Camillo Camilliani

Camillo Camilliani (Firenze, 11 aprile 1550Palermo, 1603) è stato uno scultore, architetto e ingegnere italiano.

Biografia

La Fontana Pretoria a Palermo.

Di lui si hanno notizie storiche certe dal 1574 quando, giunto da Firenze, insieme al fiorentino Michelangelo Naccherino diresse i lavori per il montaggio dei 644 pezzi della Fontana Pretoria di Palermo, progettata da Francesco Camilliani, padre dello stesso Camillo.[1] Per il rimontaggio della fontana, che era stata realizzata per un palazzo fiorentino e poi acquistata dal Senato furono necessari riadattamenti e integrazioni che ne misero in luce la preparazione.[2]

Nel 1577, ancora ventisettenne, venne incaricato dal viceré Marcantonio Colonna, insieme a Giovanni Antonio Salamone per una perizia su alcuni ponti. [1] Ormai morto il padre, restò in Sicilia prevalentemente al servizio del governo viceregio. Ottimo disegnatore, divenne un esperto di ingegneria militare collaborando ancora con Salamone, anche come scultore.

Nel 1583 fu incaricato predisporre una completa ricognizione delle opere di fortificazioni siciliane e soprattutto lungo le coste, allora tormentate dai corsari ottomani e dai corsari barbareschi di progettarne l'integrazione e il rafforzamento. Nel 1584 redasse un'ampia e dettagliata relazione del lungo viaggio di perlustrazione distinta in tre parti relative alla Descrittione dell'isola di Sicilia... (pubblicata nel 1877), alla Descrittione delle torri marittime del Regno..., e alla Descrittione delle marine di tutto il Regno... (manoscritti inediti nella Biblioteca comunale di Palermo).[2]

Nel 1586, alla morte di Salamone, divenne ingegnere regio, responsabile di tutti i cantieri vicereali.[2]

In data 11 ottobre 1592, VI indizione, presso la chiesa locale e alla presenza del cappellano don Raffaele di Natale, fu celebrato il matrimonio tra il Magnifico Camillo Camilliani, “schetto Fiorentino” (ossia cittadino fiorentino non affiliato a casati siciliani), e la Magnifica Olimpia Pisana, vedova del defunto Balsamo. La cerimonia fu preceduta dal primo bando nuziale pubblicato lo stesso giorno, mentre i due bandi successivi furono rinviati e completati entro la stessa data, come concesso per grazia particolare. Il rito si svolse secondo le prescrizioni del Sacrosanto Concilio di Trento, che regolava la pubblicazione dei proclami e la celebrazione del matrimonio in forma canonica. L’atto fu registrato alla presenza di testimoni qualificati: don Francesco Sinaldo, maestro Pietro Ciaccio e clerico Giovanni Faylla. La celebrazione fu autorizzata per ordine dell’Illustrissimo e Reverendissimo don Francesco Bissa, con esecuzione affidata al serviente Giuseppe Rascorte di Catania. L’unione tra Camilliani — noto architetto al servizio del Regno di Sicilia — e Olimpia Pisana rappresenta un interessante punto di contatto tra l’intellettualità toscana e l’aristocrazia siciliana del tardo Cinquecento. L’identificazione di Camilliani come “schetto Fiorentino” ne ribadisce l’origine extraregionale, mentre la vedovanza della sposa rimanda a precedenti legami con famiglie del patriziato isolano. [3]

Opere

Camilliani predispose un progetto organico di fortificazioni che comprendeva un sistema di torri costiere della Sicilia, analogo per certi versi a quelli che nello stesso periodo si andavano costruendo in Italia e in tutti i domini dell'impero spagnolo. Il precedente progetto di Tiburzio Spannocchi infatti si era ormai dimostrato inadeguato rispetto alle imponenti forze militari messe in campo dall'Impero ottomano. Per il progetto il Parlamento Siciliano stanziò ben 10000 scudi.

La Fortezza del Tocco (Acireale) nel 1657 in un dipinto di G. Platania.

A lui si devono i seguenti progetti:

A Camilliani vengono inoltre ricondotte tutte le fortificazioni realizzate alla fine del XVI secolo come la Torre di S. Anna a Capomulini, nei pressi di Acireale, quella delle Ciaule a Gliaca di Piraino e le garitte di osservazione nella costa ionica della Sicilia fra Catania ed Acireale.

La tecnica utilizzata

La scelta del sito delle fortificazioni dipendeva dalla possibilità di dominare un ampio spazio di mare e permettere le segnalazioni con dei fuochi fra i vari fortilizi e fra questi e le città. I torrioni erano a pianta quadrangolare, di due piani comunicanti.

Nel piano terra vi erano delle cisterne e il deposito e nel primo piano l'alloggio delle vedette. Nella terrazza invece veniva messa l'artiglieria. Il personale di vedetta era formato da tre elementi: un caporale e due soldati (i torrari ). L'accesso avveniva tramite una scala di corda, da ritirare in caso di pericolo.

Altre opere civili

Progettò anche opere civili:

Note

  1. ^ a b Lavinia Gazzè, Disegnare e governare il territorio L’uso delle carte nella Sicilia d'età moderna, tesi di dottorato, 2010.
  2. ^ a b c Francesco Neri Arnoldi, CAMILLIANI, Camillo, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 17, 1974.
  3. ^ Vito Badalamenti, Atto di matrimonio di Camillo Camilliani., in Facebook - https://www.facebook.com/profile.php?id=100014383386851, 22 giugno 2025.

Bibliografia

  • G. Di Marzo, Camilliani C. - Descrizione della Sicilia, Palermo, 1877.
  • G. Samonà, L'opera dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani in Sicilia alla fine del Cinquecento, Industrie Grafiche Meridionali S. A., Messina 1932.
  • A. Mazzamuto, Architettura e stato nella Sicilia del '500. I progetti di Tiburzio Spannocchi e di Camillo A. Camilliani del sistema delle torri di difesa dell'isola, Palermo, Flaccovio Editore, 1986.
  • M. Scarlata, L'opera di Camillo Camilliani, Roma, 1993.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN95773974 · ISNI (EN0000 0004 2366 9962 · SBN PALV025039 · CERL cnp00515205 · ULAN (EN500015160 · GND (DE128869267