Pfäfers
| Pfäfers comune | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Cantone | |
| Distretto | Sarganserland |
| Amministrazione | |
| Lingue ufficiali | tedesco |
| Data di istituzione | 1803 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°59′21″N 9°30′03″E |
| Altitudine | 820 m s.l.m. |
| Superficie | 128,46[1] km² |
| Abitanti | 1 601[2] (2023) |
| Densità | 12,46 ab./km² |
| Frazioni | vedi elenco |
| Comuni confinanti | Bad Ragaz, Coira (GR), Felsberg (GR), Flims (GR), Glarona Sud (GL), Landquart (GR), Mels, Tamins (GR), Trin (GR), Untervaz (GR) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 7312-7315, 7317 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice OFS | 3294 |
| Targa | SG |
| Cartografia | |
![]() Pfäfers | |
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| Sito istituzionale | |
Pfäfers (toponimo tedesco; in romancio Faveras[3] ) è un comune svizzero di 1 601 abitanti del Canton San Gallo, nel distretto di Sarganserland.
Geografia fisica

Pfäfers sorge tra le Alpi del Tamina; il suo territorio comprende un altopiano che domina la piana del Reno, allo sbocco della valle della Tamina (Taminatal); si estende verso sud lungo la valle della Tamina fino al passo del Kunkels e verso ovest fino alla valle di Calfeisen (Calfeisental) tra boschi, terreni prativi, alpeggi e i laghi artificiali formati dalle dighe di Gigerwald e di Mapragg[3]. Tra le principali vette comprese nel territorio comunale figurano il Calanda (2 805 m s.l.m.), il Pizol (2 844 m s.l.m.), il Piz Sardona (3 056 m s.l.m.) e il Ringelspitz (3 248 m s.l.m.).
Storia
Il comune politico di Pfäfers è stato istituito nel 1803[3].
Monumenti e luoghi d'interesse

- Abbazia di Pfäfers, monastero benedettino fondato nel 730-750 dai monaci dell'Abbazia di Reichenau su impulso dei Vittoridi, ricostruito in stile barocco dopo l'incendio del 1665, soppresso nel 1838 e convertito nella clinica psichiatrica di Sankt Pirminsberg[4];
- Chiesa parrocchiale cattolica di Santa Maria (già chiesa abbaziale), ricostruita nel 1688-1694[3] dopo l'incendio del 1665[4], con affreschi dipinti alla fine del XVII secolo da Francesco Antonio Giorgioli[5];
- Chiesa parrocchiale cattolica di Sant'Aniano a Vättis, attestata dal 1050, ricostruita nel 1695-1697 e ampliata nel 1724 e nel 1862-1864[6];
- Chiesa parrocchiale cattolica dei Santi Filippo e Giacomo a Valens, attestata dal 1327 e ricostruita dopo l'incendio del 1755[7];
- Cappella di San Martino nella valle di Calfeisen, attestata dal 1432[3][8];
- Cappella di San Nicolao della Flüe a Vadura, eretta nel 1955[3];
- Cappella di Vasön, eretta nel 1980-1981[3];
- Rovine della fortezza di Wartenstein, costruita nel 1206-1217 dall'abate Konrad von Zwiefalten a protezione dell'abbazia e in rovine dal XVI secolo[9];
- Bagni di Pfäfers (Bad Pfäfers), stabilimento termale allestito nel 1382, ricostruito nel 1704-1718 in stile barocco dai principi abati Bonifaz Tschupp e Bonifaz zur Gilgen e chiuso nel 1969[3][4].
Società
Evoluzione demografica
L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[3]:
Abitanti censiti[10]

Geografia antropica
Frazioni

Le frazioni di Pfäfers sono[3]:
Economia
L'economia locale è prevalentemente rurale, con una componente legata al turismo termale (a Valens) ed escursionistico[3].
Infrastrutture e trasporti
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Pfäfers è servito dalle strade cantonali 76 (con il ponte Tamina) e 123.
Note
- ^ (DE, FR) Generalisierte Grenzen 2020: Hilfsdatei, su bfs.admin.ch, Ufficio federale di statistica, 14 febbraio 2020. URL consultato il 28 maggio 2025.
- ^ (DE, FR, IT) Ständige Wohnbevölkerung nach Staatsangehörigkeitskategorie, Geschlecht und Gemeinde, definitive Jahresergebnisse, 2023, su bfs.admin.ch, Ufficio federale di statistica, 22 agosto 2024. URL consultato il 28 maggio 2025.
- ^ a b c d e f g h i j k Franz Xaver Bischof, Pfäfers, in Dizionario storico della Svizzera, 27 settembre 2010. URL consultato il 28 maggio 2025.
- ^ a b c Franz Xaver Bischof, Pfäfers (abbazia), in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2010. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ Laura Damiani Cabrini, Francesco Antonio Giorgioli, in Dizionario storico della Svizzera, 13 ottobre 2004. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ a b Daniel Sprecher, Vättis, in Dizionario storico della Svizzera, 15 gennaio 2014. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ a b Jakob Kuratli Hüeblin, Valens, in Dizionario storico della Svizzera, 6 agosto 2012. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ Werner Vogler, Calfeisen, in Dizionario storico della Svizzera, 21 luglio 2014. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ Lorenz Hollenstein, Wartenstein, in Dizionario storico della Svizzera, 23 agosto 2013. URL consultato il 30 maggio 2025.
- ^ Dizionario storico della Svizzera.
Bibliografia
- (DE) AA.VV., Kunstführer durch die Schweiz, 3 voll., Bern, Gesellschaft für Schweizerische Kunstgeschichte (GSK), 2005–2006, ISBN 978-3-906131-95-5 / ISBN 978-3-906131-96-2 / ISBN 978-3-906131-97-9.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su pfaefers.ch.
- (IT, DE, FR) Pfäfers, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 234662193 · GND (DE) 4219379-5 |
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