Gamal al-Banna
Gamāl al-Bannā (in arabo جمال البنا?; Mahmudiyya, 15 dicembre 1920 – Il Cairo, 30 gennaio 2013[1]) è stato un politico e religioso egiziano, fratello minore di Hasan al-Banna, fondatore dei Fratelli musulmani, e quindi prozio di Ṭāriq Ramaḍān.
È noto, soprattutto all'estero, per le sue opinioni progressiste sull'Islam.
Come esempio delle sue opinioni, questa è stata la sua risposta alla domanda "L'Islam progressista è possibile?" durante una intervista concessa al quindicinale marocchino Tel Quel:
Gamal al-Banna è stato contrario al conservatorismo degli shaykh contemporanei, che accusava di deformare lo spirito dell'Islam rifacendosi per qualsiasi decisione ai ḥadīth (opinioni e detti attribuiti a Maometto) invece che direttamente al Corano:
Gamal al-Banna, al contrario, immaginava una reinterpretazione del Corano alla luce del mondo moderno, una religione che avesse offerto più regole di vita che indicazioni su come affrontare o giudicare ogni dettaglio della quotidianità, riconoscendo all'uomo il suo libero arbitrio e la sua autonomia. Denunciava, inoltre, le fatwā elettroniche che
Critico verso l'Islam contemporaneo, ha mosso critiche anche verso l'Occidente, come dimostra una sua dichiarazione al quotidiano egiziano al-Maṣrī al-Yawm (L'Egiziano oggi):
«Il Corano è una guida per i credenti, non una scienza esatta[6]» afferma Gamal el-Banna che rimprovera agli islamisti ed alle istituzioni religiose come al-Azhar di voler «applicare alla lettera un Islam inventato più di mille anni fa[7]» fondandosi sui ḥadīth. Aggiunge, inoltre, che «Migliaia di ʾaḥādīth sono state composte nel corso dei secoli in funzione di interessi religiosi o politici. Non ha alcun senso farvi affidamento per dirimere problemi odierni[8]», dichiarandosi favorevole alla rilettura del Corano.
Secondo al-Banna, infine, non si sarebbe dovuto, per esempio, vietare di fumare durante il Ramadan, perché il tabacco non era noto ai tempi del Profeta. Allo stesso modo, affermava, «il Corano non dice che le donne devono indossare il velo, ma solo che devono nascondere il seno[9]». Giudicato un provocatore, è stato emarginato in Egitto. Di fronte al florido "commercio delle fatwā", Gamal el-Banna predicava sempre più nel deserto. (Le Figaro del 16 ottobre 2006).
Note
- ^ Author Gamal al-Banna dies aged 93 (en) Egyptindipendent.com
- ^ «C'est même nécessaire. Et je vous rappelle que c'est l'esprit même qui a fondé l'Islam et lui a assuré sa diffusion originelle. Notre situation actuelle est une rétrogradation, un énorme saut en arrière. Regardez par exemple le cas particulier de la femme. Sa situation actuelle, à quelques exceptions près, est terriblement injuste. Elle était infiniment plus avantageuse, plus juste, aux premières heures de l'Islam, et cela ne posait de problème à personne.»
- ^ «On ne peut pas se fonder là-dessus pour répondre aux préoccupations d'aujourd'hui : ce ne sont que des paroles rapportées, dont l'authenticité est souvent contestée et dont la signification est indissociable du contexte historique dans lequel elles ont été écrites au fil des siècles.»
- ^ «fournissent des solutions toutes faites, au lieu d'encourager la réflexion»
- ^ «Depuis le onze septembre, le terrorisme est devenu un nouveau moyen pour réaliser la justice et obtenir le droit. Tant que les sociétés américaines ou européennes, capitalistes et inhumaines, ne changeront pas, ce moyen sera utilisé. Il trouvera ses adeptes au cœur même des pays occidentaux. Les prochains meneurs seront des citoyens de ces pays, pas des islamo fascistes comme le prétend George Bush.»
- ^ «Le Coran est un guide pour les croyants, pas une science exacte»
- ^ «appliquer à la lettre un islam inventé il y a plus de mille ans»
- ^ Des milliers de ʾaḥādīth ont été fabriqués au fil des siècles pour servir des intérêts religieux ou politiques. Cela n'a aucun sens de s'y référer pour répondre aux questions d'aujourd'hui
- ^ le Coran ne dit pas que la femme doit porter le voile, seulement qu'elle doit cacher sa poitrine
Collegamenti esterni
- sito dedicato al suo pensiero, su islamiccall.org. URL consultato il 6 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2007).
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