Cimadera

Cimadera
frazione
Cimadera – Stemma
Cimadera – Veduta
Cimadera – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
Comune Lugano
Territorio
Coordinate46°04′44″N 9°02′48″E
Altitudine1 080 m s.l.m.
Superficie5,2 km²
Abitanti118[1] (2012)
Densità22,69 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6951
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5174
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Cimadera
Cimadera

Cimadera (in dialetto ticinese Sciümadéra) è una frazione 118 abitanti[2] del comune svizzero di Lugano, nel Canton Ticino (distretto di Lugano). Fa parte del quartiere di Val Colla, si trova a circa 19 km dal centro di Lugano, raggiungibile dalla strada cantonale che da Lugano porta verso la Valcolla, passando da Sonvico.

Geografia fisica

Storia

Il territorio del comune di Cimadera prima degli accorpamenti comunali del 2013

Già comune autonomo istituito nel 1878 per scorporo dal comune di Sonvico[3] e che si estendeva per 5,25 km²[4], nel 2013 è stato incorporato al comune di Lugano assieme agli altri comuni soppressi di Bogno, Cadro, Carona, Certara, Sonvico e Valcolla. L'incorporazione è stata decisa con votazione popolare del 20 novembre 2011.ed è entrata in vigore il 14 aprile 2013.[5]

Monumenti e luoghi d'interesse

Società

Evoluzione demografica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[3]:

Abitanti censiti[6]

Amministrazione

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

Note

  1. ^ hls-dhs-dss.ch, https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/002159/.
  2. ^ Cimadera, su hls-dhs-dss.ch. URL consultato il 3 febbraio 2025.
  3. ^ a b c Antonio Gili, Cimadera, in Dizionario storico della Svizzera, 17 gennaio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  4. ^ Val Colla – Il quartiere in numeri, su sito istituzionale del comune di Lugano, 27 luglio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2017).
  5. ^ Notifiche di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch. URL consultato l'8 agosto 2025.
  6. ^ Dizionario storico della Svizzera

Bibliografia

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 297.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 383.

Altri progetti

Collegamenti esterni