Modular Recordings

Modular Recordings
StatoAustralia (bandiera) Australia
Fondazione1998
Fondata daSteve Pavlovic
Sede principaleSydney
SettoreMusicale
Prodottirock, musica elettronica
Sito webwww.modularpeople.com

La Modular Recordings è un'etichetta discografica indipendente australiana, specializzata nella pubblicazione di musica rock ed elettronica.

Storia

La Modular Recordings venne fondata nel 1998 da Steve Pavlovic.[1] Le prime uscite di successo commerciale pubblicate dalla Modular includono l'omonimo debutto dei Living End e Breathing Tornados di Ben Lee, entrambi usciti nel 1998.[1] Fece seguito, due anni più tardi, Since I Left You, opera prima degli Avalanches.[2] Nei primi anni 2000, la Modular mise sotto contratto Cut Copy, The Presets, The Bumblebeez e altri artisti di rock orientato al genere dance.[3] Il giugno 2015, la Modular e la divisione australiana della Universal Music furono chiamate in giudizio dalla BMG Rights Management per non aver rispettato un accordo del valore di oltre 1 milione di dollari in royalty dalle registrazioni dei Tame Impala, tra cui Innerspeaker, Lonerism e l'EP omonimo.[4] La causa legale che seguì si concluse a favore di Pavlovic in quanto, stando alla Corte d'appello del Nuovo Galles del Sud, quest'ultimo avrebbe rispettato e riconosciuto l'accordo, che non poteva ritenersi ufficiale in quanto non era stato firmato.[5][6]

Note

  1. ^ a b (EN) Lord of the Dance, su smh.com.au. URL consultato il 15 luglio 2025.
  2. ^ (EN) The Avalanches: Since I Left You (2001): Reviews, su metacritic.com. URL consultato il 15 luglio 2025.
  3. ^ (EN) Cut Copy article 2011, su smh.com.au. URL consultato il 15 luglio 2025.
  4. ^ (EN) BMG Launches Suit Against Universal, Modular Founder Steve Pavlovic Over Tame Impala Royalties, su billboard.com. URL consultato il 15 luglio 2025.
  5. ^ (EN) Universal Music Australia Wins Legal Action Against Modular Recordings Founder Stephen Pavlovic, su billboard.com. URL consultato il 15 luglio 2025.
  6. ^ (EN) Modular Recordings Wins Appeal Decision Over Universal Music Australia, su billboard.com. URL consultato il 15 luglio 2025.

Collegamenti esterni