Heulandite

Heulandite
Proprietà cristallografiche
Proprietà fisiche
Heulandite
Classificazione Strunz9.GE.05
Formula chimica(Ca,Na)2-3Al3(Al,Si)2Si13O36·12H2O
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinomonoclino
Proprietà fisiche
Lucentezzavitrea o madreperlacea
Diffusionecomune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

Heulandite è il nome collettivo di un minerale non specificato in una serie di cristalli misti con i membri finali heulandite-Ba, heulandite-Ca, heulandite-K, heulandite-Na e heulandite-Sr. Insieme formano il sottogruppo dell'heulandite all'interno del gruppo delle zeoliti.[1]

Appartengono tutte alla famiglia dei "silicati" e strutturalmente sono dei tectosilicati.

Tutti i membri della serie dell'heulandite cristallizzano nel sistema monoclino con la composizione chimica generale (X)5[Al9Si27O72] • ≈24(H2O), dove X può essere il catione bario, calcio, potassio, sodio o stronzio, che possono sostituirsi l'uno all'altro nella formula, ma sempre nella stessa proporzione con gli altri componenti del minerale. Per i singoli membri finali, tuttavia, anche la composizione chimica è riassunta come segue:[2]

  • heulandite-Ba – (Ba,Ca,K)5(Si27Al9)O72 • 22H2O
  • heulandite-Ca – (Ca,Na,K)5(Si27Al9)O72 • 26H2O
  • heulandite-K – (K,Ca,Na)5(Si27Al9)O72 • 26H2O
  • heulandite-Na – (Na,Ca,K)6(Si,Al)36O72 • 22H2O
  • heulandite-Sr – (Sr,Ca,Na)5(Si27Al9)O72 • 24H2O

Etimologia e storia

L'heulandite fu per la prima volta riconosciuta separata da Johann Friedrich August Breithaupt nel 1818, e da lui chiamata euzeolite (che significa "splendida zeolite"); in maniera indipendente, l'heulandite fu descritta da Henry James Brooke, che chiamò il minerale in onore del collezionista e commerciante di minerali inglese John Henry Heuland (1778-1856) che l’aveva rinvenuta nell’est dell'Islanda, a Teigarhorn.[3]

Nel corso della riorganizzazione della famiglia delle zeoliti nel 1997, sono stati ridefiniti anche i membri finali della serie mista di heulandite e i cationi predominanti nella formula sono stati aggiunti come abbreviazioni.[4]

Abito cristallino

Le heulanditi cristallizzano tutte nel sistema monoclino e si presentano tabulari, sottili o spessi, parallelamente al pinacoide laterale [010], con uno sviluppo delle altre facce, che fanno assumere ai cristalli un aspetto ortorombico simile a semplici prismi romboidali. Si ritrovano anche aggregati raggiati o globulari.[5] Essi possiedono una sfaldatura perfettamente parallela al piano di simmetria, con una faccia a lucentezza perlacea e una vitrea.[6]

Proprietà

Quando vengono riscaldate a una temperatura superiore a 210 °C, le heulanditi perdono parte della loro acqua cristallina e si comportano in modo ortorombico a causa della conseguente contrazione del reticolo. In questa forma, il minerale è talvolta indicato anche come metaheulandite.[7]

Origine e giacitura

Le heulanditi si forma in cavità di basalto, andesiti e diabasi fortemente alterate, ma può anche formarsi durante la devitrificazione di vetri vulcanici e tufi. Varie apofilliti e zeoliti, nonché calcite e datolite si trovano come minerali associati.[8]

Note

  1. ^ (EN) Heulandite Subgroup, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato l'11 aprile 2025.
  2. ^ (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 13 aprile 2025.
  3. ^ (EN) K. Saemundsson e E. Gunnlaugsson, Icelandic Rocks and Minerals, Mál og Menning, 2010, ISBN 978-99-793-2199-6.
  4. ^ (EN) Douglas S. Coombs et al., Recommended Nomenclature for Zeolite Minerals (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 35, 1997, pp. 1571-1606. URL consultato il 13 aprile 2025.
  5. ^ R. Hochleitner, Guida ai minerali, Roma, Ricca editore, 2017.
  6. ^ Ole Johnsen, Guida ai Minerali del mondo, Bologna, Zanichelli, 2011.
  7. ^ Klockmanns Lehrbuch der Mineralogie pp. 792-793
  8. ^ (EN) Heulandite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 13 aprile 2025.

Bibliografia

  • (DE) Friedrich Klockmann, Klockmanns Lehrbuch der Mineralogie, 16ª ed., Stoccarda, Enke, 1978 [1891], ISBN 3-432-82986-8.

Altri progetti

Collegamenti esterni