Sindrome di Sézary

Sindrome di Sézary
A sinistra uomo di 61 anno affetto da sindrome di Sézary, con prurito incoercibile da oltre sei mesi. A destra campione di sangue colorato con PAS che mostra una cellula neoplastica T (cellula di Sézary).
Specialitàoncologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-O9701/3
MeSHD012751
eMedicine1131176 e 2139720
Eponimi
Albert Sézary
Cellule di Sézary: cellule T anormali pleomorfe a nucleo convoluto (striscio di sangue periferico - metodo di May-Grunwald e Giemsa).

La sindrome di Sézary è una forma di linfoma cutaneo identificato per la prima volta da Albert Sézary[1].

Clinica

Le cellule affette sono linfociti T che hanno quantità patologiche di mucopolisaccaridi.

Si manifesta con una tipica triade clinica, caratterizzata da eritrodermia, linfoadenopatia generalizzata e presenza di linfociti T neoplastici in cute, linfonodi e sangue. L'eritrodermia è frequentemente preceduta da una dermatite aspecifica si ritiene possa rappresentare l'ultima evoluzione della micosi fungoide. Sono frequentemente associati alopecia, prurito, onicodistrofia e cheratodermia palmo-plantare.

Diagnosi

Non esiste consenso unanime sui parametri ematologici utili per la diagnosi di sindrome di Sézary. Il criterio classico è il rilievo di cellule di Sézary in numero maggiore a 1000/mm3; altri criteri, suggeriti da vari autori sono:

- rapporto CD4/CD8 > 10

- rilievo di riarrangiamento monoclonale del TCR nel sangue periferico.

Prognosi

La prognosi della sindrome di Sézary è sfavorevole, con una sopravvivenza a 5 anni pari a circa l'11%.

Trattamento

Gli approcci terapeutici sono vari e includono chemioterapia, timopentina, metotrexato, fotoferesi in monoterapia o associata a interferone alfa.

In particolare, la fotoferesi è ben tollerata sia in combinazione con altre terapie sistemiche, sia in monoterapia nella SS (o nella MF eritrodermica).[2] La fotoferesi estracorporea, se usata durante le prime tre linee di trattamento sistemico, ha dimostrato "un tempo al prossimo trattamento" (TTNT) superiore a quello di altre terapie o della stessa fotoferesi se usata dopo la terza linea[3]

Referenze

  1. ^ (EN) Ole Daniel Enersen, Sindrome di Sézary, in Who Named It?.
  2. ^ Johanna Latzka, Chalid Assaf e Martine Bagot, EORTC consensus recommendations for the treatment of mycosis fungoides/Sézary syndrome - Update 2023, in European Journal of Cancer (Oxford, England: 1990), vol. 195, 2023-12, pp. 113343, DOI:10.1016/j.ejca.2023.113343. URL consultato il 30 luglio 2025.
  3. ^ (EN) Alexandra C. Hristov, Trilokraj Tejasvi e Ryan A. Wilcox, Cutaneous T-cell lymphomas: 2023 update on diagnosis, risk-stratification, and management, in American Journal of Hematology, vol. 98, n. 1, 2023, pp. 193–209, DOI:10.1002/ajh.26760. URL consultato il 23 luglio 2025.

Bibliografia

P.L. Amerio, M.G. Bernengo, S. Calvieri, S. Chimenti, M. Pippione, M. Aricò, N. Aste, G. Borroni, G. Leigheb, G. Micali, E. Nunzi, A.M. Offidani, A. Tulli, Dermatologia e Venereologia, II Edizione, Edizioni Minerva Medica

Voci correlate

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