Los viciosos

Los viciosos
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneArgentina
Anno1962
Durata92 min
Dati tecniciB/N
Generepoliziesco
RegiaEnrique Carreras
SceneggiaturaSixto Pondal Ríos
ProduttoreVicente Marco
FotografiaAntonio Merayo
MontaggioJorge Gárate
MusicheLucio Milena
ScenografiaGori Muñoz
Interpreti e personaggi
  • Graciela Borges: Irene
  • Jorge Salcedo: Rufino Sosa
  • Eduardo Cuitiño: Commissario Orellana
  • Myriam de Urquijo: Signora de Francchi
  • Inés Moreno: Ketty
  • Héctor Gancé: Fernández
  • Coccinelle: sé stessa
  • Augusto Bonardo: Carlos de la Fuente
  • Irma Roy: Estela
  • Daniel de Alvarado: Dr. Cáceres
  • Franca Boni: Sara
  • Ricky Torres
  • Carlos Rivas
  • Rodolfo Onetto: Vicecommissario Benítez
  • Lalo Hartich: Dr. Martínez Quirós
  • Roberto Bordoni
  • Josefa Goldar: Donna polizia
  • Luis Corradi
  • Alberto Barcel: Medico
  • Ricardo Florenbaum
  • Susana Beltrán: Ragazza
  • Orestes Soriani: Sacerdote
  • Juan Pedro Venturino
  • Rafael Chumbita: Salteño
  • Délfor Medina
  • Carlos Luzietti: Detenuto
  • Alberto Mazzini: Detenuto
  • Tatave Moulin: Giornalista
  • Claudio Vernet: Giornalista
  • Mario Hayns: Ballerino con Coccinelle
  • Los Bonarenses: musicisti
  • Enrique Carreras: cameo, uomo al bar
  • Gilberto Rey
  • Jorge Acuña

Los viciosos è un film poliziesco del 1962 diretto da Enrique Carreras[1].

Trama

La polizia indaga su un'attività criminale legata al narcotraffico.

Produzione

Il film vide tra i protagonisti l'attrice Graciela Borges nel ruolo di Irene, una giovane donna della classe media divenuta prostituta e spacciatrice; l'attrice si esibì nella scena di uno spogliarello durante una festa. Alla pellicola partecipò inoltre l'artista Coccinelle, la prima star transgender di fama internazionale[2].

Accoglienza

Il critico Homero Alsina Thevenet affermò sulle pagine di El País: "Il movimento dei personaggi nel quadro e diverse descrizioni incartapecorite del cabaret e della dolce vita in un appartamento da scapolo, sono al livello precario di un regista che non assimila il cinema straniero"[3].

Jorge Miguel Couselo sul Correo de la Tarde sostenne: "Il film è una ricetta per il botteghino e come tale andrà. I suoi produttori non volevano di più"[3].

Raúl Manrupe e María Alejandra Portela, nel loro libro Un diccionario de films argentinos (1930-1995) scrissero: "Pessime interpretazioni, sensazionalismo e superficialità nell'approccio alla realtà. È formalmente uno dei migliori del suo regista (...) e una buona copia del Tinayre di quegli anni"[3].

Note

  1. ^ (ES) Los viciosos, su lavanguardia.com. URL consultato il 15 giugno 2025.
  2. ^ (ES) Los viciosos, su archivocuir.ar. URL consultato il 15 giugno 2025.
  3. ^ a b c Raúl Manrupe e María Alejandra Portela, Un diccionario de films argentinos (1930-1995), Buenos Aires, Ediciones Corregidor, 2001, p. 613, ISBN 950-05-0896-6.

Collegamenti esterni