Lorenzo Bezzi

Lorenzo Bezzi
NascitaTortona, Italia (bandiera) Italia, 22 ottobre 1906
MorteMar Mediterraneo, 27 giugno 1940
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataRegia Marina
Anni di servizio1926-1940
GradoCapitano di corvetta
GuerreSeconda guerra mondiale
Studi militariAccademia navale di Livorno
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Lorenzo Bezzi (Tortona, 22 ottobre 1906Mar Mediterraneo, 27 giugno 1940) è stato un militare italiano.

Biografia

Nacque a Tortona il 22 ottobre 1906. Conseguita la maturità classica, divenne allievo dell'Accademia navale di Livorno il 26 novembre 1921 e ne uscì nel 1926 col grado di guardiamarina. Imbarcato brevemente su diverse unità di superficie, fu inviato nel 1927 al 1º Reggimento "San Marco" di Tientsin, allora colonia italiana, e nel febbraio 1928 imbarcò a Shanghai sull'esploratore Libia.[1]

Tornato in Italia, ebbe varie destinazioni d'imbarco fino a quando nel 1937 non fu posto a disposizione del Ministero degli affari esteri per un incarico speciale presso il governo cinese. Rientrato nuovamente in Italia, fu promosso nel 1939 a capitano di corvetta ed ebbe il comando della torpediniera Albatros, del sommergibile H.4, della torpediniera Giacinto Carini e infine del sommergibile Console Generale Liuzzi. Al comando del Liuzzi, il 27 giugno 1940 fu attaccato da cinque unità britanniche nel mar Mediterraneo orientale e fu costretto alla riemersione in seguito alle avarie riportate, tra cui il blocco delle armi di bordo; dopo aver messo in salvo l'equipaggio, provocò l'autoaffondamento del sommergibile, seguendone la sorte.[1]

Fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[1] Il comune di Roma gli ha dedicato una via, ricompresa poi nel territorio del comune di Fiumicino, mentre la Marina Militare gli ha dedicato la Scuola sottufficiali di Taranto.[2]

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor miliare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria
«Comandante di sommergibile in missione di guerra in acque intensamente vigilate dall'avversario veniva avvistato e sottoposto a violenta prolungata caccia. Impossibilitato a mantenere l'immersione per gravi danni subiti dall’Unità, emergeva con l'intento di impegnare l'avversario in superficie. Accerchiato a breve distanza e fatto segno al fuoco di cinque CC.TT., visto vano ogni tentativo di difesa per il mare agitato che impediva l'uso del cannone, decideva l'autoaffondamento del sommergibile. Messo in salvo l'equipaggio dopo aver ordinato il saluto alla voce, divideva volontariamente la estrema sorte dell'unità al suo comando rientrando nello scafo e chiudendo, con freddo e cosciente atto, su di se il portello della torretta. Confermava in tale modo elevate virtù militari e di comando e faceva rifulgere con il proprio gesto la nobile tradizione di eroismo della gente di mare.»
— 27 giugno 1940

Note

  1. ^ a b c Lorenzo BEZZI, su marina.difesa.it, Marina Militare. URL consultato il 21 aprile 2025.
  2. ^ Scuola sottufficiali Taranto, su marina.difesa.it, Marina Militare. URL consultato il 21 aprile 2025.