Ravece
| Ravece | |
|---|---|
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| Sinonimi | Olivona, Curatone, Ravaiola |
| Regione | Campania |
| Caratteri botanici e agronomici | |
| Attitudine | olio; sporadicamente mensa |
| Portamento | assurgente |
| Autofertilità | autosterile |
| Caratteristiche dei frutti | |
| Peso medio | 4-6 grammi |
| Forma | sferoidale |
| Colore a maturazione | rosso vinoso-violaceo |
| Epicarpo | pruinoso con piccole lenticelle |
| Resistenza | |
| Alla mosca | medio bassa |
| All'occhio di pavone | medio alta |
| Alla rogna | media |
| Al freddo | medio bassa |
| Alla siccità | medio alta |
La Ravece è un'antica cultivar di olivo, originatasi in Irpinia entro i primi del Cinquecento. Il suo frutto è apprezzato per le peculiari caratteristiche organolettiche.
Caratteristiche
La sua presenza è documentata a partire dal 1517 in Ariano, sia pur nella forma Ravej[1]. È coltivata quasi esclusivamente nella provincia di Avellino, ove peraltro è diffusa anche l'Ogliarola. La pianta è abbastanza rustica e di vigoria media; la chioma, dalla tipica colorazione grigio verde, è fitta e compatta. Essendo autosterile deve avvalersi di impollinatori come il Pendolino e Maurino. Le drupe sono di taglia medio grande.
Produzione e olio
La produttività è abbondante e costante, mentre la maturazione è tardiva. L'oleosità è medio bassa (15-16%) ma ad essere apprezzata è la qualità dell'olio. Questo è giallo-verde, dall'aroma fruttato, sapore deciso amaro e piccante; presenta note di pomodoro verde, carciofo, erbe e a volte mandorla. Il prodotto finale, l'olio extravergine Irpinia - Colline dell'Ufita, è un marchio a denominazione di origine protetta (DOP).
Note
- ^ Diomede Carafa, Platea urbis et foranea confecta, Biblioteca diocesana di Ariano Irpino, 1517.
Collegamenti esterni
- Ravece, su Piani di settore (archiviato il 12 novembre 2018).
