John Thomson (calciatore)
| John Thomson | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
![]() | ||||||||||
| Nazionalità | ||||||||||
| Altezza | 175 cm | |||||||||
| Calcio | ||||||||||
| Ruolo | Portiere | |||||||||
| Carriera | ||||||||||
| Giovanili | ||||||||||
| ||||||||||
| Squadre di club1 | ||||||||||
| ||||||||||
| Nazionale | ||||||||||
| ||||||||||
| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||||||||||
John Thomson (Kirkcaldy, 28 gennaio 1909 – Glasgow, 5 settembre 1931) è stato un calciatore scozzese, di ruolo portiere.
Biografia
Crebbe a Cardenden, villaggio di minatori nel Fife a 90 chilometri da Glasgow, e studiò alla Denend Primary School e all'Auchterderran Higher Grade School. Con la squadra di calcio dell'Auchterderran vinse la Lochgelly Times Cup, un trofeo locale,[1] ed entrò adolescente a far parte dei titolari della formazione dilettantistica del Bing Boys.[2]
A quattordici anni seguì il padre John in miniera, dove lavorò alle carrucole, proseguendo parallelamente l'attività sui campi da gioco.[1] Il suo talento gli permise il salto di qualità: a diciotto anni divenne titolare del Celtic di Glasgow, una delle squadre più blasonate di Scozia. Pochi anni dopo debuttò in Nazionale.
Trovò la morte a soli ventidue anni, nel 1931, in seguito ad uno scontro di gioco con l'attaccante dei Rangers Sam English; in quel periodo si era fidanzato con Margaret Finlay (1912-1980), figlia di un imprenditore, e stava progettando di aprire una sartoria a Glasgow.[3] Era soprannominato il principe dei portieri.[4]
Caratteristiche tecniche
Di fisico minuto, Thomson era alto 5,9 piedi (circa un metro e 75 centimetri) ed era dotato di mani e braccia forti. La sua agilità e la sua grazia furono lodate dal presidente del Celtic Desmond White («aveva l'abilità di librarsi nell'aria con l'abilità e l'agilità di un ballerino») e dall'allenatore Willie Maley.[1]
Carriera
Club
Wellesley Juniors
Ancora adolescente entrò dapprima nel Bowhill Rovers e poi nel Wellesley Juniors.[1]
Il 20 ottobre 1926, dopo una partita giocata dal Wellesley contro il Denbeath Star, il portiere fu avvicinato dal manager del Celtic Steve Callaghan, inviato dall'allenatore Willie Maley, e venne ingaggiato dal club di Glasgow per 10 sterline.[1] Contraria al trasferimento era la madre Jean, che riteneva il calcio uno sport pericoloso.[1]
Celtic
L'ascesa
Le non impeccabili prestazioni del portiere titolare Peter Shevlin spinsero Maley, nel febbraio del 1927, a dare una possibilità al giovane Thomson, che debuttò dunque contro il Dundee e convinse l'allenatore. Alla sua prima stagione nel Celtic, vinse così la Coppa di Scozia, e l'anno successivo raggiunse la popolarità grazie alla sua prestazione ad Ibrox Park, nel derby contro il Rangers che gli garantì le lodi della critica[1].
Il 5 febbraio 1930, in una gara contro l'Airdrieonians, Thomson subì un grave infortunio, fratturandosi la mandibola e alcune costole, e perdendo due denti nel tentativo di effettuare una parata.[1] Ciò nonostante, si riprese velocemente, ignorò le preghiere della madre che gli chiedeva di abbandonare il calcio[5], e continuò la sua ascesa, debuttando in Nazionale e vincendo, nel 1931, una seconda Coppa di Scozia.[1] Nell'estate successiva il Celtic intraprese una tournée negli Stati Uniti, e Thomson si mostrò tra i giocatori più in forma; secondo un sondaggio dell'epoca, il portiere risultava essere il giocatore più amato dai tifosi biancoverdi, avendo ricevuto più consensi anche del popolarissimo centravanti Jimmy McGrory; indiscrezioni parlavano di un interessamento dell'Arsenal per il portiere.[2]
Il fatale scontro di gioco

La stagione 1931-1932 iniziò in modo brillante per il Celtic, che vinse cinque delle prime sei partite, e sabato 5 settembre ad Ibrox Park, di fronte a 80 000 spettatori andò in scena l'Old Firm, in un clima di grande tensione e di duro agonismo.[2] Poco dopo l'inizio della ripresa, l'attaccante del Rangers Sam English si lanciò verso la porta avversaria; Thomson uscì con irruenza e si lanciò sulla palla, ricevendo una violenta ginocchiata in testa che gli fratturò il cranio, rompendogli un'arteria a livello della tempia destra.[1]
Thomson ricevette i primi soccorsi direttamente in campo dai medici della St Andrew's Ambulance Association e fu portato via in barella, sanguinante. Dagli spalti, gli spettatori credettero a un infortunio breve entità, e secondo The Scotsman fu visto «alzarsi dalla barella e voltarsi verso il punto del campo in cui era accaduto il fatto»;[5] le fonti parlano di mormorii interrogativi e di urla di donna, poi attribuiti alla fidanzata Margaret.[1] Alcuni tifosi del Rangers esultarono per l'infortunio occorso ad un avversario, e furono invitati a fermarsi dal capitano biancoblù David Meiklejohn.[2][6] Un giocatore dei Gers, che studiava medicina, disse di aver compreso immediatamente, alla vista del portiere, che avrebbe avuto poche possibilità di sopravvivere. La partita continuò con il centrocampista Geatons tra i pali per il Celtic, e terminò 0-0.[2]
Thomson fu portato all'Ospedale Victoria di Glasgow, dove gli fu diagnosticata una rientranza nella parte destra del cranio profonda 5 centimetri; alle 17 ebbe una crisi convulsiva e fu condotto in sala operatoria per tentare di ridurre l'emorragia cerebrale. L'operazione non ebbe successo, e Thomson fu dichiarato morto alle 21:25.[1]
Nazionale
Thomson aveva debuttato con la maglia della Nazionale il 18 maggio 1930, a Parigi, nella gara amichevole vinta dalla Scozia sulla Francia (2-0); disputò poi le tre gare del Torneo Interbritannico 1931.[7]
Dopo la morte
Funerale
Il 7 settembre si tenne un'omelia funebre nella Chiesa della Trinità di Glasgow; l'orazione fu letta dal capitano del Rangers.[2] Circa 30 000 persone, molte delle quali giunte a piedi da Glasgow, parteciparono al suo funerale a Cardenden, mercoledì 9 settembre.[1]
Il 12 settembre, prima della gara di campionato del Celtic, gli furono dedicati un lamento funebre con cornamuse, l'inno Lead, Kindly Light di John Henry Newman e due minuti di silenzio.[2]
Omaggi e reazioni
La morte di Thomson suscitò grande commozione. Sam English fu profondamente traumatizzato dall'incidente; accusato di malevolenza per non aver scavalcato il portiere, fu poi scagionato da un'inchiesta che derubricò il tutto a incidente, tesi supportata anche dalla famiglia della vittima e dai giocatori presenti sul campo. Continuò a giocare per alcuni anni, scegliendo di trasferirsi in Inghilterra a causa dell'ostilità che gli mostravano molti tifosi per l'episodio; nel 1938, al termine della sua carriera, confidò di non aver mai più provato gioia nel giocare.[8][9]
Scrisse di Thomson il suo allenatore:
Ma, purtroppo, la sua carriera doveva finire presto. Nel settembre 1931, giocando contro il Rangers ad Ibrox Park, ebbe un incidente che gli fu fatale. Eppure poté giocare abbastanza da guadagnarsi i più alti onori che il calcio può dare. Un ragazzo amabile, modesto e senza pretese, popolare ovunque andasse.
Il suo talento di portiere lo mostrò superbamente in campo. Mai ci fu portiere capace di raccogliere i lanci più violenti con tanta grazia e facilità. In tutto ciò che faceva c'erano un equilibrio e una bellezza dei movimenti da guardare con meraviglia. Tra i Celt scomparsi, egli occupa un posto speciale.[10]»
Lo ricordava così il giornalista sportivo John Arlott:
Tributi
Per iniziativa della sua prima squadra, il Bing Boys, fu istituito un comitato locale, che ha favorito l'edificazione di un monumento funebre per John Thomson e l'istituzione di un trofeo giovanile che porta il suo nome.[1][2]
Negli anni Thomson è stato ricordato attraverso cerimonie e canzoni dai tifosi del Celtic.[11]
Nel 2008, dopo una petizione lanciata dallo scrittore Tom Greig, la Scottish Football Association inserì Thomson nella Hall of Fame del calcio scozzese.[12]
Nel 2011 e nel 2021, rispettivamente a 80 e 90 anni dalla sua tragica morte, alcune fondazioni legate direttamente al Celtic e alla famiglia di Thomson hanno organizzato dei pellegrinaggi in sua memoria, ripercorrendo lo stesso tragitto che molte persone avevano completato a piedi in occasione del funerale del portiere.[13]
Palmarès
Club
Competizioni nazionali
- Celtic: 1927, 1931
Competizioni internazionali
- Scozia: 1931
Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) John Thomson, su spartacus.schoolnet.co.uk, Spartacus Educational. URL consultato il 2 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2013).
- ^ a b c d e f g h Marino Bartoletti. Il tragico destino del grande Thomson, da «Calcio 2000», settembre 2001, p. 24
- ^ (EN) Margaret Finlay, su spartacus.schoolnet.co.uk, Spartacus Educational. URL consultato il 2 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2012).
- ^ Marcello Ierace, John Thomson, il principe dei portieri, su RSI Radiotelevisione svizzera, 28 giugno 2021. URL consultato il 28 giugno 2021.
- ^ a b Paul Donnelly. Firsts, Lasts & Onlys: Football, Google Books, 2010, p. 1932
- ^ Ronnie Esplin, Graham Walker, The Official Biography of Rangers, 2011.
- ^ Archive Search, John Thomson Archiviato il 18 maggio 2016 in Internet Archive., da scottishfa.co.uk
- ^ (EN) Ruth McDonald, Honour call for NI soccer star, su news.bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 2 ottobre 2012.
- ^ (EN) Sam English, su spartacus.schoolnet.co.uk, Spartacus Educational. URL consultato il 2 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2013).
- ^ Willie Maley. Story of the Celtic, 1888-1938. Desert Island Books, 1996
- ^ Matthew Taylor. The Association Game: A History of British Football, Pearson Education Limited, 2008, p. 157
- ^ (EN) Celtic legend John Thomson to be included in Scottish Football Hall of Fame, su dailyrecord.co.uk. URL consultato il 2 ottobre 2012.
- ^ Celtic FC, 90th anniversary pilgrimage will honour John Thomson, su Celtic FC. URL consultato il 9 agosto 2021.
Bibliografia
- Greig, Tom. My Search for Celtic's John. Ogilvie Writings, 2003.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su John Thomson
Collegamenti esterni
- (EN) John Thomson, su national-football-teams.com, National Football Teams.
- (DE, EN, IT) John Thomson, su Transfermarkt, Transfermarkt GmbH & Co. KG.
- (EN, RU) John Thomson, su eu-football.info.
- (EN) Johnthomson.org.uk. URL consultato il 2 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2015).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2416106 · LCCN (EN) nr2004002338 |
|---|
