Sigillion
Un sigillion (in greco σιγίλλιον?, al plurale sigillia, σιγίλλια) era un tipo di documento legale che veniva pubblicamente siglato con un sigillo, di solito di piombo.
Origine e uso bizantino
Il termine sigillion deriva dal latino sigillum, “sigillo”, che ben presto è passato a indicare anche il documento su cui il sigillo veniva apposto[1].
Il primo sigillion bizantino è documentato nella cancelleria imperiale nell'883. In seguito fu utilizzato da funzionari pubblici di livello inferiore, tra cui esattori delle tasse e giudici, oltre che dai governatori provinciali. Si distingue da un documento imperiale che reca un sigillo d'oro, la crisobolla (chrysoboullon sigillion)[2].
Una caratteristica distintiva del sigillion è la presenza della parola sigillion in inchiostro rosso. I sigillia imperiali contenevano anche il mēnológion dell'imperatore. Nell'XI secolo erano ormai in declino, e di quell'epoca si sono conservati solo alcuni esemplari[2]. I catapani d'Italia continuarono a emettere sigillia nell'XI secolo e questa pratica fu mantenuta anche sotto la dominazione normanna. I sovrani normanni copiarono esattamente il formato del sigillion bizantino nei loro documenti greci, utilizzando sigilli di piombo o di cera. Questo iniziava con un'invocazione simbolica (di solito il Chrismon), seguita dall'intitolazione del sovrano e dal nome del destinatario e poi da una clausola di datazione con il mese e l'indizione scritti di proprio pugno dall'emanatore, il cosiddetto mēnológion. In alcuni casi seguiva un'arénga[3] (parte introduttiva del testo) e la narrazione degli eventi che avevano portato all'emissione del documento. Seguiva poi la disposizione, che era la parte attiva ed effettiva del documento ed era sempre scritta in terza persona in modo estremamente formulaico, seguita dalla sanzione, che di solito era una minaccia che chiunque avesse violato la carta avrebbe provato l'ira del sovrano. Il documento si concludeva con una conferma (testimoni), il nome del destinatario una seconda volta e una seconda clausola di datazione[4]. Nel XIII secolo, i termini sigillion e sigilliodes gramma entrarono in uso nella cancelleria del Patriarcato di Costantinopoli. Hanno sostituito il termine hypomnemata per i documenti patriarcali più solenni, quelli che recano la firma per esteso del patriarca e che di solito stabiliscono un punto di diritto ecclesiastico, spesso approvato da un sinodo, o concedono un privilegio a una diocesi o a un monastero[2].
Uso arabo e ottomano
Dall'uso bizantino, il termine è stato adottato in arabo سجل?, sijill, attraverso l'aramaico, come termine per documenti o rotoli. Questo uso è presente già nel Corano[1]. Nell'Egitto fatimide il termine era usato per la corrispondenza ufficiale della corte fatimide[1], nell'Egitto mamelucco per i registri dei tribunali giudiziari[5], mentre nell'Impero ottomano il termine era generalmente applicato a registri di ogni tipo, come gli archivi del personale. Il termine si applica soprattutto ai registri giudiziari (kadi sijilleri o sher'iyye sijilleri)[6].
Note
- ^ a b c EI, p. 538 "Sid̲j̲ill – 1. Ḳurʾānic and early Arabic usage" (F.C. de Blois).
- ^ a b c ODB, "Sigillion", pp. 1893–1894.
- ^ arénga s. f. [dal lat. mediev. arenga, variante di arengum (v. arengo), di cui ebbe anche lo stesso sign.]. – Nel documento medievale, sia pubblico sia privato, parte introduttiva del testo (detta anche exordium: v. esordio), ricorrente abbastanza spesso benché priva di formale necessità giuridica, in cui si spiegavano, per lo più con citazioni di testi biblici, giuridici, letterarî, i principî informatori dell’atto a cui il documento si riferiva. Vocabolario della lingua italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, 1987.
- ^ Becker 2016, pp. 86–88.
- ^ EI, pp. 538–539 "Sid̲j̲ill – 2. In Mamlūk usage" (D. P. Little).
- ^ EI, p. 539 "Sid̲j̲ill – 3. In Ottoman administrative usage" (Suraiya Faroqhi)
Bibliografia
- (EN) Julia Becker, Charters and Chancery under Roger I and Roger II, in Stefan Burkhardt, Norman Tradition and Transcultural Heritage: Exchange of Cultures in the 'Norman' Peripheries of Medieval Europe, a cura di Thomas Foerster, Routledge, 2016 [2013], pp. 79–96.
- (EN) François Clément de Blois, Sid̲j̲ill – 1. Ḳurʾānic and early Arabic usage (XML), in Clifford Edmund Bosworth, Emeri van Donzel, Wolfhart Heinrichs e Gérard Lecomte (a cura di), Encyclopaedia of Islam, Vol. IX: San–Sze, 2ª ed., Leida, E. J. Brill, 1997, DOI:10.1163/1573-3912_islam_COM_1069.
- (EN) Nicolaos Oikonomides, Sigillion, in Aleksandr Petrovič Každan (a cura di), The Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford e New York, Oxford University Press, 1991, pp. 1893–1894, ISBN 0-19-504652-8.