Metabisolfito di potassio

Metabisolfito di potassio
Nomi alternativi
pirosolfito di potassio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareK2S2O5
Massa molecolare (u)222,33 g/mol
Aspettosolido bianco
Numero CAS16731-55-8
Numero EINECS240-795-3
PubChem28019 e 169445793
DrugBankDBDB15841
SMILES
[O-]S(=O)S(=O)(=O)[O-].[K+].[K+]
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua450 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione190 °C (463 K) decomp.
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante corrosivo
pericolo
Frasi H318 - EUH031
Consigli P280 - 305+351+338 - 310 [1]

Il metabisolfito di potassio (K2S2O5), noto anche come pirosolfito o disolfito di potassio, è il sale di potassio derivato dall'acido disolforoso. Si presenta come una polvere cristallina bianca, dal debolo odore caratteristico dovuto al rilascio di anidride solforosa (SO₂), altamente solubile in acqua.[2][3]

Il composto si decompone a circa 150‑190 °C liberando SO2 e formando solfito di potassio (K2SO3).[4] È classificato come irritante: l’inalazione può causare irritazione delle vie respiratorie, cefalea e nausea; il contatto con pelle o occhi può provocare reazioni locali.[2]

In ambito alimentare è utilizzato come additivo alimentare con la sigla E224[5] ed è soggetto a limiti d’uso stabiliti dalla normativa europea.[6] Può causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili ai solfiti e agisce come inibitore dell’enzima polifenol ossidasi, rallentando l’imbrunimento enzimatico in alimenti come frutta e verdura.[7]

Usi principali

Il metabisolfito di potassio è ampiamente impiegato in enologia e nell’industria alimentare grazie alla sua capacità di liberare anidride solforosa (SO₂). In vino e mosto agisce come conservante antimicrobico, prevenendo fermentazioni spontanee e contaminazioni microbiche, e svolge un’importante funzione antiossidante, contribuendo a preservare colore, aroma e sapore del prodotto. Viene inoltre utilizzato per la sanificazione delle attrezzature vinicole, tramite soluzioni a base di SO₂ che non richiedono risciacquo.

Trova applicazione anche nella birrificazione, dove può essere utilizzato per rimuovere cloro e clorammine dall’acqua, e come conservante in succhi di frutta, frutta secca e altri alimenti, grazie alla sua azione antiossidante e antimicrobica.

Usi secondari

Il metabisolfito di potassio trova impiego anche nella raffinazione dell'oro: aggiunto a una soluzione di acido cloroaurico, provoca la riduzione dello ione Au³⁺ ad oro metallico, con precipitazione di microparticelle di oro puro (24 carati).[8]

In laboratorio può essere utilizzato come fonte di anidride solforosa, che si libera a seguito di reazione con soluzioni debolmente acide.[9]

Trova inoltre applicazione in fotografia analogica, come componente delle soluzioni di bagno di fissaggio, necessarie per rimuovere i sali d’argento non sviluppati dalla pellicola.[10]

In commercio sono disponibili anche le cosiddette compresse Campden o altri nomi commerciali simili, contenenti metabisolfito (potassico o sodico), utilizzate da hobbisti e produttori per dosaggi controllati nella vinificazione e nella preparazione di sidro o birra.

Note

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