Notosuchia
| Notosuchia | |
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| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Reptilia |
| Clade | Archosauria |
| Clade | Pseudosuchia |
| Clade | Crocodyliformes |
| Clade | Metasuchia |
| Clade | †Notosuchia Gasparini, 1971 |
| Sottogruppi | |
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Notosuchia è un sottordine di crocodylomorphi mesoeucrocodili apparsi nel Giurassico medio, circa 167 milioni di anni fa (Bathoniano) fino alla fine del Cretaceo superiore. Tuttavia, alcune analisi filogenetiche recuperano Sebecosuchia come un clade all'interno di Notosuchia, altre come un gruppo gemello di quest'ultima; se Sebecosuchia venisse confermata come un clade all'interno di Notosuchia, ciò significherebbe che i notosuchi persistettero fino al Miocene medio, circa 11 milioni di anni fa (Tortoniano). I fossili di questi animali sono stati ritrovati in Sud America, Africa, Asia ed Europa, dando al clade una distribuzione primariamente gondwanica. I notosuchi sono un clade di coccodrilli principalmente terrestri, e dalla dieta molto variegata, con taxon che si sono adattati ad una dieta erbivora (Chimaerasuchus), onnivora (Simosuchus) o ipercarnivora (Baurusuchus). Il clade comprende molti membri con tratti altamente derivati ed insoliti se paragonati ai coccodrilli odierni, tra cui denti simili a quelli dei mammiferi, fasce di armatura flessibili simili a quelle degli armadilli (come Armadillosuchus), e, forse, guance carnose e musi simili a quelli dei maiali (Notosuchus). Il sottordine fu nominato per la prima volta nel 1971 da Zulma Gasparini e da allora ha subito molte revisioni filogenetiche.[4]
Descrizione


I notosuchi sono generalmente di piccole dimensioni, con corpi snelli e arti eretti. Le caratteristiche più distintive di questo gruppo si vedono solitamente nel cranio. I crani dei notosuchi sono generalmente corti e profondi, e mentre la maggior parte conserva un muso stretto, alcuni generi presentano un muso largo e piatto. Simosuchus, per esempio, presenta un cranio allargato e una mascella che ricorda quella di un carlino, mentre Anatosuchus presenta un muso largo e piatto come quello di un'anatra.
I denti variano notevolmente tra i diversi generi. Molti hanno dentizioni eterodonti che variano di forma in base alla loro posizione all'interno della bocca. Spesso, la parte anteriore della bocca è adornata di grandi denti simili a canini sporgenti, mentre nella parte posteriore sono presenti denti più larghi simili a molari. Alcuni generi, come Yacarerani e Pakasuchus, hanno denti estremamente simili a quelli dei mammiferi. I loro molari sono complessi e multicuspidi e sono in grado di occludersi l'uno all'altro. Alcune forme, come Malawisuchus, avevano articolazioni mandibolari che consentivano loro di muovere la mandibola avanti e indietro.
Un gruppo derivato di notosuchi, i baurusuchidi differiscono notevolmente dalle altre forme. Sono molto grandi rispetto agli altri notosuchi e sono esclusivamente carnivori, presentando crani profondi e denti prominenti simili a canini.
Ricerche recenti hanno dimostrato che specie come Araripesuchus wegeneri, Armadillosuchus arrudai, Baurusuchus, Iberosuchus macrodon e Stratiotosuchus maxhechti erano organismi ectotermici.[5]
Classificazione
Filogenesi
Il clade Notosuchia ha subito diversi revisioni filogenetiche recenti. Nel 2000, Notosuchia è stato proposto come uno dei due gruppi all'interno del clade Ziphosuchia, insieme a Sebecosuchia, che include forme dal muso profondo come i baurusuchidi e i sebecidi.[6] La definizione di Notosuchia di Sereno et al. (2001) è simile a quella di Ziphosuchia in quanto include al suo interno Sebecosuchia. Pol (2003) include Sebecosuchia all'interno di Notosuchia.[7] Più recentemente, un'analisi filogenetica di Larsson e Sues (2007) ha portato alla denominazione di un nuovo clade, Sebecia, per includere sebecidi e peirosauridi.[8] Baurusuchidae è stato considerato polifiletico in questo studio, con Pabwehshi come membro basale di Sebecia e Baurusuchus come taxon gemello del clade contenente Neosuchia e Sebecia. Quindi, Sebecosuchia non era più all'interno di Notosuchia e non era considerato un vero clade, mentre Notosuchia è stato trovato essere un clade basale di Metasuchia.
Il seguente cladogramma semplificato dopo l'analisi più completa dei notosuchi del 2014, presentata da Pol et al. (2014). Si basa principalmente sulla matrice di dati pubblicata da Pol et al. (2012) che è essa stessa una versione modificata di analisi precedenti. Sono stati aggiunti trentuno caratteri aggiuntivi da altre analisi complete dei notosuchi, ad esempio quella di Turner e Sertich (2010), Andrade et al. (2011), Montefeltro et al. (2011), Larsson e Sues (2007) e Novas et al. (2009), e 34 caratteri erano noval, con conseguente matrice che include 109 crocodyliformi e taxa outgroup che sono valutati in base a 412 tratti morfologici.[9]














| Notosuchia |
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Questo cladogramma rappresenta i risultati dell'analisi più completa delle relazioni notosuchiane fino ad oggi, eseguita nella descrizione di Antaeusuchus taouzensis di Nicholl et al. (2021). Si basa in gran parte sulla matrice dello studio Pol et al. (2014) (riportata sopra), ma aggiunge anche punteggi dei caratteri da Leardi et al. (2015), Fiorelli et al. (2016), Leardi et al. (2018) e Martinez et al. (2018). La matrice finale consisteva in 121 taxa valutati per 443 tratti morfologici.[10]
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Note
- ^ J. M. Leardi, D. Pol, F. Montefeltro, T. S. Marinho, J. V. Ruiz, G. G. Bravo, A. E. P. Pinheiro, P. L. Godoy, C. S. C. Nicholl, A. Lecuona e H. C. E. Larsson, Phylogenetic nomenclature of Notosuchia (Crocodylomorpha; Crocodyliformes), in Bulletin of Phylogenetic Nomenclature, vol. 1, n. 3, 2024, pp. 44-82, DOI:10.11646/bpn.1.3.2.
- ^ Ruiz JV, Bronzati M, Ferreira GS, Martins KC, Queiroz MV, Langer MC e Montefeltro FC, A new species of Caipirasuchus (Notosuchia, Sphagesauridae) from the Late Cretaceous of Brazil and the evolutionary history of Sphagesauria, in Journal of Systematic Palaeontology, vol. 19, n. 4, 2021, pp. 265-287, DOI:10.1080/14772019.2021.1888815. URL consultato il 29 aprile 2022. Ospitato su ResearchGate.
- ^ Ruiz JV, Bronzati M, Ferreira GS, Martins KC, Queiroz MV, Langer MC e Montefeltro FC, A new species of Caipirasuchus (Notosuchia, Sphagesauridae) from the Late Cretaceous of Brazil and the evolutionary history of Sphagesauria, in Journal of Systematic Palaeontology, vol. 19, n. 4, 2021, pp. 265-287, DOI:10.1080/14772019.2021.1888815. URL consultato il 29 aprile 2022. Ospitato su ResearchGate.
- ^ Z. Gasparini, Los Notosuchia del Cretácico de América del Sur como un nuevo Infraorden de los Mesosuchia (Crocodilia), in Ameghiniana, vol. 8, 1971, pp. 83-103.
- ^ J. Cubo, Aubier, P., Faure-Brac, M. G., Martet, G., Pellarin, R., Pelletan, I. e Sena, M. V. A., Paleohistological inferences of thermometabolic regimes in Notosuchia (Pseudosuchia: Crocodylomorpha) revisited, in Paleobiology, vol. 49, n. 2, 2022, pp. 1-11, DOI:10.1017/pab.2022.28.
- ^ F. Z. Ortega, Buscalioni, A. D. e Calvo, J. O., [0057:ANSOAC2.0.CO;2 A new species of Araripesuchus (Crocodylomorpha, Mesoeucrocodylia) from the Lower Cretaceous of Patagonia (Argentina)], in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 20, n. 1, 2000, pp. 57-76, DOI:10.1671/0272-4634(2000)020[0057:ANSOAC]2.0.CO;2.
- ^ D. Pol, New Remains of Sphagesaurus huenei (Crocodylomorpha: Mesoeucrocodylia) from the Late Cretaceous of Brazil, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 23, n. 4, 2003, pp. 817-831, DOI:10.1671/A1015-7.
- ^ H. C. E. Larsson e Sues, H.-D., Cranial osteology and phylogenetic relationships of Hamadasuchus rebouli (Crocodyliformes: Mesoeucrocodylia) from the Cretaceous of Morocco (PDF), in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 149, n. 4, 2007, pp. 533-567, DOI:10.1111/j.1096-3642.2007.00271.x.
- ^ D. Pol, P. M. Nascimento, A. B. Carvalho, C. Riccomini, R. A. Pires-Domingues e H. Zaher, A New Notosuchian from the Late Cretaceous of Brazil and the Phylogeny of Advanced Notosuchians, in PLOS ONE, vol. 9, n. 4, 2014, pp. e93105, DOI:10.1371/journal.pone.0093105.
- ^ Nicholl CS, Hunt ES, Ouarhache D e Mannion PD, A second peirosaurid crocodyliform from the Mid-Cretaceous Kem Kem Group of Morocco and the diversity of Gondwanan notosuchians outside South America, in Royal Society Open Science, vol. 8, n. 10, 2021, pp. Article ID 211254.
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Collegamenti esterni
- (EN) Notosuchia, su Fossilworks.org.
- (EN) Notosuchia, su Paleobiology Database.
