Emmelia di Cesarea
| Santa Emmelia | |
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| Morte | 30 maggio 375 a Cesarea di Cappadocia (attuale Kayseri, Turchia) |
| Venerata da | Chiesa ortodossa, Chiesa cattolica |
| Canonizzazione | pre-congregazione |
| Ricorrenza | 30 maggio (Chiesa cattolica, alcune Chiese ortodosse) 8 maggio (alcune Chiese ortodosse) 1° gennaio (Chiesa ortodossa russa) |
| Attributi | madre di santi |
| Patrona di | madri |
Emmelia di Cesarea o Emilia[1][2] (Ἐμμέλεια; ... – Cesarea, 30 maggio 375) è stata una santa romana venerata dalle principali Chiese cristiane che ne ammettono il culto, nonché membro di una famiglia di importanti personalità del cristianesimo.
Biografia
Nacque tra la fine del III e l'inizio del IV secolo, in un'epoca in cui il cristianesimo si stava diffondendo e imponendo come sfida all'autorità romana e il suo paganesimo istituzionale.[3] Difatti si tramanda fosse figlia di un martire.[1][2]
Fu la moglie di Basilio il Vecchio, con il quale ebbe nove o dieci figli,[1][2][4] tra i quali si annoverano Basilio di Cesarea[5], Macrina la Giovane, Pietro di Sebaste, Gregorio di Nissa, Teosebia e Naucrazio, che in seguito sarebbero stati venerati anch'essi come santi.[1][2]
Dopo la morte precoce di Basilio, Emmelia trascorse gran parte degli ultimi anni della sua vita con i figli e con la suocera Macrina l'anziana, la quale ebbe un profondo impatto sulla famiglia.[1] Con sua figlia Macrina, avrebbe dedicato la loro vita al cristianesimo, circondate da servi trattati come pari. Il loro ascetismo attrasse un seguito di donne con cui si creò un ambiente monacale[6] nella proprietà di famiglia che, con il supporto del figlio vescovo Pietro e della stessa Macrina, divenne una comunità di monache, perlopiù schiave liberate.[1]
Quando morì il figlio Naucrazio all'età di 27 anni, Emmelia visse un momento di sconforto, che fu superato grazie alla figlia Macrina che le ricordò che i cristiani credono nella vita dopo la morte.[1]
Si tramanda che sia morta il 30 maggio 375 a Cesarea di Cappadocia, nell'attuale Turchia.[4][7]
Culto
Emmelia è commemorata come santa il 30 maggio dalla Chiesa cattolica[1][7][8] e dalla Chiesa greco-ortodossa[2], il 1° gennaio dalla Chiesa ortodossa russa[2]. È ricordata come la «madre di santi».[1]
Note
- ^ a b c d e f g h i Meg Hunter-Kilmer, Ecco la famiglia – e la sua cerchia di amici – che ha dato alla Chiesa almeno una dozzina di santi, su Aleteia, traduzione di Roberta Sciamplicotti, 25 maggio 2017. URL consultato il 9 maggio 2025.
- ^ a b c d e f (EN) Saint Emilia, Mother of Saint Basil the Great, su Orthodox Church in America. URL consultato il 9 maggio 2025.
- ^ (EN) Peter Brown, The Body and Society: Men, Women, and Sexual Renunciation in Early Christianity, collana Columbia Classics in Religion, Twentieth-anniversary, Columbia University Press, 3 luglio 2008, ISBN 978-0231144070.
- ^ a b (EN) Nikolai Velimirovic, Prologue for May 8 [in Julian calendar], collana The Prologue from Ohrid: Lives of Saints, Hymns, Reflections and Homilies for Every Day of the Year (Volume 1: January to June), vol. 1, Serbian Orthodox Eparchy of Western America, 2002, ISBN 9780971950504. URL consultato il 15 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2016).
- ^ (EN) Glen Warren Bowersock, Peter Brown, Oleg Grabar (a cura di), Late Antiquity: A Guide to the Postclassical World, Harvard University Press, 1999, p. 336, ISBN 978-0-67451-173-6.
- ^ (EN) Gregorio di Nissa, The Life of Macrina, traduzione di W. K. Lowther Clarke, Londra, SPCK, 1916.
- ^ a b (EN) Saint Emmelia of Caesarea, su GCatholic.org. URL consultato il 9 maggio 2025.
- ^ (LA) Papa Benedetto XIV, Martyrologium Romanum - 30 maggio, su liturgialatina.org, 1749. URL consultato il 16 luglio 2016.«Caesareae, in Cappadocia, sanctorum Basilii et Emmeliae uxoris, qui fuerunt parentes beatorum Basilii Magni et Gregorii Nysseni ac Petri Sebastensis Episcoporum, atque Macrinae Virginis. Hi vero sancti conjuges, tempore Galerii Maximiani, extorres facti, Ponticas solitudines incoluere; ef post persecutionem, filiis suarum relictis virtutum heredibus, in pace quieverunt.»
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