Pierre Chappuis (fisico)

Pierre Chappuis nel 1910 circa

Pierre Chappuis (Bremblens, 9 ottobre 1855Basilea, 15 febbraio 1916) è stato un fisico svizzero.

Biografia

I suoi genitori furono il filosofo e agricoltore Jean Louis Chappuis e Louise Charlotte Henriette Roux.[1]

Studiò inizialmente a Basilea. Dal 1877 fu a Lipsia, dove ottenne 2 anni dopo il dottorato[1] con la tesi Sur la condensation des gaz à la surface du verre ("Sulla condensazione dei gas sulla superficie del vetro").[2] Nel 1880 lavorò all'Istituto di Fisica di Basilea. Dal 1882 al 1902 fu addetto presso il Bureau international des poids et mesures di Sèvres,[1] dove si distinse per l'abilità nel determinare i valori di diverse costanti fisiche, come il punto di ebollizione dello zolfo.[3]

Rilevante il suo lavoro sui termometri, tanto che la scala centigrada del suo termometro a idrogeno venne adottato come standard internazionale il 15 ottobre 1887.[4]

Nel 1889 Chappuis sposò Esther Julie Sarasin (1863–1917), figlia dell'imprenditore e politico locale basilese Rudolf Sarasin (1831–1905) con cui ebbe sette figli.[5]

Dal 1902 ritornò a Basilea per motivi familiari e vi condusse un proprio laboratorio privato.[4] Collaborò con l'Ufficio Federale Svizzero di Metrologia, contribuendo alla stesura dei fondamenti per i trattati internazionali sul sistema metrico. Ricoprì diverse cariche in società scientifiche svizzere, quali la presidenza della Società Nazionale di Ricerca a Basilea dal 1904 al 1906.[1]

Fu candidato al premio Nobel per la fisica nel 1902, 1903 e 1904.[6]

Pierre Chappuis è sepolto al cimitero Wolfgottesacker di Basilea.

Onorificenze

Note

  1. ^ a b c d Peter Diehl, Dizionario Storico della Svizzera, 2005.
  2. ^ (FR) Pierre Chappuis, Sur la condensation des gaz à la surface du verre, in J. Phys. Theor. Appl., vol. 9, 1880, pp. 142-143, DOI:10.1051/jphystap:018800090014200. URL consultato il 3 ottobre 2024.
  3. ^ Chappuis, Pierre, Treccani online.
  4. ^ a b I.E.Cottington, Platinum Metals Review, 1987.
  5. ^ Ast Karl Sarasin oo Salome Heusler 1788 ff (PDF), su stroux.org. URL consultato il 3 ottobre 2024.
  6. ^ (EN) Nomination%20archive%20-%20%20%20, su NobelPrize.org, 1º aprile 2020. URL consultato il 28 marzo 2023.

Bibliografia

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