Dienerite
| Dienerite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.AA.55[1] |
| Formula chimica | Ni3As[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico[3] |
| Parametri di cella | a = 9,6206(9) Å,[3] V = 890,44 ų[4] |
| Gruppo puntuale | 4 3m[5] |
| Gruppo spaziale | I43d[5] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 7,90[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3 - 3,5[6] |
| Colore | bianco con sfumature di grigio[4] |
| Lucentezza | metallico-brillante[7] |
| Opacità | opaca[4] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La dienerite (simbolo IMA: Dne[8]) è un minerale piuttosto raro della famiglia minerale dei "solfuri e solfosali" con composizione chimica Ni3As.[2]
Etimologia e storia
Il nome venne dato in onore del paleontologo austriaco Karl Diener (1862-1928), scopritore del minerale.[9]
In un secondo momento, nel 2006, il minerale non venne più ritenuto valido dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA), anche perché il materiale su cui approfondire le analisi era andato perso e si ritenne anche fosse identico alla nickelskutterudite, che possiede una formula chimica simile: si pensava infatti che la formula chimica del minerale fosse stata scritta con un errore tipografico.[10][3]
Nel 2019 però l'IMA ha rivalutato in minerale, considerandolo una specie indipendente.[11]
Il suo campione tipo è conservato presso il Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze (Italia) con il numero di catalogo 3364/I.[6]
Classificazione
La sistematica dei minerali di Strunz, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, elenca la dienerite nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e da lì nella sottoclasse "2.A Leghe"; questa viene suddivisa in base alla composizione del minerale, in modo da trovare la dienerite nella sezione "2.AA Leghe di metalloidi con Cu, Ag, Au" dove è l'unico membro a formare il sistema nº 2.AA.55.[1]
Abito cristallino
La dienerite cristallizza nel sistema cubico con il gruppo spaziale I43d (gruppo nº 220) con la costante di reticolo a = 9,6206(9) Å.[11]
Origine e giacitura
La dienerite è un minerale molto raro, tanto che la sua esistenza era stata messa in dubbio anche a causa del fatto che non se ne trovavano esemplari in natura.[3]
I siti in cui il minerale è stato trovato sono: il distretto di St. Johann im Pongau (Austria); Aristotelis (Grecia); la miniera "Maracás Menchen" presso Maracás (Brasile); le contee di St. Louis (Minnesota) e di Josephine (Oregon), entrambe negli Stati Uniti; nel deposito di cromo di "Kempirsai" nella regione di Aqtöbe (in Kazakistan); nel Burzjanskij rajon, nel territorio della Kamčatka e nel Territorio di Krasnojarsk (tutti in Russia).[12][13]
Forma in cui si presenta in natura
La dienerite studiata nella letteratura deriva da un singolo cristallo cubico, con un bordo di circa 0,5 cm.[7] Il colore del minerale è bianco con sfumature di grigio[4] con una lucentezza metallico-brillante.[7]
Note
- ^ a b (EN) Strunz-mindat (2025) Classification - Alloys of metalloids with Cu, Ag, Au, su mindat.org. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2025. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b c d (EN) Paola Bonazzi e Luca Bindi, Structural and chemical characterization of dienerite, Ni3As, and its revalidation as a mineral species, in The Canadian Mineralogist, vol. 59, n. 6, 2021, pp. 1887-1898, DOI:10.3749/canmin.2100012. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b c d (EN) Dienerite, su mindat.org. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b c (EN) Dienerite Mineral Data, su webmineral.com. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b (DE) Dienerite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b c (EN) Dienerite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ (EN) Robert F. Martin e William H. Blackburn, Encyclopedia of mineral names: first update (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 37, 1999, pp. 1045-1078. URL consultato il 10 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ^ (EN) Ernst A.J. Burke, A mass discreditation of GQN minerals (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 44, n. 6, 2006, pp. 1557-1560, DOI:10.2113/gscanmin.44.6.1557. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ a b (EN) Ritsuro Miyawaki, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, CNMNC Newsletter 52. New minerals and nomenclature modifications approved in 2019, in Mineralogical Magazine, vol. 83, n. 6, 2019, pp. 887-893, DOI:10.1180/mgm.2019.73. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ (EN) Localities for Dienerite, su mindat.org. URL consultato il 10 febbraio 2025.
- ^ (DE) Dienerite (Occurrences), su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 febbraio 2025.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Dienerite Mineral Data, su webmineral.com.
- (EN) Dienerite, su mindat.org.
