Oligoclasio

Oligoclasio
Formula chimica(Na,Ca)[Al(Si,Al)Si2O8][1]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinotriclino[2]
Classe di simmetriapinacoidale[3]
Gruppo puntuale1[3]
Gruppo spazialeC1[2]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,63 - 2,66[1] g/cm³
Densità calcolata2,65[1] g/cm³
Durezza (Mohs)6 - 6,5[1]
Sfaldaturaperfetta secondo {001}, meno perfetta secondo {010}, imperfetta secondo {110}[4]
Fratturaconcoide[5]
Colorebruno, incolore, verdastro, grigio, giallastro
Lucentezzavitrea, semi-vitrea[1]
Opacitàda trasparente a traslucida[4]
Strisciobianco[2]
Diffusioneraro
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L'oligoclasio è un minerale della serie dei plagioclasi e il termine intermedio fra l'albite e l'anortite con rapporto albite:anortite compreso fra 90:10 e 70:30. Essendo un termine intermedio, è da considerarsi una varietà e non una specie a sé stante. Si trova all'interno del gruppo del feldspato.[5]

Etimologia e storia

Il nome venne attribuito al minerale nel 1826 da Johann Friedrich August Breithaupt dalle parole greche όλίγος ('oligos', poco) e κλάσις ('klasis', sfaldatura) perché si riteneva che il minerale presentasse una sfaldatura meno perfetta rispetto all'albite. L'oligoclasio era stato precedentemente riconosciuto come specie a sé stante da Jöns Jacob Berzelius nel 1824 con il nome di natron-spodumene a causa della somiglianza con lo spodumene.[6][7]

Modificazioni e varietà

La varietà goldstone ha un colore bruno-rossastro e brilla intensamente a causa delle inclusioni microcristalline di ematite e altri ossidi di ferro. Viene creata a partire da un vetro sovrasaturo di ferro, cromo o ossidi di rame (o una combinazione degli ossidi) che viene fuso e raffreddato in condizioni controllate per causare la cristallizzazione degli ossidi in eccesso, formando cristalli o lustrini simili a lastre. Il procedimento era già praticato dai vetrai veneziani nel XVII secolo. Dopo il raffreddamento, i frammenti di vetro vengono macinati per ottenere varie forme di gemme o trasformati in pietre burattate. Viene spesso confusa con il quarzo di tipo avventurina.[8]

Origine e giacitura

Pietra di sole grezza

L'oligoclasio è trovato di solito in granito, sienite, sienite nefelinica e relative pegmatiti; in diorite, riolite e andesite. L'oligoclasio si trova anche in serpentinite e gneiss; in rocce metamorfiche di facies anfibolitaria o come granuli clastici in rocce sedimentarie. La paragenesi è con corindone, ortoclasio, quarzo, sanidino e tormalina.[4]

Forma in cui si presenta in natura

L'oligoclasio si presenta in rari cristalli, affilati e tabulari lungo [010], di dimensioni fino a 6 cm.[4]

L'oligoclasio è da trasparente a traslucido[4] con lucentezza da vitrea a semi-vitrea, il colore è bianco o giallino molto pallido, ma può essere anche incolore,[1] mentre il colore del suo striscio è bianco.[2]

Galleria d'immagini

Note

  1. ^ a b c d e f (EN) Oligoclase, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 aprile 2025.
  2. ^ a b c d (DE) Oligoklas (Oligoclase), su mineralienatlas.de. URL consultato il 28 aprile 2025.
  3. ^ a b (EN) Oligoclase Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 28 aprile 2025.
  4. ^ a b c d e (EN) Oligoclase (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 28 aprile 2025.
  5. ^ a b (EN) Oligoclase, su gemdat.org. URL consultato il 28 aprile 2025.
  6. ^ Die Namen der Steine. Das Mineralreich im Spiegel der Sprache p. 285
  7. ^ J.F.A. Breithaupt, Bemerkungen über das Geschlecht des Feldspath - Grammit´s und Beschreibung des Oligoklases, einer neuen Spezies desselben (PDF), in Annalen der Physik und Chemie, vol. 8, 1826, pp. 231-242. URL consultato il 28 aprile 2025.
  8. ^ (EN) Goldstone, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 aprile 2025.

Bibliografia

  • (DE) Hans Lüschen, Die Namen der Steine. Das Mineralreich im Spiegel der Sprache, 2ª ed., Thun, Ott Verlag, 1979, ISBN 3-7225-6265-1.

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