Hussein Al-Sheikh
| Hussein Al-Sheikh حسين الشيخ | |
|---|---|
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| Vicepresidente della Palestina | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 26 aprile 2025 |
| Presidente | Mahmūd Abbās |
| Predecessore | Carica creata |
| Sito istituzionale | |
| Vicepresidente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 26 aprile 2025 |
| Presidente | Mahmūd Abbās |
| Predecessore | Carica creata |
| Segretario del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina | |
| Durata mandato | 26 maggio 2022 – 26 aprile 2025 |
| Predecessore | Saeb Erekat |
| Successore | Azzam Al-Ahmad |
| Presidente dell'autorità generale palestinese per gli affari civili | |
| Durata mandato | 2007 – 20 febbraio 2025 |
| Successore | Ayman Qandil |
| Dati generali | |
| Partito politico | Fatah |
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Hussein Al-Sheikh (in arabo حسين الشيخ?; Ramallah, 14 dicembre 1960) è un politico palestinese, vicepresidente della Palestina e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) dal 26 aprile 2025.
È stato presidente dell'autorità generale palestinese per gli affari civili dal 2007 al 2022 e segretario del comitato esecutivo dell'OLP dal 2022 al 2025.
Biografia
Nato a Ramallah in una famiglia di mercanti sfollata durante la Nakba del 1948,[1] Hussein Al-Sheikh si avvicinò a Fatah durante l'adolescenza e, all'età di 18 anni, fu condannato dalle autorità israeliane per attività militante. Trascorse undici anni in carcere, durante i quali imparò l'ebraico.[2][3]
Verso la fine della sua detenzione, aderì al Comando nazionale unificato della prima intifada. In seguito agli Accordi di Oslo del 1993, prestò servizio per un breve periodo nei servizi di sicurezza preventiva con il grado di colonnello, per poi essere nominato segretario generale di Fatah in Cisgiordania nel 1999.[4]
All'inizio degli anni 2000, in un clima di forti tensioni, si impose come attivista di rilievo nel Tanzim.[5] Le divisioni si acuirono con lo scoppio della seconda intifada, quando la leadership palestinese si frammentò tra la vecchia guardia legata ad Arafat e agli esiliati di Tunisi e la nuova generazione, rappresentata da figure come Barghuthi e Al-Sheikh.[6] Nel 2003, al culmine di queste tensioni, alcune fonti riportarono che Arafat avrebbe tentato di far arrestare o addirittura eliminare Al-Sheikh.[7]
Nel 2007 fu nominato a capo dell'autorità generale per gli affari civili con rango ministeriale.[8] L'anno successivo, durante il 6º congresso di Fatah, fu eletto per la prima volta membro del comitato centrale, per poi essere riconfermato al 7º congresso del 2016.[9]
Dopo l'operazione Margine di protezione del 2014, è stato nominato rappresentante palestinese nel Comitato trilaterale per la ricostruzione della Striscia di Gaza, insieme a rappresentanti israeliani ed egiziani.[4] Due anni più tardi, nel 2016, Al-Sheikh ha accompagnato il presidente palestinese al funerale di Shimon Peres come uno dei suoi principali collaboratori.[10]
Dopo aver preso parte, nel 2017, ai tentativi di riconciliazione tra Hamas e Fatah in qualità di membro del Comitato per il dialogo nazionale palestinese, nel 2022 ha sollecitato la ripresa immediata del dialogo nazionale per affrontare con unità i problemi del popolo palestinese, ottenendo il sostegno di tutte le principali fazioni.[11]
Segretario del comitato esecutivo dell'OLP (2022-2025)
Dopo la morte per COVID-19 di Saeb Erekat, segretario generale del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), il presidente palestinese Mahmūd Abbās, ha promosso Al-Sheikh come suo sostituto ad interim,[12] conferendogli poi ufficialmente l'incarico nel febbraio 2022.[13] Hamas ha interpretato questa nomina come un'investitura a "successore" di Abbas, opponendosi fermamente e avviando una campagna contro di lui tramite la diffusione di una registrazione in cui Al-Sheikh criticava e insultava Abu Mazen.[14] Al-Sheikh ha invece accusato Hamas di aver falsificato la registrazione.[15]
Agendo in veste di delegato del presidente, ha incontrato consoli stranieri e alti funzionari statunitensi, tra cui Hady Amr.[16] Ha incontrato più volte anche Barbara Leaf, assistente del segretario di Stato per gli affari del Vicino Oriente, per discutere del riconoscimento dello Stato di Palestina.[17]
Nell'ottobre 2022, si è recato in visita a Washington, dove ha incontrato il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, e la vicesegretaria di Stato, Wendy Sherman.[18] Secondo quanto riportato, la visita aveva lo scopo di ottenere il riconoscimento e la legittimità da parte dell'amministrazione americana in vista di una possibile successione ad Abu Mazen.[19]

Questi ha accompagnato Abbas anche in visite di alto livello con leader come la speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il re di Giordania Abd Allah II.[20][21][22]
Vicepresidente della Palestina (2025-)
Il 25 aprile 2025 Mahmud Abbas ha nominato Hussein Al-Sheikh vicepresidente dello Stato di Palestina e dell'OLP, in seguito all'approvazione da parte del Consiglio Centrale Palestinese della creazione della nuova carica.[1][23]
Vita privata
Hussein Al-Sheikh è uno degli uomini più ricchi dell'Autorità Palestinese. La sua ricchezza deriva, tra l'altro, dalla proprietà di diverse cave, negozi di vicinato e stazioni di servizio in Cisgiordania. Possiede inoltre una villa a Gerico.[24]
Dal 2010 è presidente del club sportivo giovanile di Al-Bireh.[25]
Note
- ^ a b (EN) Who is Hussein al-Sheikh, the new deputy to PLO’s Abbas?, su Al Jazeera, 27 aprile 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) מוריס הירש, חוסיין א-שייח': הטרוריסט שעבאס מכין לרשת את הרשות הפלסטינית, su jcpa.org.il, 22 aprile 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Jalal Bwaitel, A look at the PLO’s new vice president, Hussein al-Sheikh, su Associated Press, 26 aprile 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ a b (EN) Hussein al-Sheikh, su ECFR, 20 marzo 2018. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) ידה קצרה מלהושיע: החיסול בלב שכם חושף את הרשות הפלסטינית במערומיה - וואלה חדשות, su וואלה, 8 febbraio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) רביב דרוקר e עפר שלח, בומרנג: כישלון המנהיגות באינתיפאדה השנייה, כתר, הוצאה לאור, 2005, ISBN 978-965-07-1376-8. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Fatah’s West Bank Secretary General denies report Arafat ordered to arrest him, su albawaba.com, 30 ottobre 2003. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Khaled Abu Toameh, The Ramallah ‘gentleman’ who could become Palestinian Authority president, su The Jerusalem Post, 24 gennaio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Fatah Congress elects Central Committee and Revolutionary Council members, su wafa.ps, 5 dicembre 2016. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Anees Bargouthi, Palestinian president to attend ex-Israeli PM’s funeral, su Anadolu Ajansı, 29 settembre 2016. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Palestinian factions support the call by a Fatah official to immediately begin a national dialogue, su wafa.ps, 12 febbraio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) חוסיין א-שייח': "הקמת מדינה פלשתינית לא תחכה לאישור מבנט", su Israel HaYom, 14 luglio 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Hussein Al-Sheikh appointed secretary general of PLO Executive Committee, su Middle East Monitor, 27 maggio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) אבי מוסקוב, סערה ברשות הפלסטינית: "היורש" הוקלט מקלל את אבו מאזן, su jdn.co.il, 27 dicembre 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) יוני בן מנחם: הניסיון להכפיש את היורש המיועד של אבו מאזן, su www.zman.co.il, 28 dicembre 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Al Sheikh received the US envoy Mr. Hady Amr, su husseinalsheikh.com, 9 giugno 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) יוני בן-מנחם, יו"ר הרש"פ אבו מאזן איבד את המוטיבציה להילחם בטרור, su jcpa.org.il, 12 settembre 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) PLO is discussing the developments of the Palestinian cause in Washington, su Middle East Monitor, 5 ottobre 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (HE) יוני בן מנחם, יוני בן מנחם: ממשל ביידן נותן לגיטימציה לחוסיין א-שייח, su zman.co.il, 9 ottobre 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Abbas, US speaker Pelosi hold rare West Bank meeting, su arab.news, 17 febbraio 2022. URL consultato il 2 agosto 2025.
- ^ (EN) Amr Kandil, Abbas arrives in Egypt for meetings with President Sisi and Palestinian factions, su Al-Ahram, 29 luglio 2023. URL consultato il 3 agosto 2025.
- ^ (EN) Palestinian Authority President Abbas meets with King Abdullah in Amman, su The Jerusalem Post, 8 agosto 2023. URL consultato il 3 agosto 2025.
- ^ (EN) Aysar Alais e Rania Abu Shamala, Hussein al-Sheikh appointed vice president of Palestine, su Anadolu Ajansı, 26 aprile 2025. URL consultato il 3 agosto 2025.
- ^ (EN) Power, Scandal, and Politics: Hussein al-Sheikh’s Rise to the Top of the Palestinian Authority, su qudsnen.co, 27 aprile 2025. URL consultato il 3 agosto 2025.
- ^ (EN) Who Is Hussein Al-Sheikh, Front-Runner To Succeed Palestinian President Abbas, su ndtv.com, 27 aprile 2025. URL consultato il 3 agosto 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Hussein al-Sheikh
Collegamenti esterni
- (AR) Sito ufficiale, su husseinalsheikh.com.
- (EN) Sito ufficiale, su husseinalsheikh.com.
- Hussein AlSheikh - حسين الشيخ (canale), su YouTube.
