Terremoto di Costantinopoli del 447

Terremoto di Costantinopoli del 447
Data26 gennaio, 6 novembre, 8 novembre e 8 dicembre
Magnitudo Richter6,4[1]
Epicentro
41°00′28.8″N 28°58′40.8″E
Stati colpitiImpero romano d'Oriente (Bitinia, Tracia).
Intensità MercalliIX
Maremotosi
Mappa di localizzazione: Turchia
Terremoto di Costantinopoli del 447
Posizione dell'epicentro

Il terremoto di Costantinopoli del 447 fu un terremoto che colpì la città di Costantinopoli nel 447 d.C. L'area intorno a Costantinopoli fu colpita da un violento terremoto, che causò gravi danni alle Mura Teodosiane di Costantinopoli, recentemente completate, distruggendo 57 torri e ampi tratti delle mura. I documenti storici non contengono alcuna menzione di vittime direttamente collegate a questo terremoto, sebbene si dica che migliaia di persone morirono in seguito a causa della fame e di un "odore nauseabondo".[1]

Terremoto

La data di questo terremoto è incerta, e oscilla fra il 26 gennaio, il 6 novembre, l'8 novembre e l'8 dicembre.[2] Il terremoto provocò anche un maremoto.[3][4]

Note

  1. ^ a b (EN) E. Guidoboni, G. Ferrari, D. Mariotti, A. Comastri, G. Tarabusi, G. Sgatoni e G. Valensise, Catalogue of Strong Earthquakes in Italy (461 BC – 1997) and Mediterranean Area (760 B.C. – 1500), su storing.ingv.it, INGV-SGA.
  2. ^ (EN) National Geophysical Data Center / World Data Service (NGDC/WDS): NCEI/WDS Global Significant Earthquake Database. NOAA National Centers for Environmental Information., Significant Earthquake Information, su ngdc.noaa.gov. URL consultato l'8 novembre 2020.
  3. ^ (EN) N.N. Ambraseys e C.F. Finkel, Long-term seismicity of Istanbul and of the Marmara Sea region, in Terra Nova, vol. 3, n. 5, 1991, pp. 527–539, Bibcode:1991TeNov...3..527A, DOI:10.1111/j.1365-3121.1991.tb00188.x.
  4. ^ (EN) National Geophysical Data Center / World Data Service (NGDC/WDS): NCEI/WDS Global Significant Earthquake Database. NOAA National Centers for Environmental Information., Tsunami Event Information, su ngdc.noaa.gov, NOAA National Centers for Environmental Information, 1972, DOI:10.7289/V5TD9V7K. URL consultato l'8 novembre 2020.

Bibliografia