale, poi sergente, quindi furiere e poi sottotenente in servizio permanente con decreto del 17 giugno 1866, assegnato in forza al 65° Reggimento fanteria della brigata "Valtellina", alla vigilia dello scoppio della terza guerra d'indipendenza italiana.[3] Al comando di un plotone del reggimento inquadrato nella Divisione Sirtori combatté a Santa Lucia di Tione il 24 giugno successivo ed ottenne una menzione onorevole, commutata successivamente in una medaglia di bronzo al valor militare.[1]
Partecipò alla presa di Roma il 20 settembre 1870 ed in quello stesso anno si distinse durante i soccorsi nel corso di un incendio a Grotte di Castro e fu decorato di medaglia d'argento al valor civile.[1] Nel luglio 1872 venne trasferito nel Corpo dei bersaglieri, in forza al 4º Reggimento; il 1° novembre 1874 fu promosso tenente e nel gennaio 1884 capitano nell'11º Reggimento bersaglieri.[3] Nominato aiutante in campo della brigata "Brescia" nel settembre 1892, fu promosso maggiore nel dicembre 1894 e passò in servizio al Distretto militare di Macerata.[3]
Destinato in Africa orientale, il 15 dicembre 1895 costituì il IX Battaglione fanteria incorporando volontari del 7º, 8º e 36º Reggimento fanteria col quale salpò da Napoli sbarcando a Massaua, in Eritrea, il 2 gennaio 1896.[3] Assegnato al 2º Reggimento della 1ª Brigata fanteria al comando del generale Giuseppe Arimondi, alle 09:30 del 1 marzo 1896 raggiunse il costone occidentale di Monte Raio.[3] Poco tempo tempo, a causa della ritirata della brigata indigeni del generale Matteo Albertone, il suo battaglione venne a trovarsi in una situazione critica.[3] Il IX battaglione subì in pieno l'urto delle truppe scioane finché, a causa del numero soverchiante dei nemici non venne annientato.[3] Rimasto ucciso sul campo di battaglia fu successivamente insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[4]
Onorificenze
— Regio Decreto 11 marzo 1898.[5]
Note
Bibliografia
- Annuario militare del Regno d'Italia 1896, Roma, Enrico Voghera Tipografo Editore, 1896, p. 39.
- Gaetano Carolei e Guido Greganti, Le medaglie d'oro al valor militare dal 1871 al 1914, Roma, Tipografia regionale, 1958, p. 42.
- Giuseppe Puglisi, Chi è? dell’Eritrea. Dizionario biografico, Asmara, Agenzia Regina, 1952.
- M.A. Vitale, L'Italia in Africa. Serie storico militare. Vol.1. L'opera dell'Esercito. Tomo II, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1957.
Collegamenti esterni
- Baudoin, Giuseppe Antonio, su Combattenti Liberazione. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Baudoin, Giuseppe Antonio, su MOVM. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Manlio Bonati, Africa 1887-1897: le medaglie d’oro al Valor Militare, su Il Corno d'Africa. URL consultato il 31 marzo 2025.
