Lapkosubia

Lapkosubia
Immagine di Lapkosubia mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
OrdineEurynotoidiformes
FamigliaEurynotoididae
GenereLapkosubia

Lapkosubia è un genere estinto di pesci ossei a pinne raggiate (Actinopterygii), appartenente all'ordine Eurynotoidiformes e alla famiglia Eurynotoididae. Visse durante il Permiano medio (Guadalupiano) nell'attuale Russia europea.

Descrizione

Gli esemplari del genere Lapkosubia potevano raggiungere i 25 cm di lunghezza. Il cranio possedeva alcune caratteristiche: le ossa parietali erano circa la metà del frontale. La mascella superiore aveva un margine dorsale rettilineo e denti labiali con 3–5 cuspidi; era presente una fila linguale di piccoli denti monocuspidati. Il subopercolo era più piccolo dell’opercolo. Le ossa dermiche del cranio erano ornate da tubercoli di ganoina. I raggi delle pinne pettorali erano prossimalmente non segmentati e i primi di essi erano fusi. La pinna dorsale era formata da 70–80 raggi; le pinne pelviche avevano una base stretta e un lobo carnoso, con origine all’altezza del margine anteriore della dorsale. La pinna anale era posta subito dietro la fine della dorsale. Le scaglie mostravano poche creste prominenti e margini posteriori seghettati, con 70–80 file verticali; erano presenti zone di piccole scaglie sotto la dorsale e sopra l’anale.[1]

Classificazione

Lapkosubia è un rappresentante degli Eurynotoidiformes, un gruppo di pesci attinotterigi arcaici ma dalle notevoli specializzazioni dentarie.

Il genere Lapkosubia venne istituito da Minich nel 1990, sulla base di un fossile incompleto (la metà anteriore del corpo) nella Formazione di Amanak nei pressi di Kichkass, nel Distretto di Perevolotsky, regione di Orenburg. La specie tipo, Lapkosubia uranensis, è caratterizzata da scaglie laterali anteriori con 6–8 creste distinte e margine posteriore dentellato con lunghi denticoli acuminati.[2][3]

Un'altra specie, L. tokense, è stata descritta nel 1996 sulla base di scaglie isolate provenienti dal Distretto di Krasnogvardeysky, dotate di 14–17 creste longitudinali convesse e asimmetriche.[3][4]

Note

  1. ^ Bakaev, A. S. (2022). "On the Revision of the Permian Ray-Finned Fishes of European Russia. Part 2". Paleontological Journal. 56 (6): 670–681. doi:10.1134/S003103012206003X. ISSN 1555-6174.
  2. ^ Minikh, M.G. & Minikh, A.V. (1990): Revision of some palaeoniscids and new fishes from the Upper Permian of the East European Platform, and possibilities of using them stratigraphically [Revisija nekotorykh paleoniskov i novy’e ryby iz verkhnej permi VostochnoEvropeyskoy platformy i vozmozhnosti ikh ispolzovaniya v stratigrafii]. In: Aleshechkin, O.I. (ed.): Problems of the geology of South Urals and Lower Volga Region [Voprosy geologii Yuzhnogo Urala I Nizhnego Povolzh’ya]: 84–104; Saratov (SarGU Press). (In Russian).
  3. ^ a b Minikh, A.V. & Minikh, M.G. (2009): Ichthyofauna of the Permian of European Russia [Ikhtiofauna Permi Evropeyskoy Rossii]. – 243 pp.; Saratov (Nauka Publishing Centre). (In Russian).
  4. ^ Minikh, A.V. & Minikh, M.G. (1996): Fishes [Ryby]. In: Esaulova, N.K. & Lozovsky, V.R. (eds.): Stratotypes and Reference Sections of the Upper Permian in the Regions of the Volga and Kama Rivers [Stratotipy i oporny’e razrezy verkhnej permi Povolzh’ya i Prikam’ya]: 258–269; Kazan (Ecocenter). (In Russian).