Critical Reviews in Biotechnology
| Critical Reviews in Biotechnology | |
|---|---|
| Abbreviazione | Crit. Rev. Biotechnol. |
| Stato | UK |
| Lingua | inglese |
| Periodicità | trimestrale |
| Genere | rivista di articoli di revisione nel campo della biotecnologia, sottoposta a revisione paritaria |
| Fondazione | 1978 |
| Editore | Taylor & Francis (editore) |
| Redattore capo | Inge Russell, PhD and Graham Stewart, PhD |
| ISSN | 0738-8551 e 1549-7801 |
| Distribuzione | |
| cartacea | |
| Edizione cartacea | 0738-8551 |
| multimediale | |
| Edizione digitale | 1549-7801 |
| Sito web | homepage |
Critical Reviews in Biotechnology è una rivista accademica che pubblica articoli di revisione completi che organizzano, valutano e presentano lo stato attuale delle questioni relative alla biotecnologia.
Secondo Web of Science, al 2024 il fattore di impatto era pari a 8.1, posizionandosi nel primo quartile della categoria "Biotecnologia e microbiologia applicata".[1]
Perimetro editoriale
La rivista tratta le seguenti tematiche:
- applicazioni dei microbi nell'industria biofarmaceutica, biomedica e alimentare
- ricerca di organismi naturali da utilizzare come agenti chemioterapici;
- nuove applicazioni biotecnologiche degli alimenti
- materie vegetali e animali come alternative ai materiali sintetici artificiali.
La rivista è di proprietà della Taylor & Francis, una casa editrice con sede nel Regno Unito.
Redattori
I co-redattori sono Inge Russell, co-fondatrice della rivista nel 1978,[2][3] e Graham Stewart[4], professore emerito di produzione di birra e distillazione presso la Heriot-Watt University di Edimburgo, in Scozia.[5]
Modalità di accesso
La rivista pubblica 4 numeri all'anno in edizione a stampa e online contemporaneamente. Essa è disponibile per utenti in abbonamento che possono acquistare anche singoli articoli. Tutti i numeri arretrati della rivista sono disponibili online sul sito web dell'editore.
Gli abbonati all'edizione elettronica di Critical Reviews in Biotechnology hanno accesso all'archivio online, come parte del loro abbonamento.[6]
Articoli notevoli
- (EN) Alessandro Nicolia et al., An overview of the last 10 years of genetically engineered crop safety research, in Critical Reviews in Biotechnology, 16 settembre 2013, DOI:10.3109/07388551.2013.823595, ISSN 0738-8551. URL consultato il 30 novembre 2013. (organismo geneticamente modificato)
- Djordje B. Zeković, Stefan Kwiatkowski e Miroslav M. Vrvić, Natural and modified (1-->3)-beta-D-glucans in health promotion and disease alleviation, in Critical Reviews in Biotechnology, vol. 25, n. 4, 2005-10, pp. 205–230, DOI:10.1080/07388550500376166. URL consultato il 17 luglio 2021. (B-glucani)
- (EN) Alessandro et al. Nicolia, An overview of the last 10 years of genetically engineered crop safety research, in Critical Reviews in Biotechnology, 16 settembre 2013, DOI:10.3109/07388551.2013.823595. URL consultato il 30 novembre 2013. (dibattito sugli OGM)
Note
- ^ 2024 JIF, su wos-journal.info (archiviato il 3 marzo 2025).
- ^ Transylvania University, in www.transy.edu. URL consultato il 5 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
- ^ Heriot-Watt University, in biology.hw.ac.uk. URL consultato il 5 giugno 2009 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2010).
- ^ Editorial Board Members, in Taylor and Francis. URL consultato il 22 maggio 2009.
- ^ Heriot-Watt University, su biology.hw.ac.uk. URL consultato il 5 giugno 2009 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2010).
- ^ Informa Pharmaceutical Science brochure, in informapharmascience.com. URL consultato il 22 maggio 2009.
Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su tandfonline.com.
- Sito ufficiale, su tandfonline.com.
- Sito ufficiale, su crcjournals.com.
- Sito ufficiale, su informahealthcare.com.
- Sito ufficiale, su metapress.com.