Ferdinando Beneventano del Bosco

Ferdinando Beneventano del Bosco
Ferdinando Beneventano del Bosco
NascitaPalermo, 3 marzo 1813
MorteNapoli, 8 gennaio 1881
Cause della morteMorte naturale
Dati militari
Paese servito Regno delle Due Sicilie
Forza armata Esercito delle Due Sicilie
CorpoGranatieri della Guardia
Anni di servizio1822 - 1881
Gradogenerale di brigata
Feritelievemente ferito durante l'assedio di Messina (1848)
ComandantiCarlo Filangieri, principe di Satriano
Guerre
CampagneCampagna piemontese in Italia centrale
Battaglie
Decorazioni
Studi militariReale Accademia della Nunziatella
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Ferdinando Beneventano del Bosco (Palermo, 3 marzo 1813Napoli, 8 gennaio 1881) è stato un generale italiano dell'Esercito delle Due Sicilie e protagonista della resistenza del Regno delle Due Sicilie contro la Spedizione dei Mille e l'intervento piemontese.

Biografia

Proveniente da una nobile famiglia di origine siracusana, nacque a Palermo nel 1813 da Aloisio Beneventano dei baroni del Bosco e da Marianna Roscio.[1] Con la famiglia si trasferì a Napoli, dove all'età di nove anni (1822) entrò come allievo nella Reale Accademia della Nunziatella. Al termine del periodo di formazione, fu nominato secondo tenente e assegnato ai granatieri della Guardia.[1][2]

Di carattere volitivo ed aggressivo, dotato di una naturale propensione al comando, dovette tuttavia lasciare temporaneamente i ruoli per rifugiarsi a Malta, dato non aveva rispettato la proibizione di partecipare a duelli. Rientrato a Napoli dopo la sospensione del provvedimento disciplinare durato tre anni, poté proseguire la propria carriera, raggiungendo il grado di capitano dell'Esercito delle Due Sicilie nel 1848.[1][3]

Prese parte alla repressione della rivoluzione siciliana di quell'anno, durante la quale si comportò encomiabilmente partecipando all'assedio di Messina, durante il quale subì una lieve ferita.[1] Ottenne l'elogio del generale comandante in capo delle truppe borboniche Carlo Filangieri, per il proprio comportamento durante i combattimenti del 1849.[1] Durante l'assalto a Taormina chiese inutilmente di guidare la prima ondata, a Catania fu in primissima linea nell'attacco ad una barricata e conseguì in sequenza due importanti successi nella zona di Monserrato e di Punta Verde.[1][4]

Repressa la rivolta, nel 1850 del Bosco fu tra i pochi (tra essi anche l'alfiere Michele Bellucci, altro ex-allievo della Nunziatella) ad essere decorati con la medaglia d'oro di prima classe dal re Ferdinando II delle Due Sicilie, il quale lo creò inoltre cavaliere di S. Ferdinando e S. Giorgio.[1]

Nel 1858 promosso maggiore, fu al comando del battaglione di stanza a Monreale. Così nell'aprile 1860 represse i rivoltosi della Gancia e nel maggio combatté contro i garibaldini nella presa di Palermo. Promosso tenente colonnello[2][3] fu inviato al comando di tre battaglioni a rinforzare il forte di Milazzo e il 20 luglio si scontrò con la colonna Medici nella battaglia di Milazzo e fu costretto e riparare nel forte, fino a quando un ufficiale inviato da Napoli trattò la resa con i garibaldini.[1][2] Del Bosco con le truppe borboniche si poté imbarcare per Napoli, dove fu promosso generale di brigata.[1] Arrestato e subito rilasciato all'ingresso di Garibaldi a Napoli, nel novembre 1860 si recò alla fortezza di Gaeta per combattere a fianco di Francesco II.[1]

Due mesi dopo però ci fu la resa e lui seguì il re a Roma fino a quando fu espulso da Pio IX dallo stato della Chiesa nel settembre 1861,[1][4] e del Bosco continuò a organizzare il movimento antiunitario, forte della fama di essere stato uno dei pochi ufficiali borbonici a non essere fuggito dinanzi a Garibaldi.[4] In seguito all'espulsione, nonostante i tentativi e le suppliche, girovagò per varie città estere: è nota la sua permanenza a Trieste, Madrid e Barcellona[4] e anche in Marocco[1]. Non è noto quando tornò a Napoli, ma è certo che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e che vi morì l'8 gennaio 1881.[1][4]

Onorificenze

Medaglia d'oro per la campagna di Sicilia del 1849 - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro per la campagna di Sicilia del 1849

Note

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Ferdinando Beneventano Del Bosco - Associazione culturale Neoborbonica, su www.neoborbonici.it. URL consultato il 7 luglio 2025.
  2. ^ a b c Eleaml, su www.eleaml.org. URL consultato il 7 luglio 2025.
  3. ^ a b La leggenda del generale D.Ferdinando Beneventano Del Bosco, su altaterradilavoro.com. URL consultato il 7 luglio 2025.
  4. ^ a b c d e BOSCO, Ferdinando Beneventano del, su treccani.it.

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Collegamenti esterni

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