Chrysanthellum

Chrysanthellum
Immagine di Chrysanthellum mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùCoreopsideae
SottotribùChrysanthellinae
Genere Chrysanthellum
Rich., 1807
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùCoreopsideae
SottotribùChrysanthellinae
Genere Chrysanthellum
Specie
(Vedi testo)

Chrysanthellum Rich., 1807 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Coreopsideae e sottotribù Chrysanthellinae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere deriva da due parole greche "chrysos" (= oro) e "anthos" (= fiore).[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Louis Claude Marie Richard (1754-1821) nella pubblicazione " Synopsis Plantarum: seu Enchiridium botanicum, complectens enumerationem systematicam specierum hucusque cognitarum. Parisiis Lutetiorum" ( Syn. Pl. [Persoon] 2(2): 471) del 1807.[4]

Descrizione

Portamento. Le piante di questo genere hanno un habitus erbaceo con ciclo biologico annuale o perenne. Raramente sono sub-arbusti.[5][6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in è eretta, semplice o ramosa. A volte sono presenti delle radici legnose.

Foglie. Le foglie lungo il caule hanno una disposizione alternata. Quelle inferiori qualche volta formano una rosetta basale. La lamina è intera o sezionata (1-2- pennatifida).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate sia da capolini terminali solitari o raggruppati in aperti panicoli. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato generalmente di tipo radiato con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme da turbinate a campanulate, composto da diverse brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee sono persistenti sono dimorfe, hanno dimensioni scalate e sono disposte su 2-3 serie. Quelle esterne sono ridotte, quelle più interne sono membranose con forme da ovali a ovate. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è provvisto di pagliette di protezione della base di fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [10]
  • fiori del raggio: sono ligulati con lobi da lanceolati a strettamente oblunghi; gli apici sono bilobati; i colori sono giallo o giallo-oro o giallo-bianco;
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4-5 lobi (corolle pentamere, qualche volta tetramere); i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il tubo è breve o di lunghezza uguale alla gola; il colore è giallo, giallo-arancio.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo.[11] Le appendici delle antere hanno delle forme arrotondate o ovate, acuminate o bilobate (sagittate); sono glabre senza canali resinosi. Il colore delle antere varia da giallo a marrone. Il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[11] I bracci dello stilo (gli stigmi) sono cilindrici e assottigliati all'apice (forma subulata), la loro lunghezza coincide con la lunghezza delle aree stigmatiche. Le appendici sono penicillate.

Frutti. I frutti sono degli acheni dimorfi con pappo. Gli acheni dei fiori del raggio hanno delle forme arrotondate, dritte, fusiformi o incavate, qualche volta strettamente ob-coniche e con prominenti coste; il colore è marrone o nero. Gli acheni dei fiori del disco sono ob-compressi (raramente compressi), quadrati, dritti o qualche volta concavi e alati. Il pappo è formato da 2 – 4 barbe lisce oppure scabre; a volte il pappo è assente.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[6][7]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite nelle zone pantropicali in America, Africa e India.[2]

Sistematica

La famiglia di appartenenza di questa voce (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) probabilmente originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23.000 specie distribuite su 1.535 generi[12], oppure 22.750 specie e 1.530 generi secondo altre fonti[13] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1.679 generi)[14]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Filogenesi

Il gruppo di questa voce è descritto nella sottotribù Chrysanthellinae caratterizzata da un portamento cespuglioso, da un ricettacolo privo di pagliette e da una distribuzione soprattutto australe.[9]

Nell'ambito filogenetico della sottotribù Chrysanthellum occupa una posizione "basale" (è uno dei primi gruppi che si sono separati dal nucleo della sottotribù).[8]

I caratteri distintivi del genere sono:[9]

  • le piante hanno un ciclo biologico annuale, se sono perenni allora formano delle strette e legnose radici, ma non bulbose alla base;
  • i fiori del raggio all'apice sono bifidi.

Il numero cromosomico delle specie di questa voce è: 2n = 16,18 e 24.[9]

Elenco delle specie

Questo genere ha 14 specie:[2]

  • Chrysanthellum americanum (L.) Vatke
  • Chrysanthellum fagerlindii Eliasson
  • Chrysanthellum filiforme McVaugh
  • Chrysanthellum indicum DC.
  • Chrysanthellum integrifolium Steetz
  • Chrysanthellum involutum Paul G.Wilson
  • Chrysanthellum keilii B.L.Turner
  • Chrysanthellum michoacanum B.L.Turner
  • Chrysanthellum perennans B.L.Turner
  • Chrysanthellum pilzii Strother
  • Chrysanthellum pinnatisectum (Paul G.Wilson) Veldkamp
  • Chrysanthellum pusillum Hook.f.
  • Chrysanthellum rosei (Greenm.) Veldkamp
  • Chrysanthellum tamaulipense B.L.Turner

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Adenocarpum D.Don ex Hook. & Arn.
  • Adenospermum Hook. & Arn.
  • Chrysanthellina Cass.
  • Collaea Spreng.
  • Eryngiophyllum Greenm.
  • Sebastiania Bertol.

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b c d World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 22 luglio 2025.
  3. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 22 luglio 2025.
  4. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 22 luglio 2025.
  5. ^ Pignatti 1982, vol.3 pag.1
  6. ^ a b Strasburger 2007, pag. 860
  7. ^ a b Judd 2007, pag.517
  8. ^ a b c Funk & Susanna 2009, p. 713.
  9. ^ a b c d e Kadereit & Jeffrey 2007, p. 408.
  10. ^ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  11. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  12. ^ Judd 2007, pag. 520.
  13. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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