Giovani ottomani

Il movimento nazionalista dei Giovani ottomani (in turco Yeni Osmanlilar) nacque nel 1865 nell'Impero ottomano, sotto il regno di Abdul Aziz.

Il movimento

Si trattò di un gruppo di modernizzatori, formato per lo più da giovani intellettuali che avevano prestato servizio nel dipartimento imperiale di Traduzione e dunque aggiornati sulle novità intellettuali europee[1]. Il più eminente rappresentante fu Nāmiq Kemāl, e che trovarono il loro punto di riferimento nel principe egiziano Mustafa Fazyl. I tempi non erano ancora maturi e su di loro cadde la condanna del sultano che li costrinse a scegliere tra l'esilio ed il confino in una sperduta provincia. Essi optarono per l'esilio e si recarono in Europa, da cui avrebbero fatto ritorno solo all'epoca delle riforme costituzionali di Abdul Hamid II.

Il pensiero

I giovani ottomani insistevano sull'idea dell'ottomanismo, nel senso moderno di una identità statuale, ma senza che ciò escludesse l'appartenenza islamica. Il movimento, sulla spinta delle Tanzimat, puntava a una modernizzazione dell'impero in senso occidentale ed europeo, ma senza per questo abbandonare le radici musulmane. Ebbero un indirizzo decisamente parlamentarista e spinsero per il passaggio dall'assolutismo a una monarchia costituzionale ispirata al modello francese.

Note

  1. ^ Marc David Baer, Gli ottomani. Khan, cesari e califfi, traduzione di Valerio Pietrangelo, Einaudi, 2023, p. 349, ISBN 9788806257460.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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