Processo dei 17

Il processo dei 17, così chiamato dal numero degli imputati coinvolti, tutti membri di Narodnaja Volja, fu tenuto a San Pietroburgo dal 9 al 17 aprile 1883.

La pubblica accusa, rappresentata dal procuratore Vladislav Želechovskij, chiese la loro condanna per appartenenza « all'associazione segreta denominata "partito social-rivoluzionario russo" », che aveva l'obiettivo di « rovesciare il sistema statale e sociale dell'Impero con una rivoluzione realizzata mediante una serie di attentati alla vita della sacra persona del defunto imperatore Alessandro II e con omicidi e tentati omicidi di funzionari ».

La corte del Tribunale speciale del Senato, presieduta dal consigliere Dorofej Sineokov-Andrievskij, condannò tutti gli imputati:

  • Jurij Bogdanovič, ai lavori forzati a vita;
  • Anton Borejša, all'esilio in Siberia;
  • Aleksandr Bucevič, ai lavori forzati a vita;
  • Michail Gračevskij, ai lavori forzati a vita;
  • Christina Grinberg, all'esilio in Siberia;
  • Raisa Grossman, a 15 anni di lavori forzati;
  • Praskov'ja Ivanovskaja, ai lavori forzati a vita;
  • Marija Juškova, all'esilio in Siberia;
  • Ivan Kaljužnyj, a 15 anni di lavori forzati;
  • Michail Klimenko, ai lavori forzati a vita;
  • Anna Korba, a 20 anni di lavori forzati;
  • Antonina Lisovskaja, a 15 anni di lavori forzati;
  • Aleksandr Pribylëv, a 15 anni di lavori forzati;
  • Nadežda Smirnickaja, a 15 anni di lavori forzati;
  • Jakov Stefanovič, a 8 anni di lavori forzati;
  • Pëtr Tellalov, ai lavori forzati a vita;
  • Savelij Zlatopol'skij, ai lavori forzati a vita.

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