Quinto Giunio Rustico
| Quinto Giunio Rustico | |
|---|---|
| Console dell'Impero romano | |
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| Nome originale | Quintus Iunius Rusticus |
| Nascita | 100 |
| Morte | 170 |
| Gens | Iunia |
| Consolato | 133 (suffectus) 162 |
Quinto Giunio Rustico (in latino Quintus Iunius Rusticus; 100 – 170) è stato un filosofo e politico romano, esponente dello stoicismo e maestro di filosofia dell'imperatore Marco Aurelio.
Biografia
Probabilmente nipote di Aruleno Rustico (allievo di Seneca, fatto uccidere da Domiziano), fu uno dei maestri dell'imperatore Marco Aurelio, che lo trattò con il massimo rispetto e onore[1], dichiarando:
Fu anche console nel 133 e nel 162, e membro del consiglio urbano di Roma; inoltre, dal 163 al 167 fu prefetto dell'Urbe, in tal modo impegnandosi attivamente nell'attività pubblica[2]: in questo ruolo egli dovette presiedere il processo di alcuni cristiani, tra i quali Giustino, che venne condannato a morte[3].
Opere
Rustico, con Epitteto e Marco Aurelio stesso (tutti e tre stoici), fu uno dei filosofi più celebri del II secolo, ma, a differenza degli altri due, non ci rimane nulla dei suoi scritti.
Note
- ^ Marco Aurelio, A se stesso, I 15.
- ^ Temistio, Orazioni, XXXIV.
- ^ J. Quasten, Patrologia, N.Y., Christian Classics, 2000, vol. 1, pp. 196–197.
Bibliografia
- Richard Goulet, Rusticus (Quintus Iunius), in Richard Goulet (Hrsg.), Dictionnaire des philosophes antiques, Band 5, Teil 2 (= V b), Paris, CNRS Éditions, 2012, ss. 1817-1818. - ISBN 978-2-271-07399-0
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Collegamenti esterni
- Giùnio Rùstico, Quinto, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (ES) Quinto Giunio Rustico, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
