Planet Rock (singolo)
| Planet Rock singolo discografico | |
|---|---|
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| Artista | Afrika Bambaataa, Soulsonic Force |
| Pubblicazione | 17 aprile 1982 |
| Album di provenienza | Planet Rock: The Album |
| Genere | Old school hip hop Elettrorap |
| Afrika Bambaataa - cronologia | |
Singolo precedente (1981) Singolo successivo
(1982) | |
Planet Rock è un singolo di Afrika Bambaataa e Soulsonic Force, pubblicato il 17 aprile 1982 come estratto dall'album omonimo.[1]
Planet Rock fece la storia, poiché fu la prima canzone hip hop ad essere suonata interamente con strumenti elettronici: gli arrangiamenti includono infatti una drum machine Roland TR-808, un sintetizzatore, ed un vocoder,[2] nella traccia sono presenti inoltre spezzoni di altre canzoni, fra cui Trans Europe Express dei Kraftwerk.
Descrizione
La traccia inaugurò una collaborazione del gruppo con il produttore discografico Arthur Baker, conclusasi nel 1984.
Il saggista Kurt B. Reighley descrisse Planet Rock come una "fusione di break hip hop e linee di sintetizzatore prese dai Kraftwerk, che gettarono le basi per il genere musicale chiamato 'electro'".[3]
Il produttore Rick Rubin raccontò che "all'epoca tutti la consideravamo a malapena un brano rap, ma questo si rivelò una delle canzoni più rivoluzionarie della storia, che cambiò il modo di fare musica".[4] Il DJ Muggs dei Cypress Hill disse che sulla costa occidentale americana l'hip hop non prese piede fino al 1984 circa, e che le persone che ascoltavano Planet Rock pensavano fosse una canzone funk.
Accoglienza
Critica
Il musicologo Robert Palmer, scrivendo per il New York Times, definì Planet Rock "forse il disco pop nero più influente del 1982",[5][6] così come Robert Christgau, di The Village Voice, lo descrisse come il "disco dance più influente dell'anno" e "potenzialmente influente quanto Rapper's Delight".[7]
L'esperto musicale Frank Owen nel 1990, sulla rivista Spin, dichiarò che considerava la canzone "l'anno zero della nuova musica dance",[8] notando come essa esercitasse ancora una notevole influenza sulle scene musicali del Miami bass, del Detroit techno e del Los Angeles e più in generale West Coast hip hop.
Infine, la canzone è stata citata tra i migliori singoli del 1982 dal NME.
Successo commerciale
La canzone acquisì rapidamente popolarità, specialmente negli Stati Uniti, dove raggiunse il milione di copie vendute e venne perciò certificata disco d'oro il 16 settembre 1982.[6]
Riconoscimenti
La rivista Rolling Stone l'ha inserita al terzo posto nella sua lista delle "migliori canzoni hip hop di tutti i tempi".[9]
Nel 2025, la rivista Billboard l'ha inserita al 13° posto nella sua lista delle "100 migliori canzoni dance di tutti i tempi".[10]
Tracce
- Planet Rock (vocal)
- Planet Rock (bonus beats)
- Planet Rock (strumentale)
Formazione
- Tecnico - Bob Rosa, Jan D. Burnett
- Produttore esecutivo - Tom Silverman
- Masterizzato da - Herb Powers Jr.
- Mixato da e prodotto da Arthur Baker
- Tastiera di John Robie
- 7" & 12" edits da Jellybean Benitez
- Video di - Video Mix Productions - Danny Cornyetz & Jessica Jason
Strumenti
- Roland TR-808 drum machine
- Fairlight CMI Series II 8-bit sampler (orchestra hit "ORCH5"[11])
- Moog Micromoog and Prophet 5 (John Robie's keyboards as stated by Arthur Baker in Sound on Sound)
- Lexicon PCM41 for Bambaataa's "vocoder" sound (really tight delay setting)
Nella cultura di massa
Il titolo della canzone è stato usato per intitolare una popolare trasmissione musicale radiofonica italiana andata in onda sulle frequenze di Radio Rai tra il 1991 e il 1996.
Nel 2021 il brano è stato campionato dalle City Girls nel singolo Twerkulator.[12]
Note
- ^ Mille canzoni che ci hanno cambiato la vita (a cura di Ezio Guaitamacchi, Rizzoli, 2009)(sezione dedicata a Planet Rock)
- ^ Enciclopedia rock anni '90 (a cura di Riccardo Bertoncelli, Arcana, 2001, pag. 6
- ^ (EN) Planet Rock by Afrika Bambaataa & The Soul Sonic Force - RYM/Sonemic. URL consultato l'8 aprile 2025.
- ^ (EN) Rolling Stone, 100 Greatest Hip-Hop Songs of All Time, su Rolling Stone, 2 giugno 2017. URL consultato l'8 aprile 2025.
- ^ Grandmaster Flash & the Furious Five: 'The Message' (Sugarhill import); Afrika Bambaataa & the Soul Sonic Force: 'Planet Rock' (Tommy Boy import). By Edwin Pouncey : Articles, reviews and interviews from Rock's Backpages., su web.archive.org, 28 settembre 2020. URL consultato l'8 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2020).
- ^ a b THE POP LIFE - NYTimes.com, su web.archive.org, 24 maggio 2015. URL consultato l'8 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2015).
- ^ Robert Christgau: Consumer Guide Oct. 5, 1982, su web.archive.org, 20 novembre 2019. URL consultato l'8 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2019).
- ^ (EN) Editor, Planet Rock – How the Afrika Bambaataa electro classic changed dance - 909originals, su 909originals.com, 17 aprile 2022. URL consultato l'8 aprile 2025.
- ^ Le 100 migliori canzoni Hip-Hop di tutti i tempi (20-1), su rollingstone.it, Rolling Stone. URL consultato il 24 marzo 2022.
- ^ (EN) Andrea Domanick,Andrew Unterberger,Elias Leight,Eric Renner Brown,Jason Lipshutz,Joe Lynch,Kat Bein,Katie Bain,Krystal Rodriguez,Lily Moayeri,Melinda Newman,Thomas Smith,Zel McCarthy, The 100 Best Dance Songs of All Time: Staff List, su Billboard, 28 marzo 2025. URL consultato l'8 aprile 2025.
- ^ John Topley, Thirty Years of the Fairlight: John Topley's Weblog 2009, 2009.
- ^ (EN) New Song: City Girls – 'Twerkulator', su thatgrapejuice.net. URL consultato il 21 maggio 2021.
Collegamenti esterni
- (EN) Planet Rock (canzone), su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Planet Rock (album), su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
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