Aloha from Hawaii

Aloha from Hawaii via Satellite
PaeseStati Uniti d'America
Anno1973
Generemusicale
Durata85 min
Lingua originaleinglese
Rapporto1,33 : 1
Realizzazione
RegiaMarty Pasetta
SceneggiaturaMarty Pasetta
MontaggioStephen McKeown
ProduttoreMarty Pasetta

Aloha from Hawaii è uno speciale televisivo dedicato al concerto di Elvis Presley, tenutosi a Honolulu, Hawaii il 14 gennaio 1973 e trasmesso su scala internazionale. Fu il primo concerto di un artista solista ad essere trasmesso via satellite in numerosi paesi. È stato (almeno fino al 2018) il concerto solista con la maggiore copertura mediatica internazionale.[1] Fu lo speciale televisivo di intrattenimento più costoso dell'epoca, con un budget di oltre 2.5 milioni di dollari.[1]

Lo spettacolo registrò elevati ascolti nei paesi sintonizzati in diretta, come pure negli Stati Uniti, dove andò in onda solo il 4 aprile 1973 (per evitare una concomitanza con il Super Bowl VII). Dal concerto fu tratto il doppio album Aloha from Hawaii Via Satellite.

Genesi

Pubblicità australiana della trasmissione

Nel febbraio 1972, il manager di Presley, Colonnello Tom Parker, assistette alla storica visita in Cina del presidente Richard Nixon – trasmessa in mondovisione e accolta con enorme risonanza mediatica, soprattutto negli Stati Uniti. Ispirato da quell’evento, l’8 luglio dello stesso anno Parker annunciò alla stampa la prossima realizzazione di uno special televisivo via satellite dalle Hawaii.[2] Lo scopo era permettere agli spettatori di tutto il mondo di assistere ad un concerto di Elvis Presley, essendo per lui "impossibile esibirsi in ogni grande città del mondo".[3] Secondo Mike Eder, Parker riteneva che un evento di portata mondiale fosse “un ottimo mezzo per rafforzare il nome di Elvis in numerosi mercati internazionali”[4]. L’iniziativa avrebbe inoltre “compensato la crescente richiesta di tournée all’estero da parte di Presley”[4]. La domanda per il cantante era molto forte in Europa e in Asia e Presley stesso desiderava esibirvisi, ma Parker si oppose sempre a questa prospettiva.[5]

4 settembre 1972: In una conferenza stampa serale, tenutasi durante il settimo ingaggio di Presley a Las Vegas, il presidente della RCA, Rocco Laginestra, annunciò – alla presenza di Presley – il concerto denominato Aloha From Hawaii, che sarebbe stato il primo programma di intrattenimento nella storia a essere trasmesso via satellite in tutto il mondo. Si prevedeva di raggiungere circa 1,5 miliardi di spettatori. RCA Record Tours sarebbe stato il produttore dell’evento mediatico.[6] Venne dichiarata la data del concerto: il 14 gennaio 1973. Parker aveva inizialmente previsto il 18 novembre 1972, terminata la tournée di Presley, ma la MGM aveva voluto evitare una sovrapposizione con l'uscita del documentario Elvis on Tour, da loro prodotto.[7] La trasmissione negli Stati Uniti fu posticipata ad aprile per evitare una sovrapposizione con il Super Bowl VII, che si sarebbe giocato lo stesso giorno.

Parker tenne un'altra conferenza stampa il 2 novembre 1972, a Las Vegas, dove confermò che il concerto Aloha From Hawaii sarebbe andato in onda il 14 gennaio 1973.[8] La stampa fu nuovamente informata che oltre 1 miliardo di persone avrebbe assistito allo special in diretta televisiva. Tuttavia la dichiarazione non considerò il fatto che la diretta del concerto era preclusa a molti Paesi, anche in Europa e in America, a causa della limitata portata del satellite geostazionario utilizzato.[1]

Due settimane dopo la conferenza stampa di Las Vegas, Parker ricevette dal giornalista dell'Honolulu Advertiser Eddie Sherman la proposta di destinare il ricavato dei biglietti del concerto a un ente di beneficenza da lui recentemente fondato, il Kui Lee Cancer Fund. Intuendo l'opportunità di pubblicizzare la generosità di Presley ed il suo spirito caritatevole, Parker accettò immediatamente la proposta.[9]

La MGM designò quale produttore-regista l'esperto Marty Pasetta. Questi aveva assistito ad un concerto di Presley a Long Beach a metà novembre 1972, trovandolo “monotono”, “statico”, “poco eccitante per la televisione”.[10] Quindi propose a Parker delle idee per ravvivare lo show, tra cui un palco ribassato e una passerella per avvicinare Elvis al pubblico. Parker le rigettò, sostenendo che Presley sarebbe stato d'accordo con lui. Pasetta, tuttavia, decise di parlare direttamente con Elvis, il quale accettò tutte le nuove idee senza riserve e con entusiasmo.[11]

Presley si esibì a Honolulu in tre spettacoli il 17 e 18 novembre 1972, le date inizialmente fissate per la trasmissione via satellite. Il 20 novembre vi tenne una conferenza stampa – alla presenza di Rocco Laginestra – per promuovere lo special, in cui annunciò ufficialmente che i ricavi del concerto sarebbero andati al Kui Lee Cancer Fund (Kui Lee era un celebre musicista hawaiiano morto di cancro a 33 anni nel 1966, del quale Elvis aveva inciso il brano I'll Remember You). Il pubblico poté scegliere liberamente l’importo delle proprie offerte per il biglietto; Presley e Parker donarono ciascuno 1.000 dollari statunitensi [equivalenti a ca. 6600 dollari nel 2025].[12]

Elvis arrivò alle Hawaii il 9 gennaio (il giorno successivo al suo 38º compleanno) per iniziare le prove del concerto, che si svolsero all'Hilton Hawaiian Village fino all'11 gennaio, mentre veniva allestito il palco principale.[13] Per l'occasione aveva perso molto peso e si presentò in forma smagliante.[14]

In entrambi gli show, Presley avrebbe indossato il costume bianco detto "American Eagle", disegnato da Bill Belew. L'abito simboleggiava, come richiesto da Presley, il patriottismo dell'artista.[14]

Il 12 gennaio venne registrato un concerto di prova, con la presenza degli spettatori, per poter ovviare ad eventuali malfunzionamenti della trasmissione satellitare.[15] Nonostante qualche problema di carattere tecnico, la registrazione del concerto fu un successo.[16]

Costume

L'abito "American Eagle" indossato da Elvis Presley durante lo speciale Aloha from Hawaii in mostra a Graceland Durante la prova generale del 12 gennaio, indossò una copia identica dello stesso abito.

In preparazione allo spettacolo, Presley chiese a Bill Belew – suo stilista dal 1968 – di creare un nuovo costume che riflettesse il suo patriottismo e rappresentasse gli Stati Uniti a livello internazionale. Su richiesta di Elvis, Belew adottò come fregio l’aquila americana.[17]

L’abito creato da Belew – in due esemplari che Presley indossò in entrambi gli show – era bianco, decorato con un’aquila americana stilizzata in oro, arricchita da gemme rosse e blu.[18] Belew creò inoltre un mantello, decorato anch’esso con l’uccello nazionale americano, e una larga cintura di pelle bianca con diverse ovali raffiguranti aquile americane.[19]

Durante le prove dello spettacolo, Elvis regalò la cintura dell’abito di scena intarsiata di rubini alla moglie dell’attore Jack Lord, che era venuto a fargli visita a Honolulu. Belew dovette velocemente realizzarne una nuova; questa venne recapitata appena in tempo per lo show.[20]

Al termine del concerto Elvis lanciò il suo mantello tra il pubblico; lo afferrò Bruce Spinks, un giornalista del quotidiano locale “Honolulu Advertiser”.[21][22]

Concerto

Il concerto si tenne il 14 gennaio 1973 presso la Honolulu International Center Arena (oggi Neal S. Blaisdell Center[23]). Ebbe luogo alle 12:30 del mattino, ora locale, per coincidere con la prima serata nei Paesi in cui lo spettacolo veniva trasmesso in diretta: Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Vietnam del Sud, Filippine e Australia.

Presley propose una selezione dei suoi successi più celebri, tra cui See See Rider, Burning Love, Steamroller Blues, Blue Suede Shoes, A Big Hunk o' Love, Suspicious Minds, Can't Help Falling in Love e An American Trilogy, un medley composto da tre brani del XIX secolo (Dixie, All My Trials e The Battle Hymn of the Republic). Con ballate come Something dei Beatles, I'm So Lonesome I Could Cry, It’s Over, Welcome to My World, I’ll Remember You e What Now My Love, mostrò tutta l’ampiezza della sua espressione artistica.

Presley fu accompagnato dai musicisti con cui era solito andare in tournée o esibirsi a Las Vegas:

  • James Burton (chitarra solista)
  • Glen Hardin (pianoforte)
  • Ronnie Tutt (batteria)
  • John Wilkinson (chitarra ritmica)
  • Jerry Scheff (basso elettrico)
  • J. D. Sumner & The Stamps Quartet (coro)
  • Kathy Westmoreland (corista soprano)
  • Charlie Hodge (seconda chitarra e voce)
  • The Sweet Inspirations (coro)
  • Joe Guercio & la sua orchestra

Di seguito i brani eseguiti, in ordine cronologico:

Lo spettacolo si svolse senza intoppi, nonostante fino a due ore prima dell’inizio si fossero verificati gravi problemi con l’alimentazione elettrica.

Presley lanciò la sua cintura al pubblico al termine di An American Trilogy. Alla fine dell’esibizione, aprì il mantello e lo sollevò con le mani mentre si inginocchiava per metterlo in mostra. Poi lo lanciò verso le prime file del pubblico, fece il gesto dello Shaka in segno di saluto e, mentre si allontanava, ricevette una corona dorata da alcuni fan.

Dopo l'esibizione, Presley tornò nell'arena ormai deserta insieme alla TCB Band per incidere ulteriori cinque canzoni da inserire nella versione estesa dello speciale per gli Stati Uniti: Early Morning Rain e quattro tratte dal suo successo cinematografico Blue Hawaii (1961) – Blue Hawaii, Hawaiian Wedding Song, No More e Ku-U-I-Po. Tutti i brani, tranne No More, furono inclusi nello speciale.

Primati del concerto

Il concerto di un'ora tenutosi a Honolulu fu trasmesso in 21 paesi. Per la prima volta, il concerto di un artista solista venne trasmesso simultaneamente in più paesi[1]: nelle Filippine, a Hong Kong, in Corea del Sud, in Vietnam del Sud, Australia e Giappone. In differita venne invece trasmesso negli Stati Uniti, Canada, Brasile, Thailandia, Iran e in dieci paesi europei (Germania Ovest, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Austria, Svizzera, Danimarca e Norvegia). Con un costo superiore a 2,5 milioni di dollari americani, fu la produzione televisiva più costosa fino ad allora.[1]

Il 4 aprile 1973, negli Stati Uniti fu trasmessa una versione televisiva ampliata con quattro brani in più, che venne vista dal 51% degli americani[24] – pari a 109 milioni di spettatori. A titolo di paragone: tra 125 e 150 milioni di americani seguirono lo sbarco sulla Luna. In totale, tra 1 e 1,5 miliardi di spettatori avrebbero visto il concerto – in diretta, in differita o nella versione montata dalla NBC.[24] Queste cifre globali vengono tuttavia messe in dubbio, poiché la popolazione complessiva dei Paesi in cui fu trasmesso il concerto ammontava a soli 831 milioni e una parte consistente di essa non aveva accesso a un televisore.[1] Ciononostante, secondo la Elvis Presley Enterprises, tra 1 e 1.5 miliardi di persone assistettero allo speciale tv di un'ora trasmesso in diretta.[25] Questa cifra coincide con quella resa nota nella prima conferenza stampa antecedente il concerto da Rocco Laginestra, quando tuttavia l'ampiezza effettiva dell'audience non poteva essere stimata.[1]

Mentre lo speciale Our World, trasmesso in diretta via satellite il 25 giugno 1967, era stata la prima trasmissione televisiva internazionale in tempo reale a includere la partecipazione di diversi artisti (tra i quali Maria Callas e The Beatles) Aloha From Hawaiifu il primo concerto dal vivo via satellite realizzato da un singolo artista.

Colonna sonora

L'album della colonna sonora dello speciale televisivo fu un grosso successo commerciale per Elvis, diventando il suo primo album in cima alla classifica statunitense sin dai tempi di Roustabout del 1965.[26] Fu anche l'ultimo album di Presley a raggiungere il primo posto in classifica durante la sua vita. La versione originale del disco pubblicata nel 1973 non includeva le cinque tracce aggiuntive incise nel dopo-show.

Home Video

DVD

Nel settembre 2004, Aloha from Hawaii (Special Edition) è stato pubblicato in formato DVD, mentre la prima uscita ufficiale in DVD del concerto è del 2000. La versione deluxe su doppio disco include il concerto integrale, comprese le prove del 12 gennaio. Tra i contenuti speciali figurano anche la sequenza completa di 17,5 minuti dell'arrivo di Elvis ad Honolulu e l’intera sessione post-concerto. Audio e video (in Dolby Digital 5.1) sono stati rimasterizzati in digitale dai nastri originali.

Nell’agosto 2006 lo speciale televisivo è stato distribuito anche in un’edizione su DVD singolo, contenente alcuni materiali inediti non presenti nelle versioni precedenti.

Curiosità

  • Per commemorare l'evento, una statua di bronzo raffigurante Elvis è stata eretta davanti alla Neal Blaisdell Center Arena di Honolulu. Il posizionamento della statua è stato sponsorizzato dal canale televisivo TV Land.

Note

  1. ^ a b c d e f g (EN) Michael Werner e Bianca Weber, Aloha From Hawaii Via Satellite Fact & Fancy, su elvis.com.au. URL consultato il 23 luglio 2025.
  2. ^ Guralnick, Peter, Careless Love, 1999, p. 477.
  3. ^ Guralnick/Jorgensen, Elvis: Day by Day, p. 310.
  4. ^ a b Eder, Mike. “A Look at the Music and Impact of ‘Aloha from Hawaii’”, in: Lorenzen, Erik, The Elvis Files Vol. 6, p. 327.
  5. ^ Green, Andy. Rolling Stone, 31 luglio 2018, "Elvis marks his final truly great moment"
  6. ^ Cfr. Ernst Jorgensen e Peter Guralnick: Elvis Day by Day, New York: Ballantine Books, 1999, p. 312; inoltre: booklet della Deluxe Edition Elvis Aloha From Hawaii; Stein Erik Skar: Elvis – The Concert Years, p. 73 e segg.
  7. ^ Guralnick, Peter, Careless Love, 1999, p. 477.
  8. ^ Cfr. Ernst Jorgensen e Peter Guralnick: Elvis Day by Day, New York: Ballantine Books, 1999, pp. 312; inoltre: booklet della Deluxe Edition Elvis Aloha From Hawaii; Stein Erik Skar: Elvis – The Concert Years, p. 73 e segg.
  9. ^ Guralnick, Peter, Careless Love, 1999, p. 478.
  10. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  11. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  12. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  13. ^ Guralnick/Jorgensen, Elvis: Day by Day, p. 319.
  14. ^ a b Guralnick, Peter, Careless Love, 1999, p. 482.
  15. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  16. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  17. ^ Guralnick (2004), p. 534.
  18. ^ Guralnick (2004), p. 534.
  19. ^ Guralnick (2004), p. 534.
  20. ^ Guralnick (2004), p. 539.
  21. ^ Guralnick (2004), p. 534. Tratto da: Los Angeles Times 15 gennaio 1973.
  22. ^ :Honolulu Advertiser, 15 gennaio 1973 – via Newspapers.com. Consultato il 30 luglio 2025.
  23. ^ (EN) Aloha from Oahu Elvis - Spotlight on Elvis in Hawaii, su elvisinfonet.com. URL consultato il 23 luglio 2025.
  24. ^ a b Booklet Elvis Aloha From Hawaii Deluxe Edition DVD 2008, p. 1.
  25. ^ Fessier, Bruce. USA Today, May 10, 2013,"Director remembers landmark Elvis Presley performance".
  26. ^ Guralnick/Jorgensen, Elvis: Day by Day, p. 322.

Collegamenti esterni