Castello di Mancapane (Collecchio)
| Castello di Mancapane | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Città | Collecchio |
| Coordinate | 44°44′55.1″N 10°12′59.9″E |
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| Informazioni generali | |
| Tipo | castello medievale |
| Inizio costruzione | entro il XIV secolo |
| Materiale | pietra |
| Primo proprietario | famiglia Rossi |
| Condizione attuale | scomparso |
| Visitabile | no |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | presidio del territorio |
| [1] | |
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Il castello di Mancapane, noto anche come castello di Manchapan, era un maniero medievale, che sorgeva non lontano dalla pieve di San Prospero a Collecchio, in provincia di Parma.
Storia
Il castello fu edificato probabilmente sul Poggio di Collecchio entro il XIII secolo, forse per volere dei Rossi. La sua fondazione potrebbe risalire già all'XI secolo e potrebbe precedere anche la costruzione del cosiddetto "castello di Collecchio", palazzo comitale fortificato che apparteneva ai vescovi di Parma, feudatari della zona fin dal X secolo, e sorgeva sul luogo in cui sarebbe stata edificata nel XVI secolo la villa Paveri Fontana.[2][1][3]
Tuttavia, la prima testimonianza certa della sua esistenza risale soltanto al 1303, quando i Rossi, cacciati da Parma, vi si rifugiarono. Nel 1305 le truppe parmigiane assaltarono il maniero, costringendo alla fuga i Rossi, che presto si riorganizzarono e ripresero il fortilizio, con l'intenzione di spingersi poi al castello di Montechiarugolo in aiuto di Giovannino Sanvitale, asserragliatosi di fronte all'esercito di Giberto III da Correggio. Tuttavia, i loro piani fallirono in quanto Giberto, intuendo le loro intenzioni, si mosse rapidamente verso Collecchio e attaccò il maniero, che, durante gli aspri scontri, fu distrutto, con pesanti conseguenze anche sul vicino borgo collecchiese; i Rossi, ormai sconfitti, si allontanarono frettolosamente guadando il fiume Taro, con pesanti perdite.[1][4][5]
In parte ricostruito, pochi anni dopo il castello, secondo la tradizione, avrebbe ospitato per una notte Dante Alighieri durante il suo spostamento dalla Lunigiana a Verona; nonostante i tentativi di servirlo al meglio, i proprietari non sarebbero stati in grado di fornirgli il pane durante il pasto e di conseguenza il giorno successivo il poeta avrebbe rinominato l'edificio "castello di Mancapane" o "Manchapan".[6]
Nel 1443 Annibale I Bentivoglio, in fuga dopo la rocambolesca liberazione dal castello di Varano, fu rifornito di un cavallo da parte dei castellani collecchiesi.[7]
Nel 1680 l'edificio risultava ancora abitato, come testimoniato da un rogito notarile.[8]
Durante la seconda guerra mondiale i ruderi divennero la sede del comando locale delle truppe tedesche; per questo motivo furono quasi completamente distrutti dagli alleati.[9]
Gli ultimi resti furono demoliti nel 1963 e sul luogo dell'antico castello fu edificato un nuovo quartiere residenziale.[9]
Note
- ^ a b c Marcheselli, p. 10.
- ^ Non tutti gli storici sono concordi nel ritenere che i due castelli fossero distinti. Vedi Capacchi, pp. 258-259.
- ^ Dall'Aglio, p. 392.
- ^ Capacchi, p. 258.
- ^ Dall'Aglio, p. 393.
- ^ GuidaPiù, p. 7.
- ^ Marcheselli, p. 107.
- ^ Castello Collecchio, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 23 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
- ^ a b Collecchio: il Castello perduto, su google.com. URL consultato il 23 gennaio 2017.
Bibliografia
- Infoturismo, in GuidaPiù, Collecchio, Reggio Emilia, Gruppo GuidaPiù srl, 2007.
- Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
- Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
- Tiziano Marcheselli, Collecchio di una volta, Parma, Gazzetta di Parma Editore, 2008.
