Piritoo (affresco)

Piritoo
Autoresconosciuto
DataI secolo
TecnicaAffresco
Dimensioni106×93 cm
UbicazioneMuseo archeologico nazionale di Napoli, Napoli
N. inventario9044

Piritoo è un affresco rinvenuto nella casa di Gavio Rufo a Pompei e custodito all'interno del Museo archeologico nazionale di Napoli.

Storia

Realizzato tra il 45 e il 79[1], l'affresco era il pannello centrale della parete ovest dell'esedra della casa di Gavio Rufo[2]: insieme ad altre opere presenti nello stesso ambiente, Stibadio dionisiaco e Teseo liberatore, con cui condivideva anche il tema dell'uccisione di mostri[1], venne rimosso dalla sua collocazione originale nel 1867 durante le indagini archeologiche che riguardarono l'abitazione[2], per essere conservato al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Descrizione

L'affresco, in quarto stile[3], raffigura la scena delle nozze tra Ippodamia e Piritoo, in una composizione alquanto singolare, non attestata in altri contesti[1].

Il re è raffigurato al centro della scena, vestito con un mantello rosso e verde, una benda nei capelli e nella mano sinistra uno scettro; accanto a lui, sulla destra, è il capo dei Centauri, che reca nella mano sinistra un bastone e con quella destra bacia la stessa mano al re: ai suoi piedi è un cesto ripieno di frutti, dono nunziale[1]. Sull'estrema destra è un gruppo di Centauri, dalla carnagione scura, che attende sotto la porta per entrare nel palazzo dove si svolge la scena[1]. All'estrema sinistra è invece Ippodamia, vestita con abito nunziale, in atteggiamento vigile, che tiene per mano una giovane ancella alla sua sinistra[1].

Sullo sfondo, semplice, in modo tale da concentrare l'attenzione dello spettatore sulla scena principale[3], sono disegnati elementi architettonici, tra cui un atrio colonnato, dove si scorge, così come dalla porta, un pezzo di cielo azzurro, e una colonna, che divide la rappresentazione esattamente a metà[1].

Note

  1. ^ a b c d e f g Bragantini e Sampaolo, p. 366.
  2. ^ a b (EN) Jackie Dunn e Bob Dunn, VII.2.16 Pompeii. House of Gavius Rufus or Casa di Teseo or House of the Seven Skeletons - Part: 4, su pompeiiinpictures.com. URL consultato il 10 luglio 2025.
  3. ^ a b Barbera, p. 107.

Bibliografia

  • Irene Bragantini e Valeria Sampaolo, La pittura pompeiana, Milano, Electa, 2009, ISBN 978-88-928-2357-0.
  • Dario Barbera, Museo archeologico nazionale di Napoli - La Guida, Milano, Electa, 2023, ISBN 978-88-928-2407-2.

Voci correlate