Mente captus

(latino)
«Mente captus dicitur, cum means ex hominis potestate abit, et idem demens, quod de sua mente decesserit, et amens, quod a mente abierit.»
(italiano)
«Si dice che una persona è posseduta dalla mente quando questa si allontana dal suo controllo, e si dice che è folle quando si è allontanata dalla sua mente, e folle, perché è andato fuori di testa.»

Mente càptus, (lett. "preso nella mente") da cui l'italiano mentecatto,[1] era un'espressione utilizzata dai Romani che si riferiva a una persona (equiparata al "furiosus", pazzo) con una limitata capacità di agire, in quanto avente un'infermità mentale.

Secondo il Digesto (raccolta di leggi promulgata da Giustiniano nel 533), una persona «in adversa corporis valetudine mente captus» non poteva fare «eo tempore» un testamento.

Note

  1. ^ Mentecatto - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 6 agosto 2025.

Bibliografia

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