Rosasite

Rosasite
Classificazione StrunzV/C.01-80
Formula chimica(Cu,Zn)2(CO3)(OH)2
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinoMonoclino
Parametri di cellaa=12,873, b=9,354, c=3,156, Z=4, β= 110,36° V = 356,28[1]
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeP 21/a
Proprietà fisiche
Densità4,0-4,2 g/cm³
Densità calcolata4,14[1] g/cm³
Durezza (Mohs)4
Sfaldaturafacile
Fratturairregolare
Coloreverde-azzurro[2]
Lucentezzada vitrea a sericea
Opacitàda trasparente a traslucido[1]
Striscioverde-azzurro[2]
Diffusionepiuttosto raro[2]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La rosasite è un minerale, un idrossicarbonato di rame e zinco, che prende il nome dalla miniera di Rosas, presso il comune di Narcao nel territorio sardo del Sulcis, dov'è stata scoperta dal geologo Domenico Lovisato[3].

Abito cristallino

In croste o microscopici cristalli.[2]

Origine e giacitura

L'origine della rosarite è secondaria, per cui si trova nei luoghi di ossidazione delle miniere di rame, zinco e piombo.[2]

Forma in cui si presenta in natura

In cristalli microscopici che formano delle masse globulari o botrioidali[2], cioè mammellonari[4] oppure in croste mammellonari fibrose.[2]

Luoghi di ritrovamento

Note

  1. ^ a b c Dati Webmin
  2. ^ a b c d e f g h i j Autori vari, Scheda Rosasite in "Il magico mondo dei minerali & gemme, De Agostini, (1993-1996) Novara
  3. ^ Domenico Lovisato, Rosasite, nuovo minerale della miniera di Rosas (Sulcis, Sardegna), Tip. della R. Accademia dei Lincei, 1908
  4. ^ botrioidale, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  5. ^ Carlo Maria Gramaccioli, Rosasite in "I minerali dalla A alla Z vol.2°" pag. 462-463, Peruzzo editore, 1988 Milano

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Collegamenti esterni

  • (EN) Webmin, su webmineral.com.