Altopiano delle Cinquemiglia

Altopiano delle Cinquemiglia
Veduta dell'altopiano
StatoItalia (bandiera) Italia
Regioni  Abruzzo
Province  Pescara
Località principaliRocca Pia, Rivisondoli, Roccaraso
Altitudinemedia: 1250 m s.l.m.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Altopiano delle Cinquemiglia
Altopiano delle Cinquemiglia

L'altopiano delle Cinquemiglia è una conca appenninica di origine carsica, situata in Abruzzo, a circa 1.250 m s.l.m. Collocato tra i territori comunali di Rivisondoli, Rocca Pia e Roccaraso (AQ), è il più grande degli altipiani maggiori d'Abruzzo.

Origini del nome

Il singolare toponimo Cinquemiglia deriva dal nome dell'antica unità di misura romana delle cinque miglia di lunghezza dell'altopiano che equivalgono a nove chilometri circa della sua estensione[1].

Storia e descrizione

Veduta dell'altopiano nei pressi della strada statale 17 in una foto del 2010

L'altopiano di origine carsica, collocato a circa 1.250 m s.l.m. in alto Sangro tra le sorgenti dei torrente Raso, affluente di sinistra del Sangro, e del torrente San Leonardo, in un'area pressoché spoglia di vegetazione, pone in comunicazione la valle del Gizio con la valle Peligna, in Abruzzo. Posto sotto il piano Aremogna di Roccaraso, a sudest è separato tramite un'area rocciosa denominata La Portella al più contenuto altopiano del Prato di Rivisondoli[1]. Rappresentò in antichità un importante punto di passaggio delle popolazioni italiche, in particolare dei Peligni, Pentri, Volsci e Sanniti.

In epoca preromana e successivamente, in particolare dal periodo augusteo, l'area risultò al centro del sistema delle vie della transumanza che collegavano le zone montuose abruzzesi e molisane con quelle costiere e da lì con il Tavoliere delle Puglie. In epoca medievale i tratturelli permettevano di ricongiungersi con le principali vie di comunicazione come i tratturi Pescasseroli-Candela, Lucera-Castel di Sangro, Celano-Foggia e L'Aquila-Foggia[2].

La strada statale 17 che lo attraversa ripercorre l'antica via degli Abruzzi, itinerario di soldati, mercanti, briganti e viaggiatori che collegava Firenze a Napoli passando attraverso alcune città come Arezzo, Perugia, Spoleto, Rieti, L'Aquila, Sulmona, Isernia e Capua.

In passato le diligenze, per timore di assalti, soprattutto durante il periodo del brigantaggio, lo attraversavano scortate dalle guardie[3]. In inverno diverse volte i viandanti vi rimasero bloccati o addirittura sepolti sotto la neve a causa delle forti bufere[4]. Così avvenne, ad esempio, nel 1528 quando perirono 300 mercenari arruolati dalla Repubblica di Venezia per combattere contro l'imperatore Carlo V d'Asburgo, e nell'inverno successivo quando trovarono la morte 500 tedeschi comandati da Filiberto di Chalon, principe di Orange[4]. Lo stesso imperatore vi fece inoltre innalzare cinque torri e una taverna, non più esistenti[4]. Passò qui anche la delegazione reale con il re Vittorio Emanuele II di Savoia nell'autunno del 1860 quando, dopo l'annessione dell'Abruzzo e delle Marche all'Italia, il sovrano si incontrò a Teano con Giuseppe Garibaldi per giungere infine a Napoli[5].

Il territorio degli altipiani maggiori d'Abruzzo è attraversato dalla strada statale 17 che conduce alla vicina diramazione per Isernia e Napoli e dalla ferrovia Sulmona-Isernia, linea ferroviaria attivata nel 1892; dal 2014 in esercizio per servizi turistici e per scambio di materiale rotabile con le regioni limitrofe. Dal 1991 l'altopiano ricade nell'area protetta del parco nazionale della Maiella; fino al 2013 il territorio è stato incluso nella soppressa comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia.

Ascensioni

Note

  1. ^ a b Roberto Almagià, Piano delle Cinquemiglia, su treccani.it, Enciclopedia Treccani. URL consultato il 6 maggio 2025.
  2. ^ Andrea R. Staffa, L'Italia romana delle Regiones. Regio IV Sabina et Samnium, su treccani.it, Enciclopedia Treccani. URL consultato il 6 maggio 2025.
  3. ^ Ferrovie dello Stato (1998), pp. 21-24; TCI (1979), p. 294.
  4. ^ a b c TCI (1979), p. 294.
  5. ^ Altopiano delle Cinque Miglia, su abruzzoturismo.it. URL consultato il 6 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2022).
  6. ^ Mappa, su openstreetmap.org, OpenStreetMap. URL consultato il 6 maggio 2025.

Bibliografia

  • Touring Club Italiano, Guida d'Italia. Abruzzo, Molise, 4ª ed., Milano, Touring Editore, 1979, ISBN 88-365-0017-X.
  • Ferrovie dello Stato, Cento anni di altitudine. Ferrovia Sulmona-Isernia, Roma, Ferrovie dello Stato, 1998, ISBN non esistente.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Sito istituzionale, su regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 6 maggio 2025.