Giunia Terzia
Giunia Terzia (in latino Iunia Tertia, più nota col diminutivo di Tertulla; Roma, 75 a.C. – Roma, 22) è stata un'antica donna romana, terzogenita di Decimo Giunio Silano, console del 62 a.C., e di Servilia, nonché sorellastra del cesaricida Marco Giunio Bruto.
| Giunia Terzia | |
|---|---|
| Nascita | Roma, 75 a.C. |
| Morte | Roma, 22 |
| Dinastia | Gens Giunia (nascita) Gens Cassia (matrimonio) |
| Padre | Decimo Giunio Silano |
| Madre | Servilia |
| Coniuge | Gaio Cassio Longino |
| Figli | Gaio Cassio Longino (?) |
| Religione | Antica religione romana |
Biografia
Nacque intorno al 75 a.C. da Decimo Giunio Silano, console nel 62 a.C., e sua moglie Servilia. Aveva un fratellastro materno maggiore, Marco Giunio Bruto, due sorelle maggiori, Giunia Prima (che sposò Publio Servilio Isaurico) e Giunia Seconda, e un fratello maggiore, Marco Giunio Silano[1].
Sposò Gaio Cassio Longino, ,a cui ebbe un figlio oprmbabilmente oonimo del padre, nato circa nel 60 a.C.[2]. Nel 47 a.C., si diffusero voci secondo cui, per volontà di sua madre, fosse divenuta amante di Cesare (come era stata un tempo Servilia stessa)[3]. Nel 44 a.C., suo fratello Bruto e suo marito furono i principali organizzatori dell'assassinio di Cesare, che portò a una guerra civile culminata nel 42 a.C. nella battaglia di Filippi: i cesaricidi furono sconfitti e Bruto e Cassio si suicidarono. Si dice che Giunia fosse incinta al momento della congiura del 44 a.C., e la tensione che ne derivò le provocò un aborto spontaneo[4]. Con la sconfitta dei cesaricidi Roma passò prima in mano ai triumviri e poi sotto il controllo unico dell'erede di Cesare, Ottaviano.
Servilia e Giunia non furono colpite da rappresaglie e continuarono a vivere a Roma come donne ricche e stimate. Giunia morì in tarda età, nel 22, durante il regno di Tiberio, secondo imperatore romano. Considerevolmente ricca, nel suo testamento fece lasciti a favore di molte personalità, ma non lasciò nulla all'imperatore, come sarebbe stato consueto, attirando molte critiche. Tiberio tuttavia non se ne curò e approvò che le venisse tributato il funerale solenne, con l'unica restrizione che non dovevano essere esposte le immagini di Bruto e Cassio[5].
È possibile che, tramite suo figlio, fosse un'antenata dell'imperatrice Domizia Longina[6]. =
Note
- ^ (EN) Tacitus e A. J. Woodman, Annals, Hackett Publishing, ISBN 978-1-60384-424-6.
- ^ Plutarco, Bruto, 14.4
- ^ Svetonio, Giulio Cesare, 50
- ^ Kirsty Corrigan; Brutus: Caesar's Assassin, p.10
- ^ Tacito, Annali, 76
- ^ François Chausson, Domitia Longina : reconsidération d'un destin impérial, in Journal des Savants, vol. 1, n. 1, 2003, pp. 101–129, DOI:10.3406/jds.2003.1663. URL consultato il 12 maggio 2025.
Voci correlate
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