Ludovico Acerbi

Ludovico Acerbi, I marchese di Cisterna
I Marchese di Cisterna
Stemma
Stemma
In carica1618 –
1622
PredecessoreTitolo creato
SuccessoreGiovanni Acerbi, II marchese di Cisterna
TrattamentoDon
Altri titoliSenatore di Milano
Presidente del Magistrato ordinario
Membro del Consiglio segreto
Reggente della Gran Corte della Vicaria di Napoli
NascitaMilano
MorteMilano, 24 aprile 1622
DinastiaAcerbi
ReligioneCattolicesimo

Ludovico Acerbi, I marchese di Cisterna (Milano, seconda metà del XVI secolo ... – 24 aprile 1622), è stato un nobile, magistrato e politico italiano a servizio della Spagna.

Biografia

Giovinezza e carriera giuridica

Appartenente a un ramo della nobile famiglia Acerbi stabilitosi a Milano nel corso del XVI secolo, Ludovico ricevette una formazione giuridica e intraprese la carriera togata al servizio dell'amministrazione spagnola in Italia.

Nel 1595 fu nominato reggente della Gran Corte della Vicaria a Napoli dal viceré Enrico de Guzmán, conte di Olivares, incarico che mantenne fino al 1598. La corte, tra le più alte magistrature del Regno di Napoli, era competente in materia sia civile che penale, e la sua direzione spettava a giuristi di comprovata esperienza.[1][2]

Attività a Milano

Palazzo Acerbi in Corso di Porta Romana, Milano

Tornato a Milano all'inizio del XVII secolo, Ludovico fu nominato senatore del Senato di Milano, principale tribunale del Ducato di Milano sotto il governo di Filippo III di Spagna.

Nel 1615 acquistò un palazzo signorile in Corso di Porta Romana, che restaurò secondo lo stile rinascimentale lombardo e che prese il nome di Palazzo Acerbi. L'edificio divenne una delle residenze più note della nobiltà milanese.[3]

Nel 1618 fu insignito del titolo di Marchese di Cisterna da Filippo III di Spagna, con riferimento al feudo piemontese di Cisterna d'Asti, concesso in forma ereditaria e trasmissibile per primogenitura.[4] Nel 1619, fu nominato Presidente del Magistrato Ordinario di Milano, magistratura preposta alla gestione delle vertenze civili e patrimoniali, mentre nel 1620 fu incluso nel Consiglio segreto, supremo organo consultivo del Ducato, composto da magistrati e membri della nobiltà togata strettamente legati alla Corona di Spagna.[5]

Morte

Ludovico Acerbi morì a Milano nel 1622. Alla sua morte, il titolo marchionale e il feudo passarono al nipote Giovanni Acerbi, che ne mantenne il possesso fino al 1665, anno della vendita alla famiglia Dal Pozzo della Cisterna. Il territorio fu successivamente elevato a principato da Carlo Emanuele II di Savoia nel 1670[6].

Leggenda del Diavolo di Porta Romana

Targa a Palazzo Acerbi di Milano che commemora la permanenza del marchese Ludovico al suo interno

Nel tempo, attorno alla figura di Ludovico Acerbi si sviluppò una leggenda popolare che lo identificava come il cosiddetto Diavolo di Porta Romana. Nonostante la documentata scomparsa del marchese nel 1622, la tradizione orale lo associò ad eventi ambientati durante la peste del 1630, sostenendo che avesse continuato a condurre una vita fastosa ed esibita mentre la città di Milano era afflitta dal contagio.

Secondo il racconto tramandato, il marchese percorreva di notte le strade cittadine su una carrozza trainata da cavalli neri, ostentando lusso e indifferenza di fronte alla tragedia collettiva. L'attribuzione di caratteristiche soprannaturali fu probabilmente accentuata dal suo ruolo di figura eminente nella società milanese e dalla posizione del suo palazzo in Corso di Porta Romana, che sarebbe rimasto miracolosamente immune al contagio mentre le aree circostanti erano devastate dalla malattia.[7][8]

L'edificio in questione, oggi noto come Palazzo Acerbi, è decorato con un medaglione raffigurante un volto enigmatico, interpretato da alcuni come simbolo della sua reputazione sinistra. Tuttavia, nessuna fonte contemporanea all'epoca accredita le vicende leggendarie attribuitegli.

L'interesse per la leggenda è stato ripreso in epoca contemporanea da alcuni autori italiani, che hanno rielaborato la figura di Acerbi in chiave narrativa. Tra questi, si ricordano i romanzi Gli angeli di Lucifero (2011) di Fabrizio Carcano e Il diavolo di Porta Romana (2013) di Veronica Crippa, ambientati nella Milano seicentesca. Tali opere, di carattere letterario e non documentario, testimoniano la persistenza dell'immaginario popolare legato al personaggio.[9][10]

Note

  1. ^ Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, F. Didot, 1846, p. 329.
  2. ^ Gustavo Galassi Paluzzi, La regia corte della Vicaria: lineamenti storici, Jovene, 1972, p. 114.
  3. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia, VIII, Presso gli editori, 1839, p. 384.
  4. ^ Luigi Cibrario, Origini e progresso della monarchia di Savoia, vol. 3, G. Pomba, 1854, p. 411.
  5. ^ Elvira Vitale Brovarone, Un principe del foro: Ludovico Acerbi, in Archivio storico lombardo, CXII, 1991, pp. 233–248.
  6. ^ Federico Odorici, Storie bresciane dai primi tempi sino all’età nostra, XII, Tipografia Gilberti, 1853, p. 42.
  7. ^ Paolo Cesaretti, Milano esoterica, Mursia, 2013, pp. 112–114.
  8. ^ La Ca’ del Diaul – Lombardia Quotidiano, su lombardiaquotidiano.com. URL consultato il 23 luglio 2025.
  9. ^ Veronica Crippa, Il diavolo di Porta Romana, Sensoinverso Edizioni, 2013, ISBN 978-88-6822-056-3.
  10. ^ Il diavolo di Porta Romana – MilanoFree, su milanofree.it. URL consultato il 23 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2011).

Bibliografia

  • Archivio di Stato di Milano, Uffici e tribunali regi, parte antica, Consiglio segreto, n. 39.
  • A. Summonte, Tribunali della fedelissima città di Napoli, in Historia della città e Regno di Napoli, vol. VI, Napoli 1750, p. 42.
  • Bulferetti, Documenti di storia lombarda nei secc. XVI e XVII, in Arch. stor. lombardo, LXXXI-LXXXII (1954-1955), pp. 345, 352.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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