Torre di Nonza
| Torre di Nonza | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato | |
| Stato attuale | |
| Città | Nonza |
| Indirizzo | Torra |
| Coordinate | 42°47′06″N 9°20′37″E |
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| Informazioni generali | |
| Inizio costruzione | XII secolo |
| Visitabile | Sì |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
La torre di Nonza (in francese Tour de Nonza; in corso Torra di Nonza), detta anche torre Paolina[1], è una torre d'avvistamento sita sul versante mediterraneo di Capo Corso presso Nonza.
La struttura è di proprietà della Collettività della Corsica ed è tutelata come monumento storico dal 1926.[2]
Storia
Un primo castello fu realizzato nel XII secolo dalla famiglia genovese degli Avogari de Gentile (detti anche Avvocati, Avogadri o Avogadori).[3]
La torre fu invece realizzata (o più probabilmente ricostruita) nel 1757 su ordine di Pasquale Paoli, generale della Nazione Corsa, ragione per cui la torre è chiamata anche torre Paolina.[3]
Dopo la firma del trattato di Versailles del 1768, col quale la Repubblica di Genova cedette la Corsica alla Francia, le truppe francesi sbarcarono sull'isola intraprendendo una guerra contro il fronte indipendentista paolino. Una parte della campagna, alla guida di Thomas Auguste Le Roy de Grandmaison, si concentrò sulla conquista di Capo Corso e del Nebbio e dopo la conquista di Patrimonio, Barbaggio e Farinole, fu la volta di Nonza; in questo contesto la torre fu protagonista di un particolare episodio della resistenza corsa: il capitano Giacomo Casella, anziano e mutilato di guerra (gli mancava una gamba ed era diventato sordo) al comando della scarna guarnigione posta a difesa della torre, fu abbandonato dai suoi uomini in vista dell'avanzata francese poiché non era intenzionato ad arrendersi nonostante l'ampia disparità numerica. Casella dunque sviluppò un ingegnoso sistema per far fuoco quasi contemporaneamente con tutte le armi disponibili dalla torre; lo stratagemma fu efficace al punto che il comandante francese, temendo di non poter conquistare facilmente il caposaldo, inviò un ufficiale per trattare la resa. Casella, sfinito e a corto di munizioni, accettò la resa a patto di essere scortato agli accampamenti paolini di Murato.[4] L'episodio fu raccontato anche nel romanzo La torre di Nonza dello scrittore italiano Francesco Domenico Guerrazzi.[5]
Descrizione
Si tratta di una torre d'avvistamento fortificata a pianta quadrangolare realizzata in pietra grezza a vista, scisti e serpentino verde. È dotata di un ingresso sopraelevato e la sommità presenta un parapetto con ampie merlature piatte, fori di caduta e due guardiole agli angoli opposti in diagonale.
La torre è sita a circa 160 metri sul livello del mare, sulla sommità del centro abitato di Nonza sul versante mediterraneo di Capo Corso e osserva il golfo di San Fiorenzo.[1]
Note
- ^ a b Tour de Nonza, su visit-corsica.com. URL consultato il 10 giugno 2025.
- ^ (FR) Tour de Nonza ou de Torra, su pop.culture.gouv.fr, Ministero della cultura. URL consultato il 10 giugno 2025.
- ^ a b Clément-Joseph Franceschi, La Torre di Nonza, un punto chiave del Capo Corso, su corsicaoggi.com, 7 dicembre 2016. URL consultato il 10 giugno 2025.
- ^ Roberto Moggi, L'epica storia del capitano Giacomo Casella e la torre di Nonza, su corsicaoggi.com, 27 novembre 2015. URL consultato il 10 giugno 2025.
- ^ Francesco Domenico Guerrazzi, La torre di Nonza, Torino, Società Editrice Italiana di M. Guidoni, 1857.
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