Memorial (associazione)

Memorial
(RU) Мемориал
TipoNon profit, ONG
Fondazione28 gennaio 1989
FondatoreEsponenti di spicco del dissenso sovietico, tra cui Andrej Dmitrievič Sacharov
ScopoDifesa dei diritti umani e commemorazione delle vittime del comunismo
Sede centraleGermania (bandiera) Berlino
Altre sediRussia (bandiera) Mosca (fino al 2021)
Italia (bandiera) Milano
Ucraina (bandiera) Kiev
Kazakistan (bandiera) Astana
Lettonia (bandiera) Riga
Georgia (bandiera) Tbilisi
Rep. Ceca (bandiera) Praga
Francia (bandiera) Parigi
Area di azioneEx-Repubbliche dell'Unione Sovietica
PresidenteRussia (bandiera) Aleksandr Čerkasov, con Jan Račinskij e Oleg Orlov (Memorial International)
Sergej Davidis (Memorial Human Rights Center)
Sito web
Premio Nobel
Premio Nobel
Nobel per la pace
2022

Memorial (Мемориал in russo) è un'associazione non governativa che ha avuto sede a Mosca ed opera nelle ex Repubbliche dell'Unione Sovietica. Fondata nel 1989, rappresenta la più importante organizzazione di denuncia dei crimini del regime sovietico, svolgendo una funzione fondamentale sia sul piano della ricerca storica sia come centro impegnato attivamente nella difesa dei diritti umani. L'associazione venne promossa da un gruppo di rappresentanti della dissidenza sovietica, tra cui Andrej Sacharov, Jan Račinskij, Oleg Orlov, Lev Ponomarëv, Irina Scherbakova, Svetlana Gannuškina e Arsenij Roginskij.

L'associazione ha una sede anche in Italia, aperta il 20 aprile 2004, occupandosi della memoria dei gulag e dei 1200 italiani vittime, oltre ad occuparsi di diffondere notizie sulle violazioni dei diritti umani nell'area ex URSS, in solidarietà con membri espatriati della dissidenza russa e bielorussa, nonché esponenti della società civile ucraina e georgiana.[1][2]

Nel 2021 la Corte Suprema russa ne decreta lo scioglimento per violazioni della legge sugli «agenti stranieri» (come era classificata dal 2016) e in seguito la procura la dichiara «organizzazione indesiderabile».[3] La sede principale in attività si trova oggi in Germania.

Nel 2022 Memorial è stata insignita del premio Nobel per la pace, assieme all'attivista bielorusso Ales' Bjaljacki fondatore di Viasna e al Centro per le libertà civili ucraino.[4] L'associazione ha continuato le sue attività in Russia almeno fino al 2023.[5]

Attività

Secondo lo statuto dell'associazione, Memorial si pone come obiettivi:

  • Promozione dello sviluppo della società civile, la coscienza giuridica dei cittadini e uno stato di diritto democratico al fine di prevenire un ritorno al totalitarismo;
  • Assistenza nella divulgazione dei valori democratici e nell'affermazione dei diritti individuali;
  • Riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche e diffusione d'informazioni su tali repressioni.[6]

Prima del suo scioglimento in Russia all'inizio del 2022, era composta da due entità giuridiche separate: «Memorial International», il cui scopo era la documentazione dei crimini contro l'umanità commessi nell'Unione Sovietica, in particolare durante l'era stalinista; il «Centro per la difesa dei diritti umani Memorial», che si concentrava sulla protezione dei diritti umani, in particolare nelle zone di conflitto nella Russia moderna e nei suoi dintorni. Le due strutture sono state riorganizzate e oggi Memorial si occupa sia della memoria delle persecuzioni comuniste che della protezione dei diritti umani nei paesi ex sovietici, fornendo sostegno politico e morale a prigionieri politici e perseguitati. Oltre a Memorial International è stato ricostituita all'estero l'associazione per i diritti umani, Memorial Human Rights Center.

Memorial conferisce la designazione di prigioniero politico a chi è stato incarcerato per motivi politici, indipendentemente dai suoi atti o dalle accuse ricevute; tale riconoscimento è concesso talvolta anche a resistenti e combattenti per la libertà che praticano la lotta armata.[7]

Logo di Memorial

Memorial ha ottenuto lo status di partecipante al Consiglio d'Europa.[8] Transparency International,[9]; ha ottenuto diverso sostegno: il Centro Sakharov,[10] Amnesty International, Civil Rights Defenders, Front Line Defenders, Human Rights Watch, Centro europeo di difesa dei diritti umani (EHRAC), Comitato contro la tortura, Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH), Comitato Helsinki norvegese (NHC), Consiglio del forum della società civile UE-Russia, Centro per l'analisi e la prevenzione dei conflitti (CAPC)[11], Fondazione Heinrich Böll, Comitato di assistenza civica[12], Centro El'cin, "OVD-Info",[13] PEN-Mosca, l'associazione Libertà di parola, il movimento "Voce" (Golos),[14] "Free Historical Society",[15] nonché rappresentanti di Unione europea, Germania,[16] USA, Repubblica Ceca, l'ex presidente dell'URSS Michail Gorbačëv e il caporedattore di Novaja Gazeta Dmitrij Muratov[17] e molti altri valutano o hanno definiti all'unanimità "Memorial" e "Memorial International" come una delle fondamenta della società civile russa e delle organizzazioni senza scopo di lucro, le cui attività rendono un prezioso contributo alla preservazione della memoria dei crimini del totalitarismo e alla prevenzione della loro perpetuazione.[12][18]

Storia

La creazione di Memorial fu una risposta alla crescente consapevolezza pubblica degli abusi storici all'interno dell'Unione Sovietica durante gli anni '80, nonché alla preoccupazione per i diritti umani di quegli stessi anni. Ciò avvenne nel contesto della perestrojka (ristrutturazione) e della glasnost' (trasparenza), politiche perseguite dal presidente Gorbačëv (1985-1991) che portarono ad una maggiore apertura del governo verso la società civile. Una precedente dichiarazione degli obiettivi poi perseguiti da Memorial fu fatta dai dissidenti dell'era Brežnev (1964-1982) nel febbraio 1974, in seguito all'espulsione dall'URSS dello scrittore dissidente Aleksandr Solženicyn.[19] Essi chiesero la pubblicazione in URSS del libro Arcipelago Gulag di Solženicyn, l'apertura di tutti gli archivi della polizia segreta relativi al passato e l'insediamento di un tribunale internazionale per giudicare i crimini della polizia segreta sovietica.

Alcuni di questi obiettivi divennero realizzabili alla fine degli anni 1980, quando diversi attivisti come Lev Ponomarëv, Jurij Samodurov, Vjačeslav Igrunov, Dmitrij Leonov e Arsenij Roginskij proposero di commemorare le vittime dello stalinismo attraverso la creazione di un monumento, un museo, un archivio e una biblioteca.

Con l'avvento di Vladimir Putin alla Presidenza della Russia (2000), l'atteggiamento delle autorità verso Memorial si è fatto repressivo ed è stata ostacolata la sua attività.[20]

Il 28 dicembre 2021 la Corte Suprema della Russia ha ordinato a Memorial International di cessare l'attività (per violazione della legge sugli agenti stranieri)[21][22], con una decisione di cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiesto la sospensione in via interinale[23]. La procura di Mosca ha definito Memorial «organizzazione indesiderabile», vietandone le attività.

La vera ragione della chiusura di Memorial è emersa dalle dichiarazioni rese dall’ufficio del procuratore generale di Mosca, secondo cui l’associazione avrebbe «creato una falsa immagine dell'Unione sovietica come Stato terrorista», denigrando «la memoria della seconda guerra mondiale» e «gli organi di potere» (cosiddetta «legge contro la riabilitazione del nazismo», una legge di censura che vieta di discutere l'operato di Stalin)[24].

Oleg Orlov, co-presidente del Centro per i diritti umani Memorial

Jan Račinskij, che presiedeva l'organizzazione al momento del riconoscimento del massimo premio Nobel, ha rivelato il 10 dicembre 2022 che le autorità russe lo hanno invitato a non ritirare il premio[25].

Oleg Orlov ha invece subìto un procedimento penale per «ripetuto discredito delle forze armate», è stato arrestato e condannato in Russia per la sua posizione contro la guerra in Ucraina e le critiche al governo, e ha dovuto lasciare il Paese dopo la sua scarcerazione (2024). È stato inoltre dichiarato «agente straniero».

Nel 2022-23 l'associazione ha cessato le sue attività ufficiali sul territorio russo, trasferendo la sede all'estero, pur continuando ad operare clandestinamente nella Federazione Russa tramite una rete di organizzazioni che offrono assistenza materiale, economica e giuridica alle numerose vittime di violazioni dei diritti civili.[26]

Riconoscimenti ed onorificenze

Nansen Refugee Award (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - nastrino per uniforme ordinaria
Premio Nobel per la pace - nastrino per uniforme ordinaria

Libri pubblicati

  • Proteggi le mie parole (2022), a cura di Sergej Bondarenko e Giulia De Florio.

Finanziamenti

Memorial, secondo i suoi dipendenti, non riceve finanziamenti governativi ed esiste grazie a donazioni derivate da sponsorizzazioni, attività editoriali e commerciali, nonché entrate da titoli, ecc. Durante la presidenza di Boris El'cin, nel Paese non esistevano meccanismi per sponsorizzare le organizzazioni per i diritti umani. Il primo tra gli sponsor stranieri della società è stata la George Soros Foundation (che ha finanziato Memorial per alcuni anni, prima degli anni 2000), seguita dalla Charitable Foundation for Cultural Initiatives (Mikhail Prokhorov Foundation), la Dmitry Zimin's Dynasty Foundation for Non-Profit Programs, l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e l'Università di Oxford.[31][32]

Le fonti di finanziamento erano precedentemente indicate sul sito web dell'organizzazione nella sezione "I nostri partner e donatori":[33]

Nell'ultimo rapporto annuale di "Memorial" per il 2020[34], le seguenti organizzazioni sono menzionate tra partner e donatori: Commissione europea, Amnesty International, Human Rights Watch, Federazione internazionale per i diritti umani, Comitato Helsinki norvegese, Partenariato internazionale per i diritti umani, Oak Foundation, Civil Rights Defenders, UNCHR, nonché ambasciate e consolati di Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Corea del sud.

Note

  1. ^ Secondo il presidente dell'emanazione italiana (Memorial Italia) dell'associazione non governativa senza fini di lucro Memorial international, essa «ha memoria di 1200 italiani che sono stati vittime nei Gulag sovietici»: SENATO DELLA REPUBBLICA, XVIII LEGISLATURA, COMMISSIONE PER LA BIBLIOTECA E L'ARCHIVIO STORICO, 8 FEBBRAIO 2022, su senato.it.
  2. ^ L'appello di Memorial Italia: aiutiamo anche i russi, su balcanicaucaso.org.
  3. ^ (EN) Anna Smolchenko for AFP, Memorial: NGO That Fought for Victims of Russian Repression, su The Moscow Times, 28 dicembre 2021. URL consultato il 26 agosto 2024.
  4. ^ Enrico Franceschini, Premio Nobel per la Pace al bielorusso Ales Bialiatski, ai russi di Memorial e agli ucraini del Centro per le libertà civili, su repubblica.it, 7 ottobre 2022. URL consultato il 7/10/2022.
  5. ^ Attivisti, russi di tutti i giorni e un soldato puniti per aver parlato di guerra, in Al Jazeera, 24 marzo 2023.
  6. ^ memo.ru, https://www.memo.ru/ru-ru/memorial/memorial-international-aims/.
  7. ^ "Мемориал" считает граждан Украины Николая Карпюка и Станислава Клыха политзаключенными, su memohrc.org, Мемориал, 17 febbraio 2016. URL consultato il 17 maggio 2016.
  8. ^ MEMORIAL — International Historical and Educational Human Rights and Charity Society, su ngo-coe.org, 20140912182559. URL consultato il 29 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2014). // Base de données ONG
  9. ^ transparency.org.ru, https://transparency.org.ru/projects/novosti/transperensi-vystupaet-protiv-likvidatsii-memoriala.html.
  10. ^ sakharov-center.ru, https://www.sakharov-center.ru/article/zayavlenie-o-memoriale.
  11. ^ hrw.org, https://www.hrw.org/ru/news/2021/11/12/380393.
  12. ^ a b meduza.io, https://meduza.io/feature/2021/11/16/vlast-unichtozhaet-nashu-pamyat.
  13. ^ ovdinfo.org, https://ovdinfo.org/articles/2021/11/12/zayavlenie-ovd-info-likvidaciya-memoriala.
  14. ^ golosinfo.org, https://www.golosinfo.org/articles/145650.
  15. ^ Copia archiviata, su volistob.ru. URL consultato il 29 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2021).
  16. ^ p.dw.com, https://p.dw.com/p/42vtm.
  17. ^ meduza.io, https://meduza.io/news/2021/11/18/nobelevskie-laureaty-mihail-gorbachev-i-dmitriy-muratov-prizvali-genprokuraturu-otozvat-isk-k-memorialu.
  18. ^ p.dw.com, https://p.dw.com/p/43LM2.
  19. ^ "The deportation of Solzhenitsyn", A Chronicle of Current Events (32.1, item 12), 17 July 1974, chronicle-of-current-events.com, accesso 28 December 2021
  20. ^ Zoja Svetova, Gli innocenti saranno colpevoli. Appunti di un idealista. La giustizia ingiusta nella Russia di Putin, a cura di Vittoria Massimiani, traduzione di Vittoria Massimiani, Roma, Castelvecchi, 2019.
  21. ^ (EN) Ivan Nechepurenko, Russian Court Orders Prominent Human Rights Group to Shut, in The New York Times, 28 dicembre 2021. URL consultato il 28 dicembre 2021.
  22. ^ (EN) Russian court shuts down human rights group Memorial International, in CNN. URL consultato il 28 dicembre 2021.
  23. ^ Cedu chiede alla Russia di sospendere la chiusura di Memorial, su ansa.it, ANSA, Bruxelles, 29 dicembre 2021.
  24. ^ Russia: Ong Memorial accusata di creare immagine ingannevole dell'Urss come "Stato terrorista", su agenzianova.com. URL consultato l'8 novembre 2022.
  25. ^ Charlie Haynes e Lucy Pawle, Nobel Peace Prize: Russian laureate 'told to turn down award', su bbc.com, BBC news, 10 dicembre 2022.
  26. ^ “In Russia regime fascista, ma la gente ormai vuole solo pace”, intervista al Premio Nobel Oleg Orlov, su leuropeista.it.
  27. ^ The Nobel Prize, su nobelprize.org.
  28. ^ Premio Nobel per la pace al bielorusso Ales Bialiatski, ai russi di Memorial e agli ucraini del Centro per le libertà civili, su repubblica.it.
  29. ^ Il Nobel per la pace 2022 a Ales Bialiatski, all’Ong russa Memorial e a quella ucraina Center for Civil Liberties, su corriere.it.
  30. ^ (DE) Russische Publizistin Scherbakowa erhält Ossietzky-Preis | DW | 4 May 2014, in Deutsche Welle. URL consultato il 28 dicembre.
  31. ^ lenta.ru, https://lenta.ru/articles/2013/03/27/memory/.
  32. ^ tass.ru, https://tass.ru/info/1728109.
  33. ^ Наши партнёры и доноры, su memohrc.org. URL consultato il 29 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
  34. ^ Годовой отчет за 2020 год, su report.memohrc.org.

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