Requeté
| Requeté | |
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| Attiva | XIX secolo - 1970 |
| Nazione | |
| Ideologia | Monarchismo Cattolicesimo tradizionalista |
| Alleanze | |
| Affinità politiche | Comunione tradizionalista |
| Componenti | |
| Componenti principali | |
| Attività | |
| Azioni principali | Guerra civile spagnola |
Il Requeté (i cui membri erano chiamati requetés o boinas rojas, berretti rossi), anche Tercios de Requetés, era il nome della milizia paramilitare del movimento carlista spagnolo Comunión Tradicionalista, monarchico di stampo cattolico-tradizionalista, attiva tra l'800 e la prima metà del '900.
Storia
Origini
I primi quattro battaglioni carlisti si formarono nell'autunno del 1833 all'inizio della prima guerra carlista e furono denominati "Salada", "Morena", "Requeté" e "Hierbabuena".[1]. Milizie carliste presero parte anche alla guerra civile spagnola del 1872 - 1876[2].
Sotto la guida di Joaquín Llorens, dal 1913 divenne l'organizzazione paramilitare del Carlismo. I suoi feudi tradizionali erano la Navarra e i Paesi baschi, ma anche la Catalogna, l'Andalusia e l'Aragona.
Nella seconda repubblica

Nel 1932 il colonnello José Enrique Varela assunse la guida dei requetés, che strutturò militarmente: dall'unità di base, la pattuglia, che consisteva in cinque "baschi rossi" e un capo, al requeté che formava una compagnia di 246 uomini, fino al "tercio" che consisteva in tre compagnie. Nell'aprile 1934 sfilarono a Siviglia, inquadrati militarmente e in divisa, davanti ai dirigenti carlisti.
Le milizie carliste avevano ricevuto così una prima formazione militare durante gli anni della seconda repubblica, quando Ricardo Rada fu incaricato dell'organizzazione nel 1935, e nel giugno 1936 i requetes erano 14.000.[3]
Nella guerra civile
Erano carlisti alcuni dei generali che meditavano la sollevazione militare e dal luglio 1936 il carlismo sostenne all'unanimità il fronte nazionalista nella Guerra civile spagnola. I requetés raccolsero numerosi volontari tra le loro file raggiunsero i 30.000 uomini, e si costituirono 42 tercios, comandati da José Luis Zamanillo. Presto però si svilupparono serie difficoltà e divergenze fra i carlisti, in particolar modo tra il leader politico di Comunión Tradicionalista Manuel Fal Conde e la giunta di difesa nazionale: l'8 dicembre 1936 Conde dovette rifugiarsi temporaneamente in Portogallo, dopo un grave disaccordo con il nuovo comandante in capo delle truppe nazionaliste, il generale Francisco Franco.
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Il 19 aprile 1937 il ramo politico del movimento fu "unificato" da Franco con la Falange Española nella Falange Tradicionalista Española de las JONS. Così anche i requeté, con i volontari falangisti, nella "Milicia Nacional" del Bando nacional, che conservarono però le bandiere e le insegne, al comando del generale José Monasterio, che mantenne i tercios. I requeté raggiunsero così alla fine del 1938 i 60 000[4], ripartiti in 67 tercios [5]. Fal Conde e il reggente del movimento Don Saverio di Borbone-Parma, insieme a buona parte dei capi falangisti protestarono duramente per questa unificazione voluta da Franco: dopo una riunione con Francisco Franco stesso, il principe Saverio fu espulso dalla Spagna e l'unificazione non fu ostacolata significativamente dalla base per le necessità della guerra[6]. Al termine, i requetés ebbero seimila morti in combattimento.
Nel franchismo
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Nel 1939 Franco nominò un suo esponente, il generale José Enrique Varela ministro dell'Esercito, fino al 1942, quando lo rimosse, approfittando di alcuni scontri tra falangisti e carlisti il 16 agosto di quell'anno, nel corso di una cerimonia religiosa carlista a Bilbao.
Nel luglio 1944 anche la Milicia Nacional fu dissolta.
Annualmente si svolgeva a Montejurra un grande raduno nazionale dei requetè per commemorare i caduti della guerra civile.
Note
- ^ Roman Oyarzun, Historia del Carlismo, 1944, Madrid, pagina 29
- ^ Vocabolario Treccani
- ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Enaudi, Torino, 1963, pagina 216
- ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Enaudi, Torino, 1963
- ^ Relación de Tercios organizados en la guerra civil
- ^ Enciclopedia Italiana
Voci correlate
Altri progetti
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