Ellinaite

Ellinaite
Classificazione Strunz (ed. 10)4.BC[1]
Formula chimicaCaCr2O4[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinoortorombico[3]
Parametri di cellaa = 9,0875(2) Å, b = 2,9698(1) Å, c = 10,6270(3) Å, V = 286,80(2) ų,[4] Z = 4[5]
Gruppo puntuale2/m 2/m 2/m[6]
Gruppo spazialePnma (nº 62)[3]
Proprietà fisiche
Densità calcolata5,217[7] g/cm³
Durezza (Mohs)4,5 - 5[6]
Sfaldaturanon osservata[7]
Fratturairregolare[7]
Colorenero (Israele); verde brillante[6]
Lucentezzasemi metallica[6]
Opacitàtrasparente; opaca (Israele)[6]
Striscionero[7]
Diffusionerara
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L'ellinaite (simbolo IMA: El[8]) è un minerale appartenente al supergruppo della marokite appartenente alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" con composizione chimica CaCr2O4.[2]

L'ellinaite è l'analogo del cromo dell'harmunite.[3]

Etimologia e storia

L'ellinaite è stata chiamata in questo modo in onore della prof.ssa Ella (Ellina) Vladimirovna Sokol (Эллина Владимировна Сокол), specialista in mineralogia pirometamorfica presso l'Istituto Sobolev di geologia e mineralogia, ramo siberiano dell'Accademia russa delle scienze.[7]

Il campione tipo è depositato presso del Museo mineralogico "A.J. Fersman", dell'Accademia russa delle scienze (RAS) con il numero di catalogo 5439/1 (olotipo), presso il Museo geologico della Siberia centrale, Istituto di geologia e mineralogia "V.S. Sobolev", filiale siberiana della RAS con il numero di catalogo VII-102/1 (olotipo) e presso l'Istituto di geochimica e chimica analitica Vernadsky, nella collezione "F.V. Kaminsky" con il numero di catalogo 8/108 (cotipo).[3]

Classificazione

Essendo stata riconosciuta dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) come specie minerale nel 2019, l'ellinaite non è elencata né nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß (aggiornata nel 2018), né nella classificazione dei minerali di Dana, così come non compare nella nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[9]

Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, dove l'ellinaite è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.B Metallo:Ossigeno = 3:4 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alle dimensioni dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo che l'ellinaite possa essere trovata nella sezione "4.BC Con catione di dimensione media e grande" dove forma il sistema nº 4.BC insieme all'addibischoffite.[1]

Abito cristallino

L'ellinaite cristallizza nel sistema ortorombico con il gruppo spaziale Pnma (gruppo nº 62) con i parametri reticolari a = 9,0875(2) Å, b = 2,9698(1) Å e c = 10,6270(3) Å,[4] oltre a 4 unità di formula per cella unitaria.[5]

Origine e giacitura

L'ellinaite ha genesi differente a seconda del luogo di ritrovamento: nelle lave pirometamorfiche (per campioni provenienti da Israele, dove è in paragenesi con pirrotite ricca di cromo, gehlenite, rankinite, larnite-flamite, perovskite ricca di silicio, fluorapatite, cuspidina, cromite-magnesiocromite, silicati di calcio idrati) e marmo (per campioni provenienti dalla Giordania, dove è in paragenesi con calcite, ettringite, mcconnellite, fluorapatite, priscillagrewite-(Y), brownmillerite, minerali della serie della srebrodolskite e cuprite); è stata trovata in un diamante (Brasile, in paragenesi con grafite). Si forma in condizioni altamente ridotte ad alte temperature (superiori a 1000 °C).[6]

L'ellinaite è un minerale piuttosto raro ed è stato trovato solo presso Juína in Brasile e nella formazione "Hatrurim" in Israele, che sono entrambe considerate località tipo per il minerale; è segnalato un ritrovamento del minerale anche nel governatorato di Amman (Giordania).[10][11]

Forma in cui si presenta in natura

L'ellinaite si trova nelle inclusioni allungate nella pirrotite con dimensioni fino a 20 μm (per campioni rinvenuti in Giordania) o in diamante con dimensioni fino a circa 2 µm (Brasile).[6] Il colore è stato trovato di colore nero con trasparenza opaca (Israele), ma anche verde brillante.[6] Il colore del suo striscio sulla mattonella di prova è comunque nero.[7]

Note

  1. ^ a b (EN) Strunz-mindat (2025) Classification - With medium-sized and large cations, su mindat.org. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  2. ^ a b (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: November 2024 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, novembre 2024. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  3. ^ a b c d (EN) Ritsuro Miyawaki, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, IMA Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) – Newsletter 53 (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 32, n. 1, 2020, pp. 209-213, DOI:10.5194/ejm-32-209-2020. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  4. ^ a b (EN) Irina O. Galuskina, Marcin Stachowicz, Krzysztof Woźniak, Yevgeny Vapnik e Evgeny Galuskin, Mcconnellite, CuCrO2 and ellinaite, CaCr2O4, from varicoloured spurrite marble of the Daba-Siwaqa area, Hatrurim Complex, Jordan, in Mineralogical Magazine, vol. 85, n. 3, 2021, pp. 387-397, DOI:10.1180/mgm.2021.27. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  5. ^ a b (DE) Ellinaite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  6. ^ a b c d e f g h (EN) Ellinaite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  7. ^ a b c d e f (EN) Ellinaite, su mindat.org. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  8. ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  9. ^ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 18 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  10. ^ (EN) Localities for Ellinaite, su mindat.org. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  11. ^ (DE) Ellinaite (Occurrences), su mineralienatlas.de. URL consultato il 18 gennaio 2025.

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