Rivellino di Castel Goffredo
| Rivellino di Castel Goffredo Mura di Castel Goffredo | |
|---|---|
![]() agli inizi del Cinquecento | |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Lombardia |
| Città | Castel Goffredo |
| Informazioni generali | |
| Tipo | porta cittadina |
| Inizio costruzione | 1460 |
| Materiale | pietra, mattoni e marmo |
| Primo proprietario | famiglia Gonzaga |
| Demolizione | 1757 |
| [1] | |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |

Il rivellino di Castel Goffredo era una fortificazione indipendente, costruita a protezione di una delle porte di accesso (Porta di Sopra) alla fortezza di Castel Goffredo, per chi proveniva da nord.
Storia e descrizione
Intorno al 1460, sotto il marchesato di Alessandro Gonzaga, il primo nucleo abitato di Castel Goffredo (Castrum Vifredi), costruito a ridosso di "Castelvecchio", fu circondato da un secondo ordine di mura.[2] Non è da escludere che Alessandro si sia avvalso della consulenza del famoso architetto militare della corte gonzaghesca di Mantova Giovanni da Padova.[3] Tutto attorno alle mura si estendeva un fossato, originato dal corso dei torrenti Fuga e Tartarello,[4] che nel punto più largo era ampio 25 metri e profondo alcuni metri.
L'accesso al borgo a nord era controllato dalla Porta di Sopra, all'ingresso dell'attuale via Manzoni, a ridosso della quale nel 1460 fu costruito a maggiore difesa il rivellino, separato e staccato dalla cinta muraria esistente.[5] Furono necessari 24 anni per completare l'opera. Costruito in forma poligonale ("asso di picche"), era dotato di doppio ponte levatoio: il primo era situato all'ingresso della fortezza e il secondo, a sbalzo sul fossato, era a protezione del rivellino stesso verso la campagna e dotato di posto di guardia esterno.
Sotto la signoria di Aloisio Gonzaga, a maggiore sicurezza del borgo e del suo signore, venne potenziato l'accesso dal rivellino e furono collocate sullo stesso due lapidi in marmo, che si conservano ancora oggi, murate sulla torre civica:



A metà del Settecento (tra il 1757 e il 1776) iniziò il progressivo abbattimento delle opere di difesa della città, iniziando proprio dal rivellino,[7] e si conclusero nel 1921.
Note
- ^ Bonfiglio (2005), pp. 77-80.
- ^ Bonfiglio (2005), p. 62.
- ^ Giovanni da Padova. Dizionario biografico degli italiani, su treccani.it.
- ^ Bonfiglio (2005), p. 61.
- ^ Berselli, p. 107.
- ^ La “lettura” di un’antica pietra.
- ^ 1999 – Immagina. Castel Goffredo: l'evoluzione di un territorio, CD-ROM, a cura del Comune di Castel Goffredo.
Bibliografia
- Costante Berselli, Castelgoffredo nella storia, Mantova, 1978.ISBN non esistente
- Francesco Bonfiglio, Notizie storiche di Castelgoffredo, 2ª ed., Mantova, 2005, ISBN 88-7495-163-9.
- Enzo Boriani, Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano, Brescia, 1969.
- Mariano Vignoli, Giancarlo Cobelli, Da terra aperta e ben intesa fortezza. Le mura e le fortificazioni di Castel Goffredo, Mantova, 2010, ISBN 978-88-95490-10-6.
Altre fonti
- 1999 – Immagina. Castel Goffredo: l'evoluzione di un territorio, CD-ROM, a cura del Comune di Castel Goffredo.
