Enrico Barberi

Ritratto di Enrico Barberi nel 1893 circa.

Enrico Barberi (Bologna, 22 luglio 1850Bologna, 13 gennaio 1941) è stato uno scultore italiano.

Biografia

Enrico Barberi frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna e fu allievo di Salvino Salvini.[1] Fra il 1871 e il 1873 fece un apprendistato a Firenze presso lo scultore Giovanni Duprè.[1] Tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni settanta dell'Ottocento si segnalò tra le promesse dell'Accademia di Belle Arti, esponendo il grande gesso Otriade e vincendo due premi Curlandesi.[1]

Finiti gli studi fu a lungo docente di scultura al Collegio artistico Venturoli di Bologna, dove ha lasciato numerose opere e modelli di sue sculture, e, fra il 1895 e il 1921, all'Accademia di Belle Arti di Bologna detenendo la cattedra di Scultura. Sotto la sua guida venne formata un'intera generazione di scultori, alcuni dei quali saranno figure di rilievo nazionale e internazionale. Tra i tanti: Silverio Montaguti, Giuseppe Romagnoli, Farpi Vignoli, Antonio Alberghini, Cleto Tomba e Giuseppe Virgili.[2]

Enrico Barberi. Monumento in bronzo a Marcello Malpighi nella piazza di Crevalcore.

Fu tra i partecipanti della gilda artistica dell'Aemilia Ars, collaborando e stringendo rapporti di amicizia con Achille Casanova, Alfonso Rubbiani, Luigi Serra, Alfredo Tartarini. Il poeta e critico d'arte Alfonso Panzacchi fu un suo sincero ammiratore e Barberi ne eseguì almeno due ritratti.[1]

È possibile ammirare un ampio catalogo di suoi marmi - che ne coprono tutta la lunga attività - nella Certosa di Bologna. All'interno della Galleria degli Angeli si trovano due capolavori, il Monumento di Raffaele Bisteghi (1891) e quello dedicato alle cantanti liriche Adelaide ed Erminia Borghi-Mamo (1894). Nell'adiacente Chiesa di san Girolamo è collocato il raffinato monumento al cardinale Vincenzo Moretti (1882).

Se agli esordi lo scultore è vicino allo stile verista, passerà «attraverso la fascinazione del linguaggio tardo romantico legato al realismo storico-letterario» per avvicinarsi infine allo stile simbolista, culminando la sua carriera nell'ultimo decennio dell'Ottocento, periodo in cui è occupato nella «realizzazione di monumenti di grande impatto e alta qualità esecutiva».[1] Di questo periodo e tra le rare opere pubbliche si segnala il Monumento a Marcello Malpighi (1897), opera in bronzo collocata nella piazza omonima di Crevalcore.[3]

Sempre nel 1897 ricevette l'incarico dal sindaco di Bologna di redigere una relazione sullo "stato di salute" della Fontana del Nettuno di Bologna in Piazza Maggiore. Lo scultore consigliò di conservare la statua in un museo e sostituirla con una copia. Fino al 1919 Barberi rimase consulente d'ufficio per il Nettuno.[4]

Uno dei sette figli, Giulio, sarà a sua volta scultore.[5]

Principali opere al Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna

  • Monumento di Camillo Zambeccari Zanchini[6]
  • Monumento di Raffaele Bisteghi[7]
  • Monumento del Cardinale Vincenzo Moretti[8]
  • Monumento a Emilio Putti, Chiostro V
  • Monumento Faccioli Brugnoli, Chiostro IX
  • Monumento a Goffredo Franceschi, Corsia del Colombario
  • Nella Sala del Pantheon degli uomini illustri:
    busto dell'amico-pittore Luigi Serra
    busto del professore Francesco Rocchi (1805-1875)
    busto del poeta barnabita Paolo Venturini (1800-1850)
  • Nella Galleria degli Angeli:
    Monumento Borghi Mamo[9]
    Monumento Trombetti
    Monumento Cavazza
    Monumento Garelli
    Cella Vespignanni
    Cella Facchini
  • Nel Chiostro III:
    Monumento della Famiglia Rivani[10]
  • Nel Chiostro VII:
    Monumento Pezzoli
    Monumento Berlinzani
    Monumento Veratti
    Monumento Lorenzini
    Monumento Agostini
    Monumento Guidicini
    Monumento Pizzoli
    Monumento Pezzoli

Altre opere

  • Prometeo, conservato all'Accademia di Belle arti, Bologna
  • San Francesco, chiesa dei Cappuccini, Imola
  • Busto di Enrico Panzacchi, 1812, nella piazza di Porta Castiglione, all'ingresso dei giardini Margherita, Bologna
  • diversi monumenti funerari nel Cimitero monumentale di Cesena.[11]

Donazioni

Nel 1987 il nipote Mario donò alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna documenti e disegni di Luigi Serra probabilmente ricevuti da Barberi direttamente dal pittore.[12]

Galleria d'immagini

Note

  1. ^ a b c d e Barbara Secci, Barberi Enrico, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna. URL consultato il 28 luglio 2025.
  2. ^ Arianna Fornasari, Giuseppe Virgili - Prima ipotesi di catalogo completo, Ferrara, Liberty house, 2014, pp. VII e 31.
  3. ^ 8 settembre 1897. Monumento a Marcello Malpighi a Crevalcore, su Bologna Online. Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi, Biblioteca Salaborsa, 19 aprile 2022, ultimo aggiornamento 11 novembre 2024. URL consultato il 28 luglio 2025.
  4. ^ Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, vol. 1., Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, p. 211
  5. ^ Barbara Secci, Ritratto di Luigi Serra, in B. Buscaroli e R. Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre: tesori preziosi e nascosti della Certosa di Bologna, Bologna, Bononia University Press, 2010. Ospitato su Storia e memoria di Bologna.
  6. ^ Tiziana Quaglietta e Barbara Secci, Monumento Zambeccari Zanchini, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna. URL consultato il 28 luglio 2025.
  7. ^ Barbara Secci, Monumento Bisteghi, in B. Buscaroli e R. Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre: tesori preziosi e nascosti della Certosa di Bologna, Bologna, Bononia University Press, 2010. Ospitato su Storia e memoria di Bologna.
  8. ^ Monumento del Cardinale Vincenzo Moretti, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna. URL consultato il 28 luglio 2025.
  9. ^ Barbara Secci, Monumento Borghi Mamo, in B. Buscaroli e R. Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre: tesori preziosi e nascosti della Certosa di Bologna, Bologna, Bononia University Press, 2010. Ospitato su Storia e memoria di Bologna.
  10. ^ Barbara Secci, Monumento della Famiglia Rivani, su Storia e Memoria di Bologna, Comune di Bologna, ultimo aggiornamento gennaio 2025. URL consultato il 28 luglio 2025.
  11. ^ Panzetta 2003.
  12. ^ Maria Grazia Bollini, Fondi archivistici e raccolte documentarie: Luigi Serra, su badigit.comune.bologna.it, Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, 30 aprile 2009, ultimo aggiornamento 27 settembre 2019.

Bibliografia

  • Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, vol. 1., Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, p. 211.
  • Stefano Tumidei, La scultura dell'Ottocento in Certosa, in La Certosa, immortalità della memoria, Bologna, Compositori, 1998.
  • Roberto Martorelli, Cento anni di scultura bolognese. L'album fotografico Belluzzi e le sculture del Museo civico del Risorgimento, num. monografico del “Bollettino del Museo del Risorgimento”, LIII (2008).
  • S. Pezzoli, O. Piraccini (a cura di), L'artista e l'amico: ritorno a Luigi Serra - opere e documenti dalla raccolta di Enrico Guizzardi, Bologna, Compositori, 2008.
  • Roberto Martorelli (a cura di), La Certosa di Bologna - Un libro aperto sulla storia, catalogo della mostra, Tipografia Moderna, Bologna, 2009.
  • Beatrice Buscaroli, Roberto Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna, catalogo della mostra, Bologna, Bononia University Press, 2010.
  • Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Torino, Ad Arte, 2003, p. 71, ISBN 88-89082-00-3.
  • Benedetta Basevi e Mirko Nottoli (a cura di), Enrico Barberi e la fontana del Nettuno: il fondo di disegni Barberi nelle collezioni d'arte e di storia della Fondazione Cassa di risparmio in Bologna, Fondazione Cassa di risparmio in Bologna, Bononia University Press, 2018 ISBN 9788869233241
  • G. Tommaso Tozzi, Enrico Barberi, in Natura ed arte : rassegna quindicinale illustrata italiana e straniera di scienze, lettere ed arti, vol. 2, n. 13-24, Roma, F. Vallardi, 1891, pp. 601-609. (fascicolo 19° del 1º settembre 1893)

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