Lingua valacca

Mappa dei comuni della Serbia in cui il rumeno o il "valacco" sono stati dichiarati come lingua madre nel censimento serbo del 2002.

     1–5%

     5–10%

     10–15%

     15–25%

     25–35%

     oltre il 35%

La lingua valacca (Vlaški jezik in serbo, limba valahă in rumeno, limba armãnã/armãneashti in valacco) è la lingua madre dei Valacchi di Serbia e rappresenta un insieme non codificato di dialetti daco-romeni, appartenenti al gruppo delle lingue romanze orientali.

I Carani, che vivono nelle pianure intorno a Zaječar, Negotin e Kladovo, parlano il dialetto del Timok di Krajina; gli Unguriani, sottogruppo dei Valacchi insediato nelle zone montuose come quelle di Homolje, Zvižd, Stig, Braničevo, Mlava, Resava e Morava, parlano invece il dialetto di Braničevo e Homolje

Le regioni di Porečka Reka e Crnorečje costituiscono una zona dialettale di transizione, la cui popolazione era tradizionalmente chiamata Munćani. Il parlato dei Munćani è molto più vicino a quello degli Unguriani, con i quali condividono più somiglianze rispetto ai Carani. Oltre alle comprensibili differenze lessicali — dovute a due diverse economie, ovvero la pastorizia e l’agricoltura — le differenze più evidenti sono di tipo fonetico: i Carani usano i suoni č/ć e dž/đ, ma non presentano l’affricata dz né i suoni palatalizzati ś e ź; gli Unguriani, invece, non usano č e dž, ma possiedono ć, đ, ś, ź e l’affricata dz, che nei Carani è sostituita dal suono z.

Un’altra caratteristica degli Unguriani è l’uso delle forme pră/dă per i preposizioni "po" e "od", mentre nei Carani e nei Munćani queste appaiono come pi/pe/pje e đi/đe rispettivamente.

Particolarità dialettologiche si riscontrano anche nel parlato dei Bufani a Majdanpek e dei Rom a Brodica presso Kučevo e a Lukovo vicino Boljevac. La lingua rumena è ampiamente parlata in Serbia, dove vive una numerosa popolazione di madrelingua romeni. Questa comunità si suddivide principalmente tra gli Romeni della regione autonoma della Voivodina e i rumeni[1]/valacchi della Valle del Timok, situata nella Serbia centrale.

I valacchi e altri parlanti rumeni del Timok usano varianti arcaiche del dialetto rumeno del Banato e del dialetto oltenoco. Tuttavia, una parte di questa comunità non si identifica etnicamente come romena[2], e la lingua che parlano non è riconosciuta ufficialmente come rumeno in Serbia. Nel Paese si è tentato di standardizzare una cosiddetta "lingua valacca", utilizzando un alfabeto cirillico, processo che ha suscitato critiche in Romania. Inoltre, i tentativi di introdurre risorse e istruzione in lingua rumena nella regione del Timok sono stati più volte ostacolati dalle autorità serbe.

Nel gennaio 2020, l’Accademia rumena e l’Accademia delle Scienze della Moldavia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, la Declaration on Unity of Romanian Language, in cui condannano ogni tentativo di politicizzazione della lingua rumena.[3]

Nel febbraio successivo, l’Accademia rumena ha rivolto un appello alla Accademia serba delle scienze e delle arti affinché contribuisse alla "normalizzazione della situazione esposta", riferendosi ai tentativi di politicizzare l’uso del rumeno in Serbia.[4]

Note

  1. ^ Violation of the human rights of the Romanian ethnic minority in Serbia, su assembly.coe.int.
  2. ^ Jürgen Herman, Report 11528 on the situation of national minorities in Vojvodina and of the Romanian ethnic minority in Serbia, su pace.coe.int, 14 February 2008.
  3. ^ Romanian Academy, Declaration on Unity of Romanian Language (PDF), su acad.ro, 30 January 2020.
  4. ^ Romanian Academy, Letter to the Serbian Academy of Sciences and Arts (PDF), su acad.ro, 20 February 2020.