Jeffrey C. Alexander

Jeffrey C. Alexander, nome completo Jeffrey Charles Alexander (30 maggio 1947), è un sociologo statunitense, tra i principali esponenti del Neofunzionalismo,[1] che riprende lo Struttural-funzionalismo di Talcott Parsons.

Alexander è autore o coautore di una decina di opere di sociologia, tra cui Neofunzionalismo (1985), e L'etica civile alla fine del XX secolo (1987).

È uno degli editori del periodico Journal Sociological Theory.

Pragmatica Culturale

Nel 2004 pubblica l'articolo Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy,[2] nel quale introduce un approccio teorico, ossia la Pragmatica Culturale, che si concentra su quella che definisce Performance Culturale. Questo approccio, similmente a quello drammaturgico del sociologo Goffman, concepisce l'azione sociale come una recita, ma diversamente dal suddetto autore la estende a livello strutturale.

(inglese)
«From its very beginnings, the social study of culture has been polarized between structuralist theories that treat meaning as a text and investigate the patterning that provides relative autonomy and pragmatist theories that treat meaning as emerging from the contingencies of individual and collective action. In this article, I present a theory of cultural cultural pragmatics that trascends this division, bringing meaning structures, contingency, power, and materiality together in a new way. My argument is that the materiality of pratices should be replaced by the more multidimensional concept of perfomances. Drawing on the new field of percomance studies, cultural pragmatics demonstrates how social performances, whether individual or collective, can be analogized systematically to theatrical ones.»
(italiano)
«Fin dai suoi inizi, lo studio sociale della cultura è stato polarizzato tra teorie strutturaliste che trattano il significato come un testo e indagano la strutturazione che fornisce una relativa autonomia e teorie pragmatiste che trattano il significato come emergente dalle contingenze dell’azione individuale e collettiva. In questo articolo presento una teoria della pragmatica culturale culturale che va oltre questa divisione, apportando strutture di significato, contingenza, potere e materialità insieme in un modo nuovo. La mia tesi è che la materialità delle pratiche dovrebbe essere sostituita da un concetto più multidimensionale di performance. Attingendo al nuovo campo degli studi sulla performance, la pragmatica culturale dimostra come le performance sociali, individuali o collettive, possano essere sistematicamente paragonate a quelle teatrali.»

La performance culturale

(inglese)
«[...] is the social process by which actors, individually or in concert, display for others the meaning of their social situation. This meaning may or may not be one to which they themselves subjectively adhere; it is the meaning that they, as social actors, consciously or unconsciously wish to have others believe.»
(italiano)
«[...] è il processo sociale attraverso cui gli attori, individualmente o collettivamente, mostrano agli altri il significato della loro situazione sociale. Questo significato può essere o non essere quello a cui loro stessi aderiscono soggettivamente; è il significato che loro, come attori sociali, consapevolmente o inconsapevolmente desiderano che gli altri credano.»

Elementi della Performance Culturale

  • Systems Of Collective Representation: Background Symbols And Foreground Scripts: Esso è costituito dal 1) background profondo socio-culturale; e dagli 2) script che sono il «sottoinsieme orientato all'azione[3]» che gli attori sociali derivano dal background.[4]
  • Actors: Coloro i quali compiono la perfomance, per mezzo del testo sociale preso dallo script, di fronte a un pubblico.[5]
  • Observers/Audience: Coloro i quali assistono alle perfomance degli attori.[6]
  • Means of Symbolic Production: Oggetti, abbigliamenti e luoghi che permettono di dare diverse forme simboliche alla performance.[7]
  • Mise-en-Scène: L'azione sociale drammatica attraverso la quale gli attori sociali mettono in scena il testo culturale (che deriva dallo script), proiettando così la performance al pubblico.[8]
  • Social Power: Il potere che ha un impatto sulla realizzazione, produzione, distribuzione e critica delle performance.[9]

Jeffrey Alexander spiega che nel corso della storia, in corrispondenza dell'aumento della complessità sociale, gli elementi che compongono la performance culturale di sono separati. Nelle «simple social organization» gli elementi erano fusi, gli attori sociali venivano creduti subito e le performance avevano facilmente successo;[10] mentre nelle «complex social organization» gli elementi sono separati, ciò rende più complicato per gli attori sociali essere creduti (cioé ritenuti autentici e naturali) e quindi il raggiungimento del successo è più difficile.[11]

Successo o fallimento

Il successo o il fallimento delle performance culturali, nelle «complex social organization», dipende dalla capacità degli attori sociali di riuscire a rimettere insieme gli elementi che costituiscono le performance.[12]

Opere tradotte in italiano

  • Trauma. La rappresentazione sociale del dolore, Meltemi, Sesto San Giovanni, 2018.
  • (con Thompson Kenneth), Sociologia, il Mulino, Bologna, 2010.
  • La costruzione del male. Dall'olocausto all'11 settembre, il Mulino, Bologna, 2006.
  • Teoria sociologica e mutamento sociale. Un'analisi multidimensionale della modernità, Franco Angeli, Milano, 1990.

Note

  1. ^ Funzionalismo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 7 dicembre 2024.
  2. ^ Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 2004, pp. 527-573. URL consultato il 7 febbraio 2024.
  3. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 550, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
    «the action-oriented subset of background understandings.»
  4. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 530, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  5. ^ Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 2004, pp. 530-531. URL consultato il 2 febbraio 2025.
  6. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 531, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  7. ^ Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 2004, p. 532. URL consultato il 7 febbraio 2024.
  8. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 532, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  9. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, pp. 527–573, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  10. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 536, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  11. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 540, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.
  12. ^ (EN) Jeffrey C. Alexander, Cultural Pragmatics: Social Performance between Ritual and Strategy*, in Sociological Theory, vol. 22, n. 4, 1º dicembre 2004, p. 566, DOI:10.1111/j.0735-2751.2004.00233.x. URL consultato il 30 luglio 2025.

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