Gennaro Langella

Gennaro Adriano Langella

Gennaro Adriano Langella, detto Gerry Lang (New York, 30 dicembre 1938Springfield, 15 dicembre 2013), è stato un mafioso statunitense appartenente alla famiglia Colombo di New York. Nel corso della sua carriera criminale, Langella raggiunse posizioni di grande rilievo, diventando sottocapo e successivamente capo ad interim dell'organizzazione.

Biografia

Langella nacque a Brooklyn, New York, nel 1938,[1] da immigrati di prima generazione originari della Campania, in Italia. Fin da giovane strinse un forte legame con Carmine Persico, futuro boss mafioso. Secondo diverse fonti, Langella sarebbe stato iniziato segretamente come "uomo d'onore" nella famiglia Colombo, in un periodo in cui le famiglie mafiose di New York avevano sospeso l'ammissione di nuovi membri. È inoltre padre di Vincent Langella, presunto affiliato della stessa organizzazione.

Lo scrittore specializzato in criminalità Selwyn Raab ha descritto Langella come:

... un usuraio spietato e arrogante, coinvolto anche nel traffico di droga. Il suo linguaggio era spesso volgare. Era noto per la sua vanità e il gusto per l’abbigliamento ricercato: preferiva completi doppiopetto, camicie sportive con colletto aperto e occhiali da sole avvolgenti, in contrasto con lo stile più sobrio dei gangster ritratti a Hollywood. Frequentava abitualmente il ristorante Casa Storta, a Bensonhurst, Brooklyn, dove organizzava incontri con i suoi associati.[2]

Carriera criminale

Famiglia Colombo

Langella scalò rapidamente le gerarchie della famiglia mafiosa Colombo. Negli ultimi anni '70 e nei primi anni '80, durante la detenzione di Carmine Persico, Langella assunse contemporaneamente il ruolo di sottocapo e, di fatto, anche quello di capo ad interim, mentre Persico si nascondeva per sfuggire a diverse incriminazioni federali. Langella gestiva direttamente numerose attività illecite legate al mondo del lavoro, tra cui la partecipazione della famiglia al cosiddetto "Concrete Club", e controllava diversi sindacati, come il Cement and Concrete Workers District Council, Sezione Locale 6A.[3]

Durante il suo periodo come boss reggente, Langella si avvaleva come consigliere di Ralph Scopo Jr., figlio di Ralph Scopo Sr., storico soldato della famiglia Colombo.[4]

Arresto e condanne

Il 14 ottobre 1984, Langella, Persico e altri membri della famiglia Colombo furono incriminati per associazione a delinquere e estorsione secondo la legge RICO, nell’ambito del cosiddetto "Processo Colombo" (Colombo trial).[5] Successivamente, il 25 febbraio 1985, Langella e altri capi mafiosi furono nuovamente accusati nel celebre Processo alla Commissione mafiosa (Mafia Commission Trial).[6][7]

Nel marzo del 1985, Langella venne condannato a 10 anni di carcere e a una multa di 15.000 dollari per falsa testimonianza e intralcio alla giustizia.[8] In seguito, nel processo contro la famiglia Colombo, il 17 novembre 1986, gli vennero inflitti altri 65 anni di reclusione.[9]

Durante il Processo alla Commissione mafiosa , Langella si dichiarò non colpevole insieme agli altri imputati, il 1° luglio 1985.[10] Tuttavia, il 19 novembre 1986, venne riconosciuto colpevole, assieme a Persico e ad altri alti esponenti di Cosa Nostra statunitense.[11] Il 13 gennaio 1987, Langella fu condannato a ulteriori 100 anni di carcere, da scontarsi consecutivamente alla precedente condanna di 65 anni, oltre a una multa di 240.000 dollari, senza possibilità di libertà condizionata.[12]

Morte

Langella trascorse i suoi ultimi anni detenuto presso lo United States Medical Center for Federal Prisoners (MCFP) di Springfield, Missouri, dove morì il 15 dicembre 2013.[1][13]

Note

  1. ^ a b Gennaro Langella Obituary - Staten Island, New York, su web.archive.org, 4 marzo 2016. URL consultato il 28 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ Selwyn Raab, Five families: the rise, decline, and resurgence of America's most powerful Mafia empires, New York, Thomas Dunne Books, 2006, ISBN 0312361815.
  3. ^ (EN) United States v. Local 6A, Cement & Concrete Workers, 663 F. Supp. 192 (S.D.N.Y. 1986), su Justia Law. URL consultato il 28 aprile 2025.
  4. ^ (EN) mafia boss, 25 Years Later, Jailed Mafia Boss Allegedly Still Runs Cement Workers Union, su Mafia Today - Your Source for Mafia & Crime News, 1º aprile 2022. URL consultato il 28 aprile 2025.
  5. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, 11 INDICTED BY U.S. AS THE LEADERSHIP OF A CRIME FAMILY, in The New York Times, 25 ottobre 1984. URL consultato il 28 aprile 2025.
  6. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, REPUTED CRIME BOSSES ARRAIGNED, in The New York Times, 1º marzo 1985. URL consultato il 28 aprile 2025.
  7. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, U.S. INDICTMENT SAYS 9 GOVERNED NEW YORK MAFIA, in The New York Times, 27 febbraio 1985. URL consultato il 28 aprile 2025.
  8. ^ (EN) The Associated Press, Reputed Crime Figure Sentenced to 10 Years, in The New York Times, 15 marzo 1985. URL consultato il 28 aprile 2025.
  9. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, PERSICO, HIS SON AND 6 OTHERS GET LONG TERMS AS COLOMBO GANGSTERS, in The New York Times, 18 novembre 1986. URL consultato il 28 aprile 2025.
  10. ^ (EN) 11 PLEAD NOT GUILTY TO RULING ORGANIZED CRIME IN NEW YORK, in The New York Times, 2 luglio 1985. URL consultato il 28 aprile 2025.
  11. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, U.S. JURY CONVICTS EIGHT AS MEMBERS OF MOB COMMISSION, in The New York Times, 20 novembre 1986. URL consultato il 28 aprile 2025.
  12. ^ (EN) Arnold H. Lubasch, JUDGE SENTENCES 8 MAFIA LEADERS TO PRISON TERMS, in The New York Times, 14 gennaio 1987. URL consultato il 28 aprile 2025.
  13. ^ Federal Bureau of Prisons, su web.archive.org, 29 giugno 2011. URL consultato il 28 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2011).