Desipramina

Desipramina
Nome IUPAC
N,N-dimetil-3-[10,11-diidro-5H-dibenzo[b,f]azepin-5-iliden]1-propilamina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC18H22N2
Massa molecolare (u)266.388 g/mol
Numero CAS50-47-5
Numero EINECS200-040-0
Codice ATCN06AA01
PubChem2995
DrugBankDBDB01151
SMILES
CNCCCN1C2=CC=CC=C2CCC3=CC=CC=C31
Proprietà chimico-fisiche
Costante di dissociazione acida (pKa) a 298,15 K10,16
Solubilità in acqua58,6 mg/L a 24 °C
Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua4,9[2]
Temperatura di fusione214 - 218°C
Temperatura di ebollizione172 - 174 °C a 0,02 Torr[1]
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeuticaAntidepressivo - analgesico
Modalità di
somministrazione
orale
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità60%-70%
Metabolismometabolismo epatico
enzimi: CYP2D6
Emivita12-30 ore
EscrezioneRenale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante tossico a lungo termine pericoloso per l'ambiente
pericolo
Frasi H302 - 336 - 370 - 400
Consigli P260 - 261 - 264 - 270 - 271 - 273 - 301+317 - 304+340 - 308+316 - 319 - 321 - 330 - 391 - 403+233

La desipramina è un composto chimico di formula [3] che in condizioni standard si presenta come una polvere cristallina bianca, inodore, dal gusto amaro.[4]

Storia

La desipramina è un farmaco a piccole molecole con una fase massima di sperimentazione clinica IV per tutte le indicazioni, approvato per la prima volta nel 1964.[5]

Caratteristiche strutturali e fisiche

La desipramina è una dibenzoazepina costituita da 10,11-diidro-5H-dibenzo[b,f]azepina sostituita sull'azoto con un gruppo 3-(metilamino)propilico.[6] Risulta strutturalmente correlata sia al miorilassante ciclobenzaprina, sia agli antipsicotici tioxantenici, come il tiotixene.[7] Se riscaldato fino a decomposizione emette fumi tossici contenenti ossidi d'azoto.

Caratteristiche del composto[3]
N. di atomi pesanti 20
N. di donatori di legami a idrogeno 1
N. di accettori di legami a idrogeno 2
N. di legami ruotabili 4
Massa monoisotopica 266,178298710 u
Superficie polare 15,3 Ų
Permeabilità alla CaCO2[7] - 4,67
Sezione d'urto[8] 162,98 Ų [M+K]+

160,93 Ų [M+H]+

163,06 Ų [M+Na]+

Reattività e caratteristiche chimiche

Il sale cloridrato del composto risulta instabile se esposto per lungo tempo alla luce, al calore o all'aria.[4]

Spettri analitici

Indici di ritenzione di Kovats[14]
Standard apolari 2242, 2217, 2200, 2235, 2241, 2220, 2237.5, 2231.1, 2255, 2248,7, 2254.4, 2236, 2256,5
Semi-standard apolari 2240, 2243,2, 2204, 2233,8

Farmacologia e tossicologia

Farmacocinetica

La desipramina cloridrato viene assorbita rapidamente e quasi completamente dal tratto gastrointestinale. Subisce un ampio metabolismo di primo passaggio. Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte 4-6 ore dopo la somministrazione orale. Viene metabolizzata nel fegato e circa il 70% viene escreto attraverso le urine.[7]

La desipramina viene metabolizzata dal CYP2D6 (principale) e dal CYP1A2 (secondario) in 2-idrossidesipramina, un metabolita attivo. Si ritiene che la 2-idrossidesipramina mantenga parte dell'inibizione della ricaptazione delle ammine e possa avere attività depressiva cardiaca. Il percorso metabolico della 2-idrossilazione della desipramina è sotto controllo genetico.[7]

L'emivita del composto parte dalle 7 ore ma può superare le 60.[7]

Farmacodinamica

La desipramina è un antidepressivo triciclico (TCA) che blocca selettivamente la ricaptazione della noradrenalina dalla sinapsi neuronale. Inoltre, inibisce la ricaptazione della serotonina, ma in misura minore rispetto ai TCA a base di ammina terziaria, come l'imipramina.[15]

In particolare, il composto è un antagonista α-andrenergico, colinergico, del recettore H1 della sfingomialina fosfodiesterasi, della prolil oligopeptidasi.[6]

Un aumento complessivo della trasmissione serotoninergica è probabilmente ciò che conferisce alla desipramina i suoi effetti antidepressivi. La desipramina possiede anche una modesta attività anticolinergica, grazie alla sua affinità per i recettori muscarinici.[15]

Effetti del composto e usi clinici

L'inibizione della ricaptazione dei neurotrasmettitori aumenta la stimolazione del neurone post-sinaptico.[15] Viene utilizzato per il sollievo dei sintomi in varie sindromi depressive, specialmente nella depressione endogena. È stato utilizzato anche per la gestione del dolore neuropatico periferico cronico, come agente di seconda linea nella gestione dei disturbi d'ansia (es. disturbo di panico, disturbo d'ansia generalizzato) e come seconda o terza linea nella gestione dell'ADHD.[7]

Controindicazioni ed effetti collaterali

La desipramina può causare lievi e transitorie elevazioni degli enzimi epatici ed è una rara causa di lesione epatica acuta colestatica clinicamente evidente.[16] L'uso cronico di desipramina porta anche a una sottoregolazione dei recettori beta-adrenergici nella corteccia cerebrale e alla sensibilizzazione dei recettori serotoninergici.[15]

Le proprietà anticolinergiche portano a effetti collaterali come visione offuscata, stitichezza, tachicardia, confusione, xerostomia, ritenzione urinaria, delirio e crisi oculare nei pazienti con glaucoma ad angolo stretto. Uno studio ha evidenziato un aumento del rischio di demenza a causa delle proprietà anticolinergiche di questo farmaco e che tale rischio si somma a quello di altri farmaci con proprietà anticolinergiche. Inoltre, vi è un aumento del rischio di fratture osteoporotiche con la desipramina e con tutti gli altri antidepressivi. La soglia convulsiva sembra diminuire.[17]

Altri effetti collaterali includono epatite acuta, tossicità del midollo osseo, disfunzione sessuale, convulsioni, sedazione, tremori e diaforesi. Sebbene sia meno sedativo rispetto ad altri triciclici, le proprietà antistaminiche della desipramina causano comunque sedazione.[17]

Tossicologia

La desipramina ha un tasso di mortalità superiore rispetto ad altri antidepressivi triciclici. Un sovradosaggio di questo farmaco provoca aritmia cardiaca, ipotensione critica, convulsioni, coma, riflessi iperattivi, stupor, sonnolenza, ipotermia e confusione.[17]

La sindrome serotoninergica si verifica a causa di un eccesso di serotonina e spesso è causata dalla combinazione di antidepressivi e IMAO. I segni e sintomi della sindrome serotoninergica includono ipertermia, agitazione, pupille dilatate, tremori, acatisia, rigidità muscolare, aumentata attività intestinale, pelle arrossata e diaforesi.[17]

Il trattamento di prima linea per la tossicità acuta consiste in cure di supporto, alcalinizzazione del siero, ECG e decontaminazione gastrica. È necessaria un'osservazione di almeno 6 ore per episodi di sincope inspiegabile, dispnea, palpitazioni e dolore toracico. La decontaminazione gastrointestinale deve essere avviata con carbone attivo il prima possibile. L'emesi è controindicata in caso di tossicità da desipramina.[17]

Note

  1. ^ Budavari, S. (ed.). The Merck Index - An Encyclopedia of Chemicals, Drugs, and Biologicals. Whitehouse Station, NJ: Merck and Co., Inc., 1996., p. 494
  2. ^ Hansch, C., Leo, A., D. Hoekman. Exploring QSAR - Hydrophobic, Electronic, and Steric Constants. Washington, DC: American Chemical Society., 1995., p. 157
  3. ^ a b (EN) PubChem, Desipramine, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 10 giugno 2025.
  4. ^ a b Remington's pharmaceutical sciences. XIII ed. Editor-in-Chief Eric W. Martin. Mack Publishing Co., Easton, Pa., 1965. xii + 1954 pp. 21 × 29 cm. Price $23.50, in Journal of Pharmaceutical Sciences, vol. 55, n. 9, 1966-09, pp. 993, DOI:10.1002/jps.2600550934. URL consultato il 10 giugno 2025.
  5. ^ (EN) Open Targets Platform, su platform.opentargets.org. URL consultato il 10 giugno 2025.
  6. ^ a b desipramine (CHEBI:47781), su www.ebi.ac.uk. URL consultato il 10 giugno 2025.
  7. ^ a b c d e f (EN) Desipramine, su go.drugbank.com. URL consultato il 10 giugno 2025.
  8. ^ Dylan H. Ross, Ryan P. Seguin e Allison M. Krinsky, High-Throughput Measurement and Machine Learning-Based Prediction of Collision Cross Sections for Drugs and Drug Metabolites, in Journal of the American Society for Mass Spectrometry, vol. 33, n. 6, 1º giugno 2022, pp. 1061–1072, DOI:10.1021/jasms.2c00111. URL consultato il 10 giugno 2025.
  9. ^ a b (EN) Human Metabolome Database (HMDB), HMDB0015282_cms_27620, su hmdb.ca.
  10. ^ MassBank | Database | InChIKey Search Results, su massbank.eu. URL consultato il 10 giugno 2025.
  11. ^ The Merck Index:  An Encyclopedia of Chemicals, Drugs, and Biologicals, 14th ed. Edited by Maryadele J. O'Neil (Editor), Patricia E. Heckelman (Senior Associate Editor), Cherie B. Koch (Associate Editor), and Kristin J. Roman (Assistant Editor). Merck and Co., Inc.:  Whitehouse Station, NJ. 2006. 2564 pp. $125.00. ISBN 0-911910-00-X., in Journal of the American Chemical Society, vol. 129, n. 7, 6 gennaio 2007, pp. 2197–2197, DOI:10.1021/ja069838y. URL consultato il 10 giugno 2025.
  12. ^ Desipramine - Optional[ATR-IR] - Spectrum - SpectraBase, su spectrabase.com. URL consultato il 10 giugno 2025.
  13. ^ Desipramine - Optional[Raman] - Spectrum - SpectraBase, su spectrabase.com. URL consultato il 10 giugno 2025.
  14. ^ (EN) NIST Standard Reference Database 1A, in NIST, 19 giugno 2014. URL consultato il 10 giugno 2025.
  15. ^ a b c d (EN) Toxin and Toxin Target Database (T3DB), Desipramine, su t3db.ca.
  16. ^ Desipramine, National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, 2012. URL consultato il 10 giugno 2025.
  17. ^ a b c d e Jasdave S. Maan, Alan Rosani e Abdolreza Saadabadi, Desipramine, StatPearls Publishing, 2025. URL consultato il 10 giugno 2025.

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