Periodo umido africano

Con l'espressione periodo umido africano, compreso all'incirca tra 14 600 e 5 500 anni fa, ci si riferisce al più recente periodo climatico in cui l'Africa settentrionale era più umida rispetto a oggi. La sostituzione di gran parte del territorio desertico del Sahara con graminacee, alberi e laghi (il cosiddetto Sahara verde) fu causata da variazioni dell'orbita terrestre attorno al Sole; il cambiamento della vegetazione e della copertura sabbiosa del Sahara rafforzò il monsone africano e contribuì all'aumento dei gas serra, determinando una contrazione del deserto sahariano.
Aspetti cronologici
Il periodo umido africano si colloca tra il Pleistocene superiore[1] e la prima parte dell'Olocene,[2] ed è stato caratterizzato da un aumento delle precipitazioni nell'Africa settentrionale e occidentale,[3] associato a uno spostamento verso nord della cintura tropicale delle piogge.[4]
È considerato una fluttuazione climatica significativa all'interno dell'Olocene, periodo generalmente stabile dal punto di vista climatico.[5] Rientra nell'optimum climatico olocenico, caratterizzato da estati più calde rispetto a quelle attuali nell'emisfero boreale.[6] Questo optimum è stato registrato anche nella penisola arabica,[7] nei Caraibi[8] e nell'area del Mediterraneo.[9] Il periodo umido africano è talvolta suddiviso in due fasi: la prima, più intensa e piovosa, si protrasse fino a circa 8 000 anni fa; la seconda, più moderata, ebbe inizio successivamente.[10]
Questo evento climatico non fu isolato: esistono infatti evidenze di circa 230 periodi umidi precedenti in cui il Sahara era verde e più umido, risalenti fino alla formazione del deserto stesso, avvenuta circa 7-8 milioni di anni fa.[11] Tra questi si segnalano, ad esempio, i periodi corrispondenti agli stadi isotopici marini 5a e 5c.[12] Tali episodi umidi sono in genere associati a fasi interglaciali, mentre i periodi glaciali corrispondono solitamente a condizioni aride.[13] L'interstadiale Bølling-Allerød risulta sincrono con l'inizio del periodo umido africano,[14][15][16] così come l'aumento dell'umidità nella penisola arabica;[17] successivamente, il periodo umido coincide cronologicamente con il periodo Atlantico della sequenza di Blytt-Sernander.[18]
I periodi umidi precedenti sembrano essere stati, in alcuni casi, più intensi rispetto a quello dell'Olocene;[19][20] in particolare, il periodo umido dell'Eemiano – particolarmente marcato – fu quello che consentì ai primi esseri umani di attraversare l'Africa settentrionale e la penisola arabica.[21] A esso, insieme ad altri periodi umidi, si associa l'espansione della cultura ateriana.[22]
Situazione prima del periodo umido africano

Durante l'ultimo massimo glaciale, cioè prima dell'ultimo periodo umido africano, il Sahara e il Sahel erano diventati estremamente aridi,[23] con un livello di precipitazioni inferiore a quello attuale,[24][25] come evidenziato dall'estensione delle dune e dai livelli dell'acqua nei bacini endoreici.[23]
Il Sahara aveva un'estensione più vasta rispetto a quella odierna,[26] spingendosi fino a 500-800 km più a sud,[27] pari a circa 5° di latitudine.[28] Le dune si avvicinavano all'equatore,[27][29] e si erano formate anche in Arabia, Israele[30] e sul fondale marino esposto del Golfo Persico,[31] dove si registrava un incremento della sedimentazione sabbiosa. Le foreste pluviali si erano ritirate, lasciando spazio a zone afromontane; la savana, le temperature, le precipitazioni e l'umidità risultavano fortemente ridotte.[32][33]
L'attività umana nel Sahara e in Arabia è scarsamente documentata, e le fonti non sono sempre concordi, riflettendo le difficoltà derivanti dalla natura arida del periodo.[34][35][36] L'aridità dell'ultimo massimo glaciale sembra essere stata causata dal clima più freddo e dall'espansione delle calotte polari, che restrinsero la cintura monsonica verso l'equatore e indebolirono il monsone dell'Africa occidentale. Anche il ciclo dell'acqua, la circolazione di Walker e la cella di Hadley si trovavano in una fase di debolezza.[32] Le fasi di estrema aridità sono collegate agli eventi di Heinrich,[37] che si verificano quando un gran numero di iceberg si riversa nell'Atlantico settentrionale;[38] la formazione di grandi quantità di iceberg tra 21 000 e 11 500 anni fa coincise con gravi siccità nelle regioni subtropicali.[39]
Prima dell'inizio del periodo umido, si ritiene che i laghi Vittoria, Alberto, Edoardo,[27] Turkana[40] e le paludi del Sudd si fossero prosciugati.[27] Il Nilo Bianco era divenuto un fiume stagionale,[27] il cui corso, come quello del Nilo principale, era sbarrato dalle dune.[41][42] Il delta del Nilo era parzialmente disseccato, con pianure sabbiose che si estendevano tra canali effimeri e il fondale marino prosciugato, e costituiva la principale fonte di sabbia per la formazione dell'erg, il deserto di dune,[43] più a est.[44] Altri laghi africani, come il lago Ciad e il lago Tanganica, subirono una drastica contrazione in questo periodo,[45] anche se alcuni bacini lacustri rimasero relativamente stabili in aree dove le temperature più fredde avevano ridotto l'evaporazione.[33] I fiumi Niger e Senegal si erano fortemente ridotti.[46]
Primi incrementi del livello di umidità
Non è chiaro se alcune aree del deserto, come la zona collinare di Itbay lungo le sponde egiziane del Mar Rosso, siano state raggiunte dai venti occidentali[47] o da fenomeni meteorologici legati alla corrente a getto subtropicale,[48] ricevendo quindi una maggiore quantità di precipitazioni. Questo risulta accertato solo per il Maghreb, nell'Africa nordoccidentale,[47] sebbene anche l'andamento dei corsi fluviali,[29] la formazione di terrazzi fluviali,[42] lo sviluppo di laghi nei massicci montuosi del Tibesti e del Jebel Marra,[49][50] e il flusso residuale del Nilo possano essere spiegati attraverso dinamiche simili.[51] Gli altopiani dell'Africa, in ogni caso, sembrano essere stati meno colpiti dalla siccità durante l'ultimo massimo glaciale.[52]
La fine del periodo arido glaciale si colloca tra 17 000 e 11 000 anni fa,[50] con un inizio anticipato nei monti del Sahara,[33] dove potrebbe essere cominciato già 18 500 anni fa.[33] Inizi precoci sono plausibili anche nell'Africa centrale e meridionale, rispettivamente intorno a 17 500 e 17 000 anni fa, in connessione con il riscaldamento dell'Antartide,[32][53] mentre il lago Malawi sembra aver mantenuto un basso livello delle acque fino a circa 10 000 anni fa.[54]
Livelli più alti delle acque lacustri si registrarono nelle aree montuose del Jebel Marra e del Tibesti tra 15 000 e 14 000 anni fa,[27] mentre lo stadio più recente della glaciazione nei monti dell'Alto Atlante coincise con l'inizio del periodo umido africano.[55] Circa 14 500 anni fa cominciarono ad apparire i primi laghi nelle zone aride.[1]
Inizio
Il periodo umido africano ebbe inizio tra 15 000[53][56] e 14 500 anni fa. In passato si riteneva che fosse iniziato intorno a 9 000 anni fa, ma che fosse stato interrotto dal Dryas recente;[57] tuttavia, questa interpretazione è oggetto di dibattito.[58] Alcune curve del livello lacustre indicano infatti incrementi graduali, con fasi di salita attorno a 15 000 ± 500 e tra 11 500 e 10 800 anni fa, ovvero prima e dopo il Dryas recente.[1][59]
L'inizio del periodo umido sembra essersi verificato quasi simultaneamente in tutta l'Africa settentrionale (anche se non è chiaro se ciò valga per il Sahara orientale[60]) e in quella tropicale,[61] con effetti che si estesero fino all'isola di Santo Antão, a Capo Verde.[62][63] Nella penisola arabica, invece, le condizioni umide impiegarono quasi due millenni per avanzare verso nord,[60][64] con una progressione graduale attestata anche da dati tefrocronologici.[65]
Il lago Vittoria riapparve ed esondò,[1] seguito anche dal lago Alberto, che riversò le sue acque nel Nilo Bianco tra 15 000 e 14 500 anni fa, mentre il lago Tana esondò nel Nilo Azzurro. Il Nilo Bianco allagò ampie porzioni della sua vallata, ricongiungendosi con il corso principale del fiume.[56] In precedenza si pensava che tali eventi si fossero verificati 7 000 o 13 000 anni fa,[56] ma studi più recenti collocano il ricongiungimento del Nilo tra 15 000 e 14 500 anni fa.[66]
Nel periodo in cui il Nilo aveva un corso irregolare, in Egitto si verificarono estese alluvioni,[27] le più ampie nella storia del fiume,[67] con deposizione di sedimenti alluvionali nelle pianure adiacenti[68] e con un probabile impatto sulle popolazioni che vivevano lungo le rive.[69] Già in epoche precedenti, tra 17 000 e 16 800 anni fa, in Etiopia le acque di fusione dei ghiacciai – in fase di ritiro – avevano iniziato ad aumentare il flusso idrico e sedimentario del Nilo.[70] Nel Rift dell'Africa orientale, il livello dell'acqua nei laghi cominciò a salire intorno a 15 500/15 000[71] o, secondo altre fonti, 12 000 anni fa.[72] Il lago Kivu iniziò a esondare nel lago Tanganica attorno a 10 500 anni fa.[73]
Nello stesso tempo in cui prendeva avvio il periodo umido africano, il clima glaciale in Europa, associato all'evento di Heinrich 1, stava terminando,[1] con cambiamenti climatici che si estendevano fino all'Australasia.[27] Il riscaldamento e il ritiro del ghiaccio marino attorno all'Antartide coincisero con l'inizio del periodo umido africano,[74] anche se l'inversione fredda antartica si colloca proprio in questo stesso arco temporale.[32]
Cause
Il periodo umido africano fu causato da un'intensificazione del monsone dell'Africa occidentale,[75] innescata da variazioni dell'insolazione e dell'albedo,[76] che portarono a un'accresciuta importazione di umidità dall'Oceano Atlantico equatoriale e dal Mar Mediterraneo verso l'Africa mediterranea.[77][78]
A questo si aggiunsero complesse interazioni con la circolazione atmosferica extratropicale e tra le masse d'aria umida provenienti dall'Atlantico e dall'Oceano Indiano,[79] nonché un'intensificata sovrapposizione tra le aree interessate dal monsone e quelle raggiunte dai cicloni extratropicali.[80]
I modelli climatici indicano che la transizione tra un Sahara arido e uno verde (e viceversa) segue una dinamica di tipo soglia, per superare la quale è necessario raggiungere un determinato livello di insolazione;[1] allo stesso modo, una graduale diminuzione dell'insolazione può determinare un rapido ritorno alle condizioni aride preesistenti.[81]
Tale comportamento dipende da vari processi di retroazione (feedback) che si attivano,[82] e i modelli climatici ammettono spesso la coesistenza di più stati climatici stabili, ciascuno associato a una specifica configurazione vegetazionale.[83] Le variazioni della temperatura superficiale marina e della concentrazione di gas serra risultano in sincronia con l'inizio del periodo umido in tutta l'Africa.[61]
Cambiamenti orbitali

Il periodo umido africano viene attribuito a un aumento dell'insolazione estiva nell'emisfero boreale.[82] A causa della precessione, varia la stagione in cui la Terra si trova al perielio, ossia nel punto della sua orbita più vicino al Sole; il massimo dell'insolazione estiva si verifica quando ciò avviene durante l'estate boreale.[84] Tra 11 000 e 10 000 anni fa, la Terra si trovava al perielio proprio in coincidenza con il solstizio d'estate dell'emisfero nord, provocando un incremento dell'irraggiamento solare di circa l'8%.[1] Questo aumento rese il monsone africano più intenso e ne spinse l'influenza fino a latitudini più settentrionali.[85] Anche l'inclinazione assiale diminuì nel corso dell'Olocene,[86] ma il suo impatto sul clima si manifestò principalmente alle alte latitudini, e non è chiaro se abbia influenzato direttamente il monsone africano.[87]
Durante l'estate, il riscaldamento solare è maggiore sulla terraferma del Nordafrica rispetto all'oceano, generando un'area di bassa pressione che attira aria umida e precipitazioni dall'Oceano Atlantico.[1][88] Questo meccanismo fu rafforzato dall'aumento dell'insolazione estiva,[89] producendo un monsone più vigoroso, in grado di estendersi verso nord.[86] L'intensità di questa circolazione atmosferica e le precipitazioni associate variano in funzione dell'insolazione estiva, con effetti che si estendono fino alle regioni subtropicali.[1]
L'inclinazione assiale e la precessione rappresentano due delle principali componenti dei cicli di Milanković; esse sono responsabili non solo dell'inizio e della fine delle ere glaciali,[90] ma anche delle variazioni nell'intensità dei monsoni.[87]
Effetti collegati alla variazione dell'albedo
Secondo i modelli climatici,[11] i cambiamenti orbitali da soli non sono sufficienti a far aumentare il livello delle precipitazioni sull'Africa settentrionale a un punto tale da consentire la formazione di grandi laghi nel deserto, come il Lago MegaCiad (la versione espansa dell'attuale Lago Ciad),[91] che raggiunse un'estensione di circa 330000 chilometri quadrati,[1] paragonabile a quella odierna del Mar Caspio.[92][93] Né i cambiamenti orbitali, da soli, riescono a spiegare l'espansione verso nord della vegetazione,[86][94][95] a meno che non vengano considerati anche i cambiamenti nella superficie terrestre e oceanica.[82]
Un ruolo determinante è svolto dalla diminuzione dell'albedo, provocata dall'aumento della copertura vegetale, che contribuisce in modo significativo all'aumento delle precipitazioni.[1] Un incremento delle piogge stimola la crescita della vegetazione, la quale assorbe più radiazione solare, riducendo la quantità di energia riflessa e lasciando più energia disponibile per il rafforzamento del monsone. Inoltre, l'accresciuta evapotraspirazione della vegetazione aumenta il contenuto di umidità nell'atmosfera, sebbene questo effetto sia meno marcato rispetto a quello derivante dalla riduzione dell'albedo.[57] Anche il flusso di calore nel suolo e i tassi di evaporazione risultano influenzati dalla presenza vegetale.[14]
Oltre alla quantità complessiva di precipitazioni, cambia anche la loro stagionalità: per valutare correttamente l'impatto dei cambiamenti climatici sulla vegetazione, occorre considerare anche la durata della stagione secca,[96] nonché l'effetto fertilizzante legato all'aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica.[14]
Altre cause di variazione dell'albedo
I cambiamenti nelle proprietà del suolo influiscono sensibilmente sul regime monsonico: ad esempio, la sostituzione del suolo desertico con terreni limosi comporta un aumento delle precipitazioni,[1] mentre suoli umidi[14] o ricchi di materia organica riflettono meno la luce solare, accelerando così il processo di umidificazione.[11] Anche la variazione dell'umidità del suolo[97] e delle caratteristiche fisiche della sabbia desertica incide sull'albedo.[14]
Nei modelli climatici, la presenza di laghi o zone umide[76] ha dimostrato di influenzare direttamente i livello di precipitazione.[1] Inoltre, la ridotta produzione di polvere atmosferica, derivante da un Sahara più umido, modifica il clima,[98] riducendo la quantità di luce assorbita dalle particelle sospese e alterando le proprietà delle nubi: queste ultime, meno riflettenti, diventano più efficienti nell'indurre la formazione di piogge.[11][99][100]
Nei modelli climatici, una riduzione della polvere troposferica, insieme a variazioni nella copertura vegetativa, è spesso (anche se non sempre) in grado di spiegare l'espansione verso nord del monsone.[101][102] Tuttavia, non vi è consenso unanime sull'effettivo ruolo della polvere nella modulazione delle precipitazioni nel Sahel.[11]
Cambiamenti nella zona di convergenza intertropicale
Il riscaldamento del clima extratropicale durante le estati sembra aver spinto verso nord la zona di convergenza intertropicale,[101] con un conseguente aumento delle precipitazioni nelle regioni subsahariane.[103]
La temperatura della superficie del mare al largo del Nordafrica era aumentata in seguito ai cambiamenti dell'orbita terrestre e anche a causa dell'indebolimento degli alisei; ciò contribuì allo spostamento verso nord della zona di convergenza e determinò un incremento del gradiente di umidità tra la terraferma e l'oceano.[57][104] A questo cambiamento contribuì anche il gradiente termico tra l'Oceano Atlantico, più freddo in primavera, e la massa continentale africana, nonché la differenza tra le temperature più elevate a nord del 10° parallelo e quelle più basse a sud.[105]
Le fluttuazioni della zona di convergenza intertropicale ebbero invece un impatto limitato sulla variazione delle precipitazioni nell'Africa orientale,[106][107] e non è certa la loro influenza sulle condizioni climatiche della penisola arabica.[108]
Variazione delle precipitazioni nell'Africa orientale
Nell'Africa orientale, il periodo umido sembra essere stato collegato a meccanismi differenti,[109] tra cui:
- una diminuzione della stagionalità delle precipitazioni,[110] legata a un aumento delle piogge durante la stagione secca;[111]
- un incremento delle precipitazioni annuali complessive o una riduzione della durata della stagione secca;[112]
- un aumento dell'afflusso di umidità sia dall'Oceano Atlantico che dall'Oceano Indiano. L'afflusso umido atlantico fu in parte innescato dal rafforzamento del monsone indiano e di quello dell'Africa occidentale, il che potrebbe spiegare l'estensione del periodo umido fino all'emisfero australe.[106][113]
Non è del tutto chiaro quale sia stato l'effetto degli alisei: da un lato, l'aumentato trasporto di umidità da parte dei venti orientali potrebbe aver favorito lo sviluppo del periodo umido;[75] dall'altro, un rafforzamento del monsone indiano potrebbe aver deviato i venti orientali lontano dall'Africa orientale.[114]
Sopra il bacino del Congo esiste una zona di interazione tra i venti umidi provenienti dall'Oceano Indiano e quelli provenienti dall'Atlantico, nota come Congo Air Boundary.[112] È possibile che, durante il periodo umido, questa linea di convergenza si sia spostata o ampliata,[115] oppure che sia stata spinta verso est dai venti occidentali,[113] a causa della bassa pressione sull'Africa settentrionale,[116] permettendo un'ulteriore penetrazione dell'umidità atlantica.[117] Le regioni dell'Africa orientale escluse da questo afflusso atlantico non conobbero un aumento significativo delle precipitazioni durante il periodo umido,[58] anche se in un sito della Somalia si registrò una riduzione della stagionalità delle piogge.[118]
Queste diverse cause dell'aumento dell'umidità in Africa orientale sembrano aver avuto un ruolo preponderante soprattutto all'inizio e alla fine del periodo umido africano.[119] Il concetto stesso di un "periodo umido africano" esteso anche a quest'area ha sollevato alcune critiche.[120]
Anche l'aumento della concentrazione di gas serra potrebbe aver contribuito all'insorgenza del periodo umido nell'Africa tropicale sudorientale;[121] in teoria, infatti, ci si sarebbe dovuti aspettare che i cambiamenti orbitali producessero in quella regione effetti climatici opposti a quelli osservati nell'emisfero boreale,[122] ma le poche evidenze disponibili sul clima pregresso non sembrano confermare del tutto questa ipotesi.[123]
Fattori addizionali
I cambiamenti climatici alle latitudini più settentrionali possono aver contribuito all'insorgenza del periodo umido africano.[75] Il ritiro della calotta glaciale scandinava e del ghiacciaio laurenziano in Nord America coincide con l'inizio di questo periodo;[14] nei modelli climatici, infatti, tale ritiro è spesso necessario per simulare un periodo umido.[14] La presenza delle calotte glaciali può anche spiegare perché il periodo umido africano non iniziò subito dopo il primo picco d'insolazione: le masse glaciali, infatti, mantenevano basse le temperature.[124]
Anche le variazioni della temperatura superficiale dell'Oceano Atlantico influenzano il monsone africano[75] e potrebbero aver inciso sull'avvio del periodo umido. Alisei più deboli e una maggiore insolazione favoriscono il riscaldamento delle acque oceaniche, aumentando così il gradiente di umidità tra mare e terra e, di conseguenza, le precipitazioni.[57] Furono coinvolte anche modifiche del gradiente termico nel Nord Atlantico.[88]
Il riscaldamento del Mar Mediterraneo incrementa le precipitazioni nel Sahel; questo meccanismo è stato identificato anche come causa dell'attuale aumento delle piogge nella stessa area, in relazione al riscaldamento globale di origine antropica.[11] È probabile che l'aumento della temperatura superficiale del mare abbia contribuito anche all'incremento delle precipitazioni registrato nel Mediterraneo durante il periodo umido africano.[108]
L'aumento delle precipitazioni invernali, con l'espansione delle piogge di origine mediterranea, potrebbe aver contribuito all'instaurazione del periodo umido, specialmente nell'Africa settentrionale,[125][126][127] attorno al Mar Rosso,[27] nei massicci del Tibesti,[128][129] nell'Arabia settentrionale[108] e, più in generale, nelle aree di maggiore altitudine, dove il monsone non arrivava.[105] Tali precipitazioni potrebbero essersi estese ad altre parti del Sahara, causando una sovrapposizione tra le aree soggette a precipitazioni estive e quelle influenzate da piogge invernali,[130] mentre la fascia arida che separava le zone dominate dal monsone da quelle influenzate dai venti occidentali si ridusse o scomparve.[131]
Questi cambiamenti, legati alle precipitazioni di origine mediterranea, sembrano correlati con le variazioni dell'Oscillazione Nord Atlantica e dell'Oscillazione Artica.[125] Inoltre, è stato proposto che il trasporto verso nord di umidità da parte di saccature atmosferiche durante la primavera e l'autunno abbia contribuito ad aumentare le precipitazioni, colmando così la loro sottostima nei modelli climatici.[76] In uno di questi modelli, l'incremento del trasporto umido da parte delle saccature aumenta la piovosità autunnale nel Sahara, soprattutto verso la metà dell'Olocene e in condizioni climatiche già umide.[132]
Anche l'indebolimento dell'anticiclone subtropicale africano è stato proposto, già negli anni Settanta e Ottanta, come concausa del periodo umido.[133] Nelle regioni montane, come il campo vulcanico di Meidob, le temperature ancora fredde dopo l'ultimo massimo glaciale potrebbero aver ridotto l'evaporazione e favorito un inizio precoce del periodo umido.[33]
Tra i fattori aggiuntivi ipotizzati vi sono anche cambiamenti del campo geomagnetico, potenzialmente collegati alla variazione dell'umidità.[134] Un accresciuto apporto di umidità da parte dei grandi laghi, come il Lago MegaCiad, potrebbe aver localmente aumentato le precipitazioni, anche se questo effetto non sembra sufficiente a spiegare l'intero fenomeno.[97] Un ruolo simile è stato attribuito alla presenza di vaste zone umide e laghi nel Sahara orientale,[33] così come all'ecosistema nel suo complesso.[135]
Anche l'aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica potrebbe aver contribuito all'innesco del periodo umido,[14] in particolare favorendone l'estensione oltre l'equatore,[136] e alla sua ripresa dopo il Dryas recente e l'evento di Heinrich 1, attraverso l'incremento della temperatura della superficie oceanica.[137]
In alcune regioni del Sahara, l'accresciuto apporto idrico dalle aree montane potrebbe aver sostenuto condizioni più umide.[138][139] È stato inoltre ipotizzato che foreste più estese in Eurasia abbiano contribuito allo spostamento verso nord della zona di convergenza intertropicale.[140]
Altri meccanismi proposti includono: la convezione sopra lo strato limite atmosferico,[141] un aumento dei flussi di calore latente,[99] la bassa pressione sull'Africa nordoccidentale che attirava umidità verso il Sahara,[142] variazioni periodiche del ciclo undecennale dell'attività solare[33] e complessi fenomeni legati alla dinamica dei flussi atmosferici.[143]
Effetti

Il periodo umido africano estese i suoi effetti sul Sahara, sull'Africa orientale (inclusa la regione del Triangolo di Afar[144][145]), sull'Africa sudorientale e su quella equatoriale. In generale, le foreste e la copertura boschiva si espansero in tutto il continente.[146]
Un episodio umido analogo si verificò anche nelle aree tropicali delle Americhe: nei Caraibi, in particolare, è stato identificato un episodio umido nel Medio Olocene, ben correlato al periodo umido africano, preceduto e seguito da fasi aride.[8] Episodi simili si registrarono anche in Cina, in varie regioni dell'Asia,[4][57][147][148][149], in India,[150] nel Medio Oriente e nella penisola arabica,[4][57][147][148][149] e sembrano anch'essi associati allo stesso forcing orbitale responsabile del fenomeno africano.[147] All'inizio dell'Olocene, un'espansione del monsone raggiunse perfino il deserto del Mojave in Nord America.[151] Al contrario, un episodio più secco è documentato in gran parte del Sud America: il livello dei laghi Titicaca e Junin, la portata del Rio delle Amazzoni e la disponibilità idrica nel deserto di Atacama risultarono sensibilmente ridotti.[152]
La portata di numerosi fiumi africani aumentò durante il periodo umido: tra essi il Sanaga[153] e altri corsi d'acqua del Camerun,[32] il Niger, il Congo,[153] il Nilo,[154] il Rio Campo[155] e il Rufiji.[156] Anche il deflusso delle acque provenienti dall'Africa equatoriale, nordorientale e dal Sahara occidentale crebbe in modo significativo.[157] L'incremento della portata fluviale comportò modificazioni nella morfologia dei sistemi idrografici e delle rispettive piane alluvionali;[32][155] il fiume Senegal, ad esempio, riuscì a scavarsi un varco tra le dune sabbiose e riprese a sfociare nell'Oceano Atlantico.[46]
Flora e fauna del Sahara

Durante il periodo umido africano, in tutto il Sahara, nel Sahel[85][89][158] e fino alla zona collinare lungo il Mar Rosso,[159] erano presenti laghi, fiumi, zone umide e una vegetazione composta da erbe e alberi, dando origine a quello che viene definito Sahara verde.[10] Le evidenze di questo paesaggio includono dati pollinici, siti archeologici, resti faunistici (come diatomee, mammiferi, crostacei, rettili, chiocciole), valli fluviali interrate, zolle ricche di materia organica, fanghi induriti, evaporiti e travertini deposti in ambienti subacquei.[2]
La copertura vegetale si estendeva su quasi tutto il Sahara[1] e consisteva principalmente in ampie savane ricche di arbusti e alberi.[88][160] In generale, la vegetazione si espanse verso nord,[4] raggiungendo il 27°-30° parallelo nell'Africa occidentale;[161][162] nel Sahel, il limite vegetativo si attestò attorno al 23° nord,[6] e il Sahara era coperto da specie vegetali che oggi si trovano tra i 400[163][164] e i 600 km più a sud.[165] Questo spostamento della vegetazione verso nord fu graduale e non uniforme, sia in termini di estensione sia nella composizione delle specie arboree coinvolte.[166]
Le foreste[167] e la vegetazione più densa si concentravano attorno a laghi e corsi d'acqua.[168] Il paesaggio non era uniforme, ma somigliava piuttosto a un mosaico di vegetazione semi-desertica e umido-tropicale,[169] piuttosto che a un semplice spostamento latitudinale delle specie;[170] si conservavano anche comunità vegetali giallastre e brune, adattate a condizioni più aride.[11] I dati pollinici indicano una predominanza delle graminacee rispetto agli alberi tipici delle foreste tropicali umide.[162]
Il clima del Sahara non divenne comunque omogeneo: le sue porzioni centro-orientali risultavano probabilmente più secche rispetto ai settori occidentali e centrali,[171] e il Mare di Sabbia libico rimase desertico,[11] sebbene le aree propriamente desertiche si riducessero, trasformandosi in zone aride o semi-aride.[172] Potrebbe essere sopravvissuta una cintura arida a nord del 22° parallelo,[173] mentre il monsone africano e la vegetazione potrebbero aver raggiunto latitudini comprese tra il 28° e il 31° nord;[94] tuttavia, le condizioni della fascia compresa tra il 21° e il 28° parallelo non sono ben conosciute.[174] Alcune aree in ombra pluviometrica rispetto alle catene montuose potrebbero aver conservato una vegetazione tipica dei climi aridi, come suggerito dai pollini trovati nei carotaggi.[175] La distribuzione nord-sud delle associazioni vegetali è stata ricostruita grazie all'analisi del polline e del carbone vegetale.[176]
Anche la fauna del Sahara mostrò cambiamenti significativi nel corso del periodo umido.[177] Tra gli animali presenti vi erano antilopi,[1] pesci gatto, vongole,[178] coccodrilli,[1] elefanti, gazzelle,[179] giraffe,[1] alcelafi, lepri,[179] ippopotami,[180][181] molluschi, persico del Nilo,[182] tilapie,[178] tartarughe[180] e numerose altre specie. In Egitto, il record faunistico include anche iena maculata, facocero, bufalo d'acqua, gnu e zebre.[183]
Alcune specie si espansero in tutto il deserto, mentre altre rimasero limitate alle zone con acque profonde.[182] È possibile che precedenti periodi umidi abbiano permesso la migrazione di varie specie attraverso aree oggi desertiche.[173] Una contrazione delle praterie all'inizio del periodo umido potrebbe spiegare il collo di bottiglia nella popolazione dei ghepardi,[184] mentre altre specie, come il piccolo topo multimammato di Hubert, si espansero durante il periodo umido.[185]
Presenza umana nel Sahara
Durante il periodo umido africano, le condizioni ambientali e le risorse disponibili divennero favorevoli per l'insediamento dei primi gruppi di cacciatori-raccoglitori e pescatori,[186] seguiti più tardi da comunità pastorali.[187] L'arrivo umano nel Sahara coincide con la fase di sviluppo dei grandi laghi;[188] gli insediamenti potrebbero essere stati il risultato di migrazioni sia dal nord (Maghreb e Cirenaica),[189][190] dove era diffusa la cultura capsiana,[191] sia dal sud (Africa subsahariana) o da est (Valle del Nilo).[189]
Tracce di attività umana sono state rinvenute nei monti Tadrart Acacus,[192] dove grotte e ripari rocciosi fungevano da campi base,[193] come nella grotta di Uan Afuda[193] e nei siti di Uan Tabu e Takarkori.[194] La prima occupazione documentata del riparo di Takarkori risale a un periodo compreso tra 10 000 e 9 000 anni fa,[195] con testimonianze di continuità culturale per circa cinque millenni.[187] A Gobero, nel deserto del Ténéré, è stato scoperto un cimitero i cui reperti hanno permesso di ricostruire lo stile di vita di questi primi abitanti del Sahara.[196] Presso il lago Tolomeo, in Nubia, gli insediamenti erano localizzati lungo le sponde, sfruttando le risorse acquatiche, forse anche per attività ricreative.[197]
L'economia di questi gruppi si basava fortemente sulle risorse acquatiche, come indicano i numerosi strumenti da pesca ritrovati; per questo motivo si parla talvolta di "cultura acqualitica",[133][158] pur esistendo significative differenze tra le varie tradizioni culturali locali.[198] Il rinverdimento del Sahara portò a un'espansione demografica[199] e, in particolare, la presenza umana nel Sahara orientale sembra coincidere con l'inizio del periodo umido.[200] Al contrario, si registra una diminuzione dell'occupazione lungo la Valle del Nilo, forse a cause dell'espansione delle zone paludose.[201]
La caccia ai grandi animali era praticata utilizzando armi, i cui resti sono stati rinvenuti in diversi siti archeologici;[202] inoltre, venivano raccolti cereali selvatici come brachiaria, sorgo e urochloa, che rappresentavano una fonte alimentare supplementare.[203] In particolare nella parte orientale del Sahara,[204] il bestiame – insieme a capre e pecore – fu progressivamente addomesticato.[205] La zootecnia iniziò a svilupparsi attorno a 7 000 anni fa e, insieme a nuove pratiche culturali, contribuì a un'importante crescita demografica.[186] L'allevamento si diffuse poi verso sud-ovest a partire da 8 000 anni fa.[206]
Sono state trovate anche prove della pratica lattiero-casearia,[207] e la frequente rappresentazione di bovini nelle pitture rupestri suggerisce l'importanza dell'allevamento.[208] La canoa di Dufuna, uno dei più antichi reperti di imbarcazioni noti,[209] risale al periodo umido olocenico e testimonia la navigazione dei corsi d'acqua da parte dell'uomo.[209]
Nel Tadrart Acacus sono stati identificati diversi orizzonti culturali, tra cui l'Acacus iniziale e finale, e una sequenza "pastorale" articolata in fasi iniziale, media e finale.[208] In Niger, la cultura Kiffiana è stata associata all'avvento del periodo umido.[210] Durante questa fase, fiorirono diverse civiltà,[4] e si svilupparono agricoltura e pastorizia negli insediamenti neolitici.[211][212] È possibile che la domesticazione delle piante sia stata ritardata dalla grande disponibilità di risorse naturali e che abbia avuto luogo soltanto a partire da circa 2 500 anni fa.[213][214]

L'arte rupestre rappresenta una delle testimonianze più evidenti dell'insediamento umano: nel Sahara si trova una delle più grandi concentrazioni mondiali di pitture e incisioni preistoriche.[215] Le scene raffigurano animali[85] e aspetti della vita quotidiana,[215] come il nuoto, suggerendo un clima più umido in passato.[216] Un esempio emblematico è la Caverna dei Nuotatori nel massiccio del Gilf Kebir, in Egitto;[217] altri siti si trovano a Gebel Uweinat,[218] in Arabia[219] e nel Tassili n'Ajjer, in Algeria.[219]
In queste regioni sono stati ritrovati anche manufatti e ceramiche in aree oggi completamente inospitali.[218] Il Nordafrica, assieme all'Asia orientale, fu tra i primi luoghi al mondo in cui si sviluppò la ceramica da fuoco,[187] probabilmente favorita dell'aumentata disponibilità di risorse durante il periodo umido. La diffusione della ceramica si estese all'Africa occidentale intorno al X millennio a.C.,[220] con motivi a "linea ondulata" o "linea ondulata punteggiata", comuni in tutto il Nordafrica.[198] Le popolazioni che la produssero vengono generalmente classificate come epipaleolitiche, mesolitiche o neolitiche,[221] e mostrano una notevole capacità nella realizzazione di utensili litici anche complessi.[222]
I dati genetici e archeologici indicano che queste popolazioni erano originarie dell'Africa subsahariana e si spostarono progressivamente verso nord con il rinverdimento del deserto.[223] Questo processo è riflesso nella diffusione settentrionale degli aplogruppi mitocondriali L e U6.[224] Il periodo umido facilitò anche lo spostamento di popolazioni euroasiatiche verso il continente africano.[225] Le condizioni favorevoli alla vita umana durante questa fase hanno ispirato miti arcaici sul paradiso terrestre, come il Giardino dell'Eden biblico, i Campi Elisi o l'Età dell'Oro dell'antichità classica.[218] In questo contesto, si colloca anche la diffusione delle lingue nilo-sahariane.[175][198]
La conclusione del periodo umido

Il periodo umido si concluse tra 6 000 e 5 000 anni fa.[1][226] Con il progressivo declino della copertura vegetale,[24] le sabbie tornarono a dominare il paesaggio del Sahara, che riacquistò condizioni di aridità.[85] Nell'Africa settentrionale aumentò l'erosione eolica,[227] accompagnata da un'intensa mobilitazione di polveri, provenienti sia dalle aree tornate desertiche[228] sia dai bacini lacustri ormai prosciugati,[229] come la depressione del Bodélé, che oggi rappresenta la più importante sorgente naturale di polvere atmosferica del pianeta.[230]
La transizione dal cosiddetto "Sahara verde" all'attuale paesaggio desertico è considerata la più significativa trasformazione ambientale dell'Olocene in Africa settentrionale;[231] attualmente, le precipitazioni nella regione sono pressoché assenti.[1] Con il prosciugamento laghi scomparve anche la vegetazione mesica, e le comunità sedentarie vennero sostituite da culture più mobili.[1] La fine del periodo umido – come pure il suo inizio – può essere considerata una vera e propria crisi climatica, per l'intensità e l'estensione dei suoi effetti,[1] con l'aridità che si propagò fino alle Isole Canarie[232] e al sud-est dell'Iran.[233]
Il raffreddamento noto come oscillazione di Piora, registrato nelle Alpi,[234] coincide cronologicamente con la fine del periodo umido africano. Il periodo compreso tra 5 600 e 5 000 anni fa fu infatti contraddistinto da un raffreddamento generalizzato e da variazioni nei regimi di precipitazioni in molte aree del pianeta,[235] comprese alterazioni della temperatura superficiale del mare su entrambe le sponde del Nord Atlantico.[236] È possibile che tali cambiamenti abbiano interessato anche l'Australia sudorientale,[237] l'America centrale[238] e il Sud America, dove ebbe inizio il cosiddetto neoglaciale.[239]
Un cambiamento climatico pan-tropicale di particolare rilevanza si verificò circa 4 000 anni fa.[240] Questo evento fu accompagnato dal collasso di numerose civiltà antiche, da gravi siccità in Africa, Asia e Medio Oriente, e dal ritiro dei ghiacciai sui monti Kilimangiaro[241] e Kenya.[242]
Cronologia
Non è chiaro se l'inaridimento del Sahara sia avvenuto contemporaneamente in tutte le regioni né se abbia richiesto secoli o millenni per completarsi,[4][85][179] a causa di dati paleoclimatici talvolta contrastanti.[243][244] Queste incertezze hanno alimentato controversie tra gli studiosi,[145][163] anche per quanto riguarda l'evoluzione della vegetazione.[115][146]
Negli ultimi anni si è affermata l'ipotesi secondo cui la fine del periodo umido africano avvenne in modo graduale, con un andamento da nord verso sud.[186][245][246] Nella fascia prossima all'equatore, il periodo umido si sarebbe protratto fino a un intervallo compreso tra 4 000 e 2 500 anni fa,[61][76] mentre nel Sahara occidentale e in Africa orientale la transizione verso condizioni aride si verificò in modo più rapido e marcato.[247]
Una cessazione più tardiva, attorno a 4 000 anni fa, è stata proposta per l'Africa nordorientale, e potrebbe essere attribuita a una diversa configurazione delle masse terrestri, che influenzò il comportamento del monsone.[248] Altre ricerche suggeriscono invece un'inversione est-ovest del fronte d'inaridimento.[60] A nord dell'attuale fascia monsonica e nel Sahara occidentale, la transizione avvenne in un'unica fase tra 6 000 e 5 000 anni fa, mentre a sud il calo delle precipitazioni si manifestò in modo più prolungato e graduale.[61][76][249]
I cambiamenti ambientali assunsero caratteristiche diverse in funzione delle aree geografiche: Africa centrale, occidentale e orientale registrarono risposte differenziate al progressivo declino dell'umidità.[163] In alcune regioni, successive fluttuazioni climatiche produssero brevi ritorni a condizioni più umide, come accadde tra il 500 a.C. e il 300 d.C. in Africa settentrionale, durante il periodo romano, e lungo le rive del Mar Morto;[250][251] un precedente episodio simile è documentato nel Sahel occidentale circa 2 100 anni fa.[63]
Alcune evidenze paleoambientali suggeriscono un cambiamento climatico in due fasi distinte, corrispondenti a due diversi momenti di calo dell'insolazione.[252][253] Da parte di alcuni ricercatori, l'evento climatico di 4 200 anni fa è considerato come il vero termine del periodo umido africano,[254] specialmente in riferimento all'Africa centrale.[255]
I carotaggi indicano spesso una transizione piuttosto netta e rapida verso condizioni aride,[81][256] sebbene non manchino eccezioni.[145] I dati pollinici, invece, suggeriscono una maggiore gradualità del cambiamento, forse a causa delle variazioni locali nella composizione vegetale.[257] Anche fattori come la presenza di falde acquifere e le specificità della vegetazione possono influenzare le condizioni microambientali di una determinata area.[258] I bacini alimentati da acque sotterranee, infatti, sopravvissero più a lungo rispetto a quelli dipendenti esclusivamente dalle precipitazioni.[182]
È possibile che la fase finale del periodo umido africano sia stata preceduta da un aumento della variabilità delle precipitazioni, un fenomeno comunemente osservato prima dei grandi cambiamenti climatici improvvisi.[259] Nel massiccio del Gilf Kebir, ad esempio, tra 6 300 e 5 200 anni fa il regime delle precipitazioni invernali si stabilizzò, segnando la conclusione del periodo umido nella regione.[27]
Situazione attuale
Attualmente, il monsone africano continua a influenzare il clima tra il 5° parallelo sud e il 25° nord. La maggior parte delle precipitazioni si concentra intorno al 10° parallelo nord durante l'estate boreale, anche se l'area delle piogge monsoniche più intense non coincide perfettamente con la zona di convergenza intertropicale (ITCZ).[260] Le precipitazioni diminuiscono progressivamente spostandosi verso nord, motivo per cui le aree settentrionali sono caratterizzate da condizioni desertiche, mentre le zone meridionali, più umide, sono ricoperte di vegetazione.[86] Nel Sahara centrale, le precipitazioni annue non superano i 50-100 mm.[261] Più a nord, il margine del deserto corrisponde all'area dove i venti occidentali – provenienti dall'Atlantico – portano le piogge,[262] e questi stessi venti influenzano anche la parte più meridionale del continente africano.[263]
L'esistenza del deserto sahariano è legata alla subsidenza dell'aria sopra l'Africa settentrionale, fenomeno amplificato dal raffreddamento radiativo che avviene al di sopra del suolo desertico.[11] Nell'Africa orientale, il monsone genera due stagioni piovose nella fascia equatoriale: le cosiddette "piogge lunghe", tra marzo e maggio, e le "piogge brevi", tra ottobre e novembre.[264] Queste stagioni corrispondono al movimento verso nord e verso sud della zona di convergenza intertropicale.[265]
Oltre alle precipitazioni legate all'Oceano Indiano, contribuiscono anche quelle di origine atlantica e quelle provenienti dalla regione del Congo, situata a ovest della Congo Air Boundary.[260][264] L'Oceano Atlantico rappresenta inoltre la principale sorgente di umidità per le piogge monsoniche che interessano il Sahel.[266]
La variabilità climatica è ancora oggi marcata: negli anni 1970 e 1980, il Sahel fu colpito da gravi episodi di siccità, durante i quali le precipitazioni si ridussero del 30%, e la portata dei fiumi Niger e Senegal diminuì drasticamente.[267] In seguito si è registrata una parziale ripresa del regime delle piogge.[11]
Nella penisola arabica, il monsone non riesce a penetrare molto oltre il Mar Arabico; alcune regioni restano influenzate prevalentemente dalle precipitazioni invernali associate ai cicloni provenienti dal Mar Mediterraneo.[268] Anche l'Africa orientale risente in modo significativo della circolazione monsonica.[269]
Implicazioni collegate al riscaldamento globale

Alcune simulazioni climatiche relative al riscaldamento globale e all'aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonicaindicano un potenziale incremento sostanziale delle precipitazioni nel Sahel e nel Sahara. Ciò potrebbe favorire una parziale espansione della vegetazione nelle attuali aree desertiche, seppur su scala inferiore rispetto a quanto osservato nel Medio Olocene.[83] È possibile che si verifichi uno spostamento verso nord della fascia desertica, con conseguente inaridimento delle zone più settentrionali dell'Africa.[270] Un simile incremento delle precipitazioni comporterebbe anche una riduzione della produzione di polveri sahariane,[271] con implicazioni rilevanti sulla formazione dei cicloni tropicali nell'Atlantico e un aumento della probabilità che questi colpiscano i Caraibi, il Golfo del Messico e la costa orientale degli Stati Uniti.[271]
Il Rapporto speciale sul riscaldamento globale di 1,5 °C e il Quinto Rapporto dell'IPCC segnalano che il riscaldamento globale potrebbe comportare un aumento delle precipitazioni in quasi tutta l'Africa orientale, in parti dell'Africa centrale e durante la stagione umida principale dell'Africa occidentale.[272] Tuttavia, le proiezioni presentano una significativa incertezza, in particolare per quanto riguarda l'Africa occidentale.[272][273] Alcune regioni occidentali e porzioni dell'Africa orientale potrebbero divenire più aride in determinati mesi o stagioni.[272][273] La siccità che colpito il Sahel alla fine del XX secolo è stata messa in relazione con gli effetti del riscaldamento globale.[272]
Attualmente, il Sahel mostra segni di rinverdimento, ma i livelli di precipitazione non sono ancora tornati a quelli registrati a metà del XX secolo.[270] I modelli climatici non offrono risultati univoci riguardo all'impatto della componente antropogenica del riscaldamento globale sul regime delle precipitazioni nella regione Sahara/Sahel. I meccanismi alla base dei cambiamenti indotti dall'uomo risultano infatti differenti da quelli naturali che hanno originato il periodo umido africano in epoca olocenica.
Uno studio del 2003 ha evidenziato che l'espansione della vegetazione nel Sahara potrebbe avvenire nell'arco di alcuni decenni in seguito all'aumento della CO2 atmosferica, ma che tale espansione difficilmente interesserebbe più del 45% della superficie desertica.[274] Lo stesso studio sottolinea inoltre che il rinverdimento richiederebbe l'assenza di attività di pascolo o di altre perturbazioni antropiche, che altrimenti ne ostacolerebbero il progresso.
Un'eventuale ricolonizzazione vegetale del Sahara potrebbe favorire l'espansione dell'agricoltura e della pastorizia in aree attualmente inutilizzabili.[270] Tuttavia, un incremento delle precipitazioni comporterebbe anche rischi, come la diffusione di malattie legate all'acqua contaminata o l'aumento delle alluvioni. Inoltre, un'espansione dell'attività umana in queste aree potrebbe risultare vulnerabile a futuri ritorni dell'aridità, come dimostrato dalla siccità che seguì il breve periodo umido osservato nella regione a metà del XX secolo.[270]
Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u (EN) Peter de Menocal, Joseph Ortiz, Tom Guilderson, Jess Adkins, Michael Sarnthein, Linda Baker e Martha Yarusinsky, Abrupt onset and termination of the African Humid Period, in Quaternary Science Reviews, vol. 19, 1–5, gennaio 2000, pp. 347-361, Bibcode:2000QSRv...19..347D, DOI:10.1016/S0277-3791(99)00081-5, ISSN 0277-3791.
- ^ a b Quade et al., p. 1.
- ^ Peck, Scholz, King, Heil, 2015.
- ^ a b c d e f Costa et al., p. 58.
- ^ Blanchet at al., p. 98.
- ^ a b Petoukhov et al., p. 99.
- ^ Vahrenholt e Lüning, p. 507.
- ^ a b (EN) Lisa Greer e Peter K. Swart, Decadal cyclicity of regional mid‐Holocene precipitation: Evidence from Dominican coral proxies, in Paleoceanography, vol. 21, n. 2, 2006-06, DOI:10.1029/2005PA001166. URL consultato il 27 maggio 2024.
- ^ Sbaffi, Laura; Wezel, Forese Carlo; Curzi, Giuseppe; Zoppi, Ugo (January 2004). Millennial- to centennial-scale palaeoclimatic variations during Termination I and the Holocene in the central Mediterranean Sea. Global and Planetary Change. 40 (1–2): 203.
- ^ a b Chiotis.
- ^ a b c d e f g h i j Bader, Jürgen; Dallmeyer, Anne; Claussen, Martin (29 March 2017). Theory and Modeling of the African Humid Period and the Green Sahara. Oxford Research Encyclopedia of Climate Science. 1.
- ^ Röhl et al., p. 671.
- ^ Krüger et al., p. 1.
- ^ a b c d e f g h Oliver Timm, Peter Köhler, Axel Timmermann e Laurie Menviel, Mechanisms for the Onset of the African Humid Period and Sahara Greening 14.5–11 ka BP* (PDF), in Journal of Climate, vol. 23, n. 10, maggio 2010, pp. 2612-2633, Bibcode:2010JCli...23.2612T, DOI:10.1175/2010jcli3217.1.
- ^ Hoelzmann e Holmes, p. 10.
- ^ Runge, 2013.
- ^ Petraglia e Rose, 2010.
- ^ Blümel, 2002.
- ^ Zerboni, Trombino, Cremaschi, 2011.
- ^ Jones Stewart, 2016, p. 126.
- ^ Krüger et al., pp. 12-13.
- ^ Jones Stewart, 2016, p. 117.
- ^ a b (EN) Jess Adkins, Peter de Menocal e Gidon Eshel, The "African humid period" and the record of marine upwelling from excess 230Th in Ocean Drilling Program Hole 658C, in Paleoceanography, vol. 21, n. 4, 1º dicembre 2006, pp. PA4203, Bibcode:2006PalOc..21.4203A, DOI:10.1029/2005PA001200, ISSN 1944-9186..
- ^ a b Schefuß et al., p. 2.
- ^ Coutros, 2019.
- ^ Brooks et al., p. 255.
- ^ a b c d e f g h i j (EN) M.A.J. Williams, F.M. Williams, G.A.T. Duller, R.N. Munro, O.A.M. El Tom, T.T. Barrows, M. Macklin, J. Woodward, M.R. Talbot e D. Haberlah, Late Quaternary floods and droughts in the Nile valley, Sudan: new evidence from optically stimulated luminescence and AMS radiocarbon dating, in Quaternary Science Reviews, vol. 29, 9–10, maggio 2010, pp. 1116-1137, Bibcode:2010QSRv...29.1116W, DOI:10.1016/j.quascirev.2010.02.018, ISSN 0277-3791.
- ^ Riemer, pp. 554-555.
- ^ a b (EN) Roland Baumhauer e Jörgen (a cura di), Holocene Palaeoenvironmental History of the Central Sahara: Palaeoecology of Africa, An International Yearbook of Landscape Evolution and Palaeoenvironments, vol. 29, 1ª ed., CRC Press, 27 febbraio 2009, DOI:10.1201/9780203874899, ISBN 978-0-429-20678-8.
- ^ Muhs et al., p. 29.
- ^ Kennett, Kennett.
- ^ a b c d e f Mark Sangen, Late Quaternary palaeoenvironments in Southern Cameroon as evidenced by alluvial sediments from the tropical rain forest and savanna domain, in Jürgen Runge (a cura di), Landscape evolution, neotectonics and quaternary environmental change in southern Cameroon, 1ª ed., Boca Raton, CRC Press/Balkema, 2012, ISBN 978-0-203-12020-0, OCLC 802261801.
- ^ a b c d e f g (DE) Hans-Joachim Pachur e Norbert Altmann, Die Ostsahara im Spätquartär : Ökosystemwandel im größten hyperariden Raum der Erde, Berlin, Heidelberg, Springer-Verlag Berlin Heidelberg, 2006, ISBN 978-3-540-47625-2, OCLC 315826557.
- ^ Brooks et al., pp. 258-259.
- ^ Petraglia, Rose, 2010.
- ^ Heine, 2019.
- ^ Krüger et al., p. 14.
- ^ Haslett, Davies.
- ^ Bard, 2013.
- ^ Morrissey, Scholz.
- ^ Castañeda, Schouten.
- ^ a b Runge, 2010.
- ^ Perego et al., p. 465.
- ^ Muhs et al., pp. 42,44.
- ^ Gasse, p. 195.
- ^ a b Coutros, p. 5.
- ^ a b (EN) Ian A. Brookes, Geomorphic indicators of Holocene winds in Egypt's Western Desert, in Geomorphology, vol. 56, 1–2, novembre 2003, pp. 155-166, Bibcode:2003Geomo..56..155B, DOI:10.1016/S0169-555X(03)00076-X, ISSN 0169-555X.
- ^ Maley, p. 133.
- ^ Maley, p. 122.
- ^ a b Zerboni, Gatto.
- ^ Maley, p. 127.
- ^ Moeyersons et al., p. 166.
- ^ a b Junginger, Roller.
- ^ Talbot, Filippi.
- ^ Hughes, Fenton.
- ^ a b c William et al., 2006, p. 2652.
- ^ a b c d e f Adkins, Menocal.
- ^ a b Reid Jones Brandt Bunn, 2019, p. 9.
- ^ Battarbee et al., p. 242.
- ^ a b c Bendaoud, Hamimi.
- ^ a b c d Peck et al., p. 142.
- ^ Stokes, Martin; Gomes, Alberto; Carracedo-Plumed, Ana; Stuart, Fin (2019). Alluvial Fans And Their Relationship To African Humid Period Climate Dynamics. 20th Congress of the International Union for Quaternary Research (INQUA).
- ^ a b (EN) Alvaro Castilla-Beltrán, Lea de Nascimento e José María Fernández-Palacios, Late Holocene environmental change and the anthropization of the highlands of Santo Antão Island, Cabo Verde, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 524, 2019-06, pp. 101-117, DOI:10.1016/j.palaeo.2019.03.033. URL consultato il 27 maggio 2024.
- ^ Petraglia, Rose.
- ^ (EN) Ina Neugebauer, Sabine Wulf e Markus J. Schwab, Implications of S1 tephra findings in Dead Sea and Tayma palaeolake sediments for marine reservoir age estimation and palaeoclimate synchronisation, in Quaternary Science Reviews, vol. 170, 2017-08, pp. 269-275, DOI:10.1016/j.quascirev.2017.06.020. URL consultato il 27 maggio 2024.
- ^ William et al., 2006, p. 2664.
- ^ Runge, 2010, p. 237.
- ^ Hamdan, Brook.
- ^ Kuper, p. 412.
- ^ Revel, Ducassou.
- ^ Barker, Telford.
- ^ Moeyersons et al., p. 177.
- ^ Gasse, 2000.
- ^ Guilderson, Charles.
- ^ a b c d Burrough Thomas, 2013, p. 29.
- ^ a b c d e Skinner, Poulsen.
- ^ Vermeersch Linseele Marinova, 2008, p. 395.
- ^ Röhl et al., p. 673.
- ^ Mercuri, D'Andrea.
- ^ Baumhauer, p. 290.
- ^ a b Renssen, Brovkin.
- ^ a b c Peck et al., p. 140.
- ^ a b Renssen, Brovkin.
- ^ Shi, Liu.
- ^ a b c d e Menocal, p. 1.
- ^ a b c d Hély, Braconnot.
- ^ a b Shi, Liu.
- ^ a b c Tierney, Lewis.
- ^ a b Renssen, Brovkin.
- ^ Shi, Liu.
- ^ Armitage, Bristow.
- ^ Martin, Damodaran.
- ^ Beer Hardy Mikhalenko Lin, 2002, p. 591.
- ^ a b Thompson et al., p. 3917.
- ^ Battarbee et al., p. 243.
- ^ Servant, Buchet.
- ^ a b Schefuß et al., p. 7.
- ^ Donnelly, Stager.
- ^ a b Gaetani, Messori.
- ^ Thompson et al., p. 3918.
- ^ a b Sha, Ait Brahim.
- ^ Thompson et al., p. 3923.
- ^ Heine, p. 45.
- ^ Quade et al., p. 2.
- ^ a b Henry F Diaz; Raymond S Bradley; The Hadley circulation: present, past and future. Advances in Global Change Research, 21, Kluwer academic Publishers, 2004, p. 339. doi:10.1007/978-1-4020-2944-8. ISBN 978-1-4020-2944-8.
- ^ a b Tierney, Lewis.
- ^ Cohen, Hopmans.
- ^ a b c Vahrenholt e Lüning, p. 529.
- ^ Burrough Thomas, 2013, pp. 29-30.
- ^ Tierney, Lewis.
- ^ Wang, Brook.
- ^ a b Burrough Thomas, 2013, p. 30.
- ^ a b Junginger, Roller.
- ^ Costa et al., p. 64.
- ^ a b Costa et al., p. 59.
- ^ Castañeda, Schouten.
- ^ Liu, Rendle-Bühring.
- ^ Reid Jones Brandt Bunn, 2019, p. 10.
- ^ Reid Jones Brandt Bunn, 2019, p. 1.
- ^ Johnson, Thomas C.; Werne, Josef P.; Castañeda, Isla S. (1 September 2007). Wet and arid phases in the southeast African tropics since the Last Glacial Maximum. Geology. 35 (9): 825. Bibcode:2007Geo....35..823C. doi:10.1130/G23916A.1. ISSN 0091-7613.
- ^ Hoelzmann e Holmes, p. 31.
- ^ Barker, Telford.
- ^ Barker, Telford.
- ^ Hoelzmann e Holmes, p. 25.
- ^ a b Hamdan, Brook.
- ^ Phillipps et al., p. 72.
- ^ Petit-Maire, p. 648.
- ^ Baumhauer, Runge.
- ^ Prasad, Negendank.
- ^ Linstädter, Kröpelin.
- ^ Marks, Leszek; Welc, Fabian; Milecka, Krystyna; Zalat, Abdelfattah; Chen, Zhongyuan; Majecka, Aleksandra; Nitychoruk, Jerzy; Salem, Alaa; Sun, Qianli; Szymanek, Marcin; Gałecka, Izabela; Tołoczko-Pasek, Anna (15 August 2019). Cyclonic activity over northeastern Africa at 8.5–6.7 cal kyr B.P., based on lacustrine records in the Faiyum Oasis, Egypt. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology. 528: 121. Bibcode:2019PPP...528..120M. doi:10.1016/j.palaeo.2019.04.032. ISSN 0031-0182.
- ^ Skinner, Poulsen.
- ^ a b Bowman, D.; Nyamweru, C. K. (1 January 1989). Climatic changes in the Chalbi Desert, North Kenya. Journal of Quaternary Science. 4 (2): 137. Bibcode:1989JQS.....4..131N. doi:10.1002/jqs.3390040204. ISSN 1099-1417
- ^ Reimer Carr Meadows Chase, 2010, p. 42.
- ^ Heine, p. 518.
- ^ Hoelzmann e Holmes, pp. 25-26.
- ^ Schefuß et al., p. 5.
- ^ Mercuri, D'Andrea.
- ^ Prasad, Negendank.
- ^ Hopcroft, Valdes.
- ^ Dixit, Sherwood.
- ^ Bendaoud, Hamimi.
- ^ Dixit, Sherwood.
- ^ Rojas, Meynadier.
- ^ a b c Liu, Rendle-Bühring.
- ^ a b Russell, Ivory.
- ^ a b c Huang, Wang.
- ^ a b Engel, Brückner.
- ^ a b Piao, Chen.
- ^ Heine, p. 586.
- ^ Hiner, Christine A.; Silveira, Emily; Arevalo, Andrea; Murrieta, Rosa; Lucero, Ricardo; Eeg, Holly; Palermo, Jennifer; Lachniet, Matthew S.; Anderson, William T.; Knell, Edward J.; Kirby, Matthew E. (2015). Evidence for insolation and Pacific forcing of late glacial through Holocene climate in the Central Mojave Desert (Silver Lake, CA). Quaternary Research. 84 (2): 9. Bibcode:2015QuRes..84..174K. doi:10.1016/j.yqres.2015.07.003. ISSN 1096-0287.
- ^ Huang, Wang.
- ^ a b S. Flögel, B. Beckmann, P. Hofmann, A. Bornemann, T. Westerhold, R.D. Norris, C. Dullo e T. Wagner, Evolution of tropical watersheds and continental hydrology during the Late Cretaceous greenhouse; impact on marine carbon burial and possible implications for the future, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 274, 1–2, settembre 2008, Bibcode:2008E&PSL.274....1F, DOI:10.1016/j.epsl.2008.06.011, ISSN 0012-821X.
- ^ Donatella Usai, A Picture of Prehistoric Sudan, Oxford University Press, 2 giugno 2016, DOI:10.1093/oxfordhb/9780199935413.013.56.
- ^ a b Runge, 2013, p. 81.
- ^ Liu, Rendle-Bühring.
- ^ Wu, Liu.
- ^ a b Stojanowski, Carver.
- ^ Vermeersch Linseele Marinova, 2008, p. 396.
- ^ Bristow, Holmes.
- ^ Hély, Braconnot.
- ^ a b Watrin, Lézine.
- ^ a b c Sylvestre, Doumnang.
- ^ Lézine, p. 4.
- ^ Baumhauer, p. 291.
- ^ Watrin, Lézine.
- ^ Bristow, Holmes.
- ^ Watrin, Lézine.
- ^ Lézine, p. 5.
- ^ Watrin, Lézine.
- ^ Linstädter, Kröpelin.
- ^ Brookes, p. 163.
- ^ a b White, Bristow.
- ^ Prasad, Negendank.
- ^ a b White, Bristow.
- ^ Hopcroft, Valdes.
- ^ Cole, Goldstein.
- ^ a b Stivers, Dutheil.
- ^ a b c Metcalfe e Nash, p. 100.
- ^ a b Stivers, Dutheil.
- ^ Petit-Maire, p. 641.
- ^ a b c Mercuri, D'Andrea.
- ^ Gross, Guimarães.
- ^ Cooper, Alan; Llamas, Bastien; Breen, James; Burns, James A.; Kosintsev, Pavel; Jahren, A. Hope; Shute, Elen; Zazula, Grant D.; Wooller, Matthew J.; Rabanus-Wallace, M. Timothy (May 2017). Megafaunal isotopes reveal role of increased moisture on rangeland during late Pleistocene extinctions. Nature Ecology & Evolution. 1 (5): 4. doi:10.1038/s41559-017-0125. ISSN 2397-334X. PMID 28812683.
- ^ Mouline, Karine; Granjon, Laurent; Galan, Maxime; Tatard, Caroline; Abdoullaye, Doukary; Atteyine, Solimane Ag; Duplantier, Jean-Marc; Cosson, Jean-François (2008). Phylogeography of a Sahelian rodent species Mastomys huberti: a Plio-Pleistocene story of emergence and colonization of humid habitats. Molecular Ecology. 17 (4): 1036–1053. doi:10.1111/j.1365-294X.2007.03610.x. ISSN 1365-294X. PMID 18261047.
- ^ a b c Maslin, Manning.
- ^ a b c Lernia, Bruni.
- ^ Riemer, p. 555.
- ^ a b Stojanowski, Carver.
- ^ Coutros, p. 6.
- ^ Mercuri, Anna Maria; Sadori, Laura (2014), Goffredo, Stefano; Dubinsky, Zvy (eds.), Mediterranean Culture and Climatic Change: Past Patterns and Future Trends, The Mediterranean Sea, Springer Netherlands, p. 519, doi:10.1007/978-94-007-6704-1_30, ISBN 9789400767034
- ^ Cremaschi at al., p. 88.
- ^ a b Cremaschi et al., p. 91.
- ^ Lernia, Biagetti.
- ^ Chiotis, p. 16.
- ^ Stivers, Dutheil.
- ^ Hoelzmann, Keding.
- ^ a b c Smith, p. 243.
- ^ (EN) Badino, Federica, Ravazzi, Cesare, Vallè, Francesca, Pini, Roberta, Aceti, Amelia, Brunetti, Michele, Champvillair, Elena, Maggi, Valter, Maspero, Francesco, Perego, Renata e Orombelli, Giuseppe, 8800 years of high-altitude vegetation and climate history at the Rutor Glacier forefield, Italian Alps. Evidence of middle Holocene timberline rise and glacier contraction, in Quaternary Science Reviews, vol. 185, n. 41, aprile 2018, DOI:10.1016/j.quascirev.2018.01.022.
- ^ Phillipps et al., p. 71.
- ^ McCool, p. 17.
- ^ White, Bristow.
- ^ Tafuri, Bentley.
- ^ Brooks et al., p. 260.
- ^ Riemer, p. 556.
- ^ Zerboni, Nicoll.
- ^ Lernia, Biagetti.
- ^ a b Lernia, Biagetti.
- ^ a b Breunig, Neumann.
- ^ Stojanowski, Christopher M. (30 November 2018), Persistence or Pastoralism: The Challenges of Studying Hunter-Gatherer Resilience in Africa, in Temple, Daniel H.; Stojanowski, Christopher M. (eds.), Hunter-Gatherer Adaptation and Resilience (1 ed.), Cambridge University Press, p. 195, doi:10.1017/9781316941256.009, ISBN 9781316941256.
- ^ Hillaire-Marcel, Claude; Casanova, Joël; Lézine, Anne-Marie (1 March 1990). Across an early Holocene humid phase in western Sahara:Pollen and isotope stratigraphy. Geology. 18 (3): 264. Bibcode:1990Geo....18..264L. doi:10.1130/0091-7613(1990) 018<0264:AAEHHP>2.3.CO;2. ISSN 0091-7613.
- ^ Lézine, p. 3.
- ^ Lernia, Bruni.
- ^ Scarcelli, Nora; Cubry, Philippe; Akakpo, Roland; Thuillet, Anne-Céline; Obidiegwu, Jude; Baco, Mohamed N.; Otoo, Emmanuel; Sonké, Bonaventure; Dansi, Alexandre; Djedatin, Gustave; Mariac, Cédric; Couderc, Marie; Causse, Sandrine; Alix, Karine; Chaïr, Hâna; François, Olivier; Vigouroux, Yves (1 May 2019). Yam genomics supports West Africa as a major cradle of crop domestication. Science Advances. 5 (5): 4. Bibcode:2019SciA....5.1947S. doi:10.1126/sciadv.aaw1947. ISSN 2375-2548. PMC 6527260. PMID 31114806.
- ^ a b Lernia, Biagetti.
- ^ Lenhardt, Nils; Borah, Suranjana B.; Lenhardt, Sukanya Z.; Bumby, Adam J.; Ibinoof, Montasir A.; Salih, Salih A. (May 2018). The monogenetic Bayuda Volcanic Field, Sudan – New insights into geology and volcanic morphology. Journal of Volcanology and Geothermal Research. 356: 222. Bibcode:2018JVGR..356..211L. doi:10.1016/j.jvolgeores.2018.03.010. ISSN 0377-0273.
- ^ Marinova, Margarita M.; Meckler, A. Nele; McKay, Christopher P. (January 2014). Holocene freshwater carbonate structures in the hyper-arid Gebel Uweinat region of the Sahara Desert (Southwestern Egypt). Journal of African Earth Sciences. 89: 54. Bibcode:2014JAfES..89...50M. doi:10.1016/j.jafrearsci.2013.10.003. ISSN 1464-343X.
- ^ a b c Blümel, p. 8.
- ^ a b Olsen, p. 107.
- ^ Soriano et al., p. 8.
- ^ Cremaschi e Zerboni, p. 690.
- ^ Pirie, Garfi.
- ^ Brooks et al., p. 259.
- ^ Calderón, Rosario; Pereira, Luisa; Baali, Abdellatif; Melhaoui, Mohammed; Oliveira, Marisa; Rito, Teresa; Rodríguez, Juan N.; Novelletto, Andrea; Dugoujon, Jean M.; Soares, Pedro; Hernández, Candela L. (28 October 2015). Early Holocenic and Historic mtDNA African Signatures in the Iberian Peninsula: The Andalusian Region as a Paradigm. PLOS ONE. 10 (10): 16. Bibcode:2015PLoSO..1039784H. doi:10.1371/journal.pone.0139784. ISSN 1932-6203. PMC 4624789. PMID 26509580.
- ^ Haber, Marc; Mezzavilla, Massimo; Bergström, Anders; Prado-Martinez, Javier; Hallast, Pille; Saif-Ali, Riyadh; Al-Habori, Molham; Dedoussis, George; Zeggini, Eleftheria; Blue-Smith, Jason; Wells, R. Spencer; Xue, Yali; Zalloua, Pierre A.; Tyler-Smith, Chris (1 December 2016). Chad Genetic Diversity Reveals an African History Marked by Multiple Holocene Eurasian Migrations. The American Journal of Human Genetics. 99 (6): 1316–1324. doi:10.1016/j.ajhg.2016.10.012. ISSN 0002-9297. PMC 5142112. PMID 27889059.
- ^ Huang, Wang.
- ^ Dawelbeit, Jaillard.
- ^ Zielhofer, Suchodoletz.
- ^ Krüger et al., p. 10.
- ^ Armitage, Bristow.
- ^ Sylvestre, Doumnang.
- ^ Nogué, Sandra; Nascimento, Lea de; Fernández‐Palacios, José María; Whittaker, Robert J.; Willis, Kathy J. (2013). The ancient forests of La Gomera, Canary Islands, and their sensitivity to environmental change. Journal of Ecology. 101 (2): 374. Bibcode:2009JEcol..98...74B. doi:10.1111/1365-2745.12051. ISSN 1365-2745.
- ^ Vaezi, Alireza; Ghazban, Fereydoun; Tavakoli, Vahid; Routh, Joyanto; Beni, Abdolmajid Naderi; Bianchi, Thomas S.; Curtis, Jason H.; Kylin, Henrik (15 January 2019). A Late Pleistocene-Holocene multi-proxy record of climate variability in the Jazmurian playa, southeastern Iran. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology. 514: 763–764. Bibcode:2019PPP...514..754V. doi:10.1016/j.palaeo.2018.09.026. ISSN 0031-0182.
- ^ Blümel, p. 11.
- ^ Magny, Haas.
- ^ Marsicek, Shuman.
- ^ Mooney, Scott D.; Black, Manu P. (1 March 2006). Holocene fire history from the Greater Blue Mountains World Heritage Area, New South Wales, Australia: the climate, humans and fire nexus. Regional Environmental Change. 6 (1–2): 48–49. Bibcode:2013REC..2013....1J. doi:10.1007/s10113-005-0003-8. ISSN 1436-378X.
- ^ Wu, Jiaying; Porinchu, David F.; Campbell, Nicole L.; Mordecai, Taylor M.; Alden, Evan C. (15 March 2019). Holocene hydroclimate and environmental change inferred from a high-resolution multi-proxy record from Lago Ditkebi, Chirripó National Park, Costa Rica. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology. 518: 184. Bibcode:2019PPP...518..172W. doi:10.1016/j.palaeo.2019.01.004. ISSN 0031-0182.
- ^ Zolitschka, Bernd; Fey, Michael; Janssen, Stephanie; Maidana, Nora I; Mayr, Christoph; Wulf, Sabine; Haberzettl, Torsten; Corbella, Hugo; Lücke, Andreas; Ohlendorf, Christian; Schäbitz, Frank (20 December 2018). Southern Hemispheric Westerlies control sedimentary processes of Laguna Azul (south-eastern Patagonia, Argentina). The Holocene. 29 (3): 414. doi:10.1177/0959683618816446.
- ^ Lebamba, Vincens.
- ^ Beer Hardy Mikhalenko Lin, 2002, p. 592.
- ^ Wendorf, Karlén.
- ^ Sha, Ait Brahim.
- ^ Liu, Kiefer.
- ^ Heine, p. 512.
- ^ Metcalfe e Nash, p. 101.
- ^ Roubeix, Chalié.
- ^ Jung, Davies.
- ^ Chalié, Roubeix.
- ^ Colin, Quiles.
- ^ Colin, Quiles.
- ^ Claussen et al., p. 2037.
- ^ Jung, Davies.
- ^ Blanchet et al., p. 108.
- ^ Metcalfe e Nash, p. 112.
- ^ Zielhofer, Suchodoletz.
- ^ Hély, Braconnot.
- ^ Maslin, Manning
- ^ Chalié, Roubeix.
- ^ a b Hoelzmann e Holmes, p. 5.
- ^ Baumhauer, Runge.
- ^ Hoelzmann e Holmes, p. 3.
- ^ Gasse, p. 190.
- ^ a b Junginger, Roller.
- ^ Forman, Wright.
- ^ McCool, p. 5.
- ^ Lézine, Duplessy.
- ^ Lézine, Ivory.
- ^ Spinage, p. 60.
- ^ a b c d Brooks et al., p. 268.
- ^ a b Donnelly, Stager.
- ^ a b c d Burr, Taylor Perron.
- ^ a b Impacts of 1.5 °C of Global Warming on Natural and Human Systems. IPCC. 23 May 2019. p. 197.
- ^ Petoukhov et al., p. 100.
Bibliografia
- (EN) Jess Adkins, Peter de Menocal e Gidon Eshel, The "African humid period" and the record of marine upwelling from excess 230Th in Ocean Drilling Program Hole 658C, in Paleoceanography, vol. 21, n. 4, 1º dicembre 2006, pp. PA4203, Bibcode:2006PalOc..21.4203A, DOI:10.1029/2005PA001200, ISSN 1944-9186.
- Simon J. Armitage, Charlie S. Bristow e Nick A. Drake, West African monsoon dynamics inferred from abrupt fluctuations of Lake Mega-Chad, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 112, n. 28, 29 giugno 2015, pp. 8543-8548, Bibcode:2015PNAS..112.8543A, DOI:10.1073/pnas.1417655112, ISSN 0027-8424, PMC 4507243, PMID 26124133.
- (EN) Edouard Bard, Out of the African Humid Period, in Science, vol. 342, n. 6160, 15 novembre 2013, pp. 808-809, Bibcode:2013Sci...342..808B, DOI:10.1126/science.1246519, ISSN 1095-9203, PMID 24233711.
- Philip Barker, Richard Telford, Françoise Gasse e Florian Thevenon, Late Pleistocene and Holocene palaeohydrology of Lake Rukwa, Tanzania, inferred from diatom analysis, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 187, 3–4, novembre 2002, pp. 295-305, Bibcode:2002PPP...187..295B, DOI:10.1016/S0031-0182(02)00482-0.
- (EN) Richard W. Battarbee, Françoise Gasse e Catherine E. Stickley, Past climate variability through Europe and Africa, Springer, 2004, ISBN 978-1-4020-2121-3.
- (DE) Roland Baumhauer, Die spätpleistozänen und holozänen Paläoseen in der zentralen Sahara - neue Ergebnisse aus der Téneré, dem Erg de Téneré und dem Erg de Fachi-Bilma, NE-Niger, in Die Erde, vol. 135, Heft 3–4, 2004, pp. 289-313.
- (EN) Roland Baumhauer e Jörgen (a cura di), Holocene Palaeoenvironmental History of the Central Sahara: Palaeoecology of Africa, An International Yearbook of Landscape Evolution and Palaeoenvironments, vol. 29, 1ª ed., CRC Press, 27 febbraio 2009, DOI:10.1201/9780203874899, ISBN 978-0-429-20678-8.
- Catherine C. Beck, Mary Margaret Allen, Craig S. Feibel, Emily J. Beverly, Jeffery R. Stone, Bruce Wegter e Charles L. Wilson, Living in a swampy paradise: Paleoenvironmental reconstruction of an African Humid Period lacustrine margin, West Turkana, Kenya, in Journal of African Earth Sciences, vol. 154, 1º giugno 2019, pp. 20-34, Bibcode:2019JAfES.154...20B, DOI:10.1016/j.jafrearsci.2019.03.007, ISSN 1464-343X.
- (EN) Jürg Beer, Douglas R. Hardy, Vladimir N. Mikhalenko, Ping-Nan Lin, Tracy A. Mashiotta, Victor S. Zagorodnov, Henry H. Brecher, Keith A. Henderson, Mary E. Davis, Ellen Mosley-Thompson e Lonnie G. Thompson, Kilimanjaro Ice Core Records: Evidence of Holocene Climate Change in Tropical Africa, in Science, vol. 298, n. 5593, 18 ottobre 2002, pp. 589-593, Bibcode:2002Sci...298..589T, DOI:10.1126/science.1073198, ISSN 1095-9203, PMID 12386332.
- Abderrahmane Bendaoud (a cura di), The Geology of the Arab World---An Overview, Springer Geology, Cham, Springer International Publishing, 2019, DOI:10.1007/978-3-319-96794-3, ISBN 978-3-319-96793-6.
- (EN) Melissa A. Berke, Thomas C. Johnson, Josef P. Werne, Stefan Schouten e Jaap S. Sinninghe Damsté, A mid-Holocene thermal maximum at the end of the African Humid Period, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 351-352, ottobre 2012, pp. 95-104, Bibcode:2012E&PSL.351...95B, DOI:10.1016/j.epsl.2012.07.008, ISSN 0012-821X.
- (EN) Cécile L. Blanchet, Rik Tjallingii, Martin Frank, Janne Lorenzen, Anja Reitz, Kevin Brown, Tomas Feseker e Warner Brückmann, High- and low-latitude forcing of the Nile River regime during the Holocene inferred from laminated sediments of the Nile deep-sea fan, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 364, febbraio 2013, pp. 98-110, Bibcode:2013E&PSL.364...98B, DOI:10.1016/j.epsl.2013.01.009, ISSN 0012-821X.
- (EN) C. Bloszies, S.L. Forman e D.K. Wright, Water level history for Lake Turkana, Kenya in the past 15,000years and a variable transition from the African Humid Period to Holocene aridity, in Global and Planetary Change, vol. 132, settembre 2015, pp. 64-76, DOI:10.1016/j.gloplacha.2015.06.006, ISSN 0921-8181.
- (DE) Wolf Dieter Blümel, 20000 Jahre Klimawandel und Kulturgeschichte – von der Eiszeit in die Gegenwart, in Wechselwirkungen, Jahrbuch aus Lehre und Forschung der Universität Stuttgart, 2002, DOI:10.18419/opus-1619.
- Peter Breunig, Katharina Neumann e Wim Van Neer, New research on the Holocene settlement and environment of the Chad Basin in Nigeria, in African Archaeological Review, vol. 13, n. 2, giugno 1996, pp. 111-145, DOI:10.1007/BF01956304.
- (EN) Charlie S. Bristow, Jonathan A. Holmes, Dave Mattey, Ulrich Salzmann e Hilary J. Sloane, A late Holocene palaeoenvironmental 'snapshot' of the Angamma Delta, Lake Megachad at the end of the African Humid Period (PDF), in Quaternary Science Reviews, vol. 202, dicembre 2018, pp. 182-196, Bibcode:2018QSRv..202..182B, DOI:10.1016/j.quascirev.2018.04.025, ISSN 0277-3791.
- (EN) Ian A. Brookes, Geomorphic indicators of Holocene winds in Egypt's Western Desert, in Geomorphology, vol. 56, 1–2, novembre 2003, pp. 155-166, Bibcode:2003Geomo..56..155B, DOI:10.1016/S0169-555X(03)00076-X, ISSN 0169-555X.
- Nick Brooks, Isabelle Chiapello, Savino Di Lernia, Nick Drake, Michel Legrand, Cyril Moulin e Joseph Prospero, The climate-environment-society nexus in the Sahara from prehistoric times to the present day, in The Journal of North African Studies, vol. 10, 3–4, 24 gennaio 2007, pp. 253-292, DOI:10.1080/13629380500336680.
- D. M. Burr, J. Taylor Perron, M. P. Lamb, R. P. Irwin, G. C. Collins, A. D. Howard, L. S. Sklar, J. M. Moore, M. Adamkovics, V. R. Baker, S. A. Drummond e B. A. Black, IPCC's Fifth Assessment Report: What's in it for Africa? (PDF), in Geological Society of America Bulletin, vol. 125, 3–4, 2014. URL consultato il 23 maggio 2019.
- (EN) S.L. Burrough e D.S.G. Thomas, Central southern Africa at the time of the African Humid Period: a new analysis of Holocene palaeoenvironmental and palaeoclimate data, in Quaternary Science Reviews, vol. 80, novembre 2013, pp. 29-46, Bibcode:2013QSRv...80...29B, DOI:10.1016/j.quascirev.2013.08.001, ISSN 0277-3791.
- (EN) Isla S. Castañeda, Stefan Schouten, Jürgen Pätzold, Friedrich Lucassen, Simone Kasemann, Holger Kuhlmann e Enno Schefuß, Hydroclimate variability in the Nile River Basin during the past 28,000 years (PDF), in Earth and Planetary Science Letters, vol. 438, marzo 2016, pp. 47-56, Bibcode:2016E&PSL.438...47C, DOI:10.1016/j.epsl.2015.12.014, ISSN 0012-821X.
- (EN) Françoise Chalié e Vincent Roubeix, New insights into the termination of the African Humid Period (5.5 ka BP) in central Ethiopia from detailed analysis of a diatom record (PDF), in Journal of Paleolimnology, 6 settembre 2018, pp. 1-12, DOI:10.1007/s10933-018-0047-7, ISSN 1573-0417.
- (EN) Eustathios Chiotis, Reconstructing the Environment as a Scenery of Human History and Civilization, in Eustathios Chiotis (a cura di), Climate Changes in the Holocene: Impacts and Human Adaptation, 1ª ed., Boca Raton, CRC Press, 15 novembre 2018, DOI:10.1201/9781351260244, ISBN 978-1-351-26024-4. URL consultato il 27 maggio 2024.
- (EN) Martin Claussen, Claudia Kubatzki, Victor Brovkin, Andrey Ganopolski, Philipp Hoelzmann e Hans-Joachim Pachur, Simulation of an abrupt change in Saharan vegetation in the Mid-Holocene (PDF), in Geophysical Research Letters, vol. 26, n. 14, 1999, pp. 2037-2040, Bibcode:1999GeoRL..26.2037C, DOI:10.1029/1999GL900494, ISSN 1944-8007.
- (EN) Andrew S. Cohen, Ellen C. Hopmans, Jaap S. Sinninghe Damsté, Yongsong Huang, James M. Russell e Jessica E. Tierney, Northern Hemisphere Controls on Tropical Southeast African Climate During the Past 60,000 Years, in Science, vol. 322, n. 5899, 10 ottobre 2008, pp. 252-255, Bibcode:2008Sci...322..252T, DOI:10.1126/science.1160485, ISSN 1095-9203, PMID 18787132.
- (EN) Jennifer M. Cole, Steven L. Goldstein, Peter B. de Menocal, Sidney R. Hemming e Francis E. Grousset, Contrasting compositions of Saharan dust in the eastern Atlantic Ocean during the last deglaciation and African Humid Period, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 278, 3–4, febbraio 2009, pp. 257-266, Bibcode:2009E&PSL.278..257C, DOI:10.1016/j.epsl.2008.12.011, ISSN 0012-821X.
- (EN) Frédéric Colin, Anita Quiles, Mathieu Schuster, Dominique Schwartz, Catherine Duvette, Sylvie Marchand, Mennat-Allah El Dorry e Johan van Heesch, The End of the "green Oasis": Chronological Bayesian Modeling of Human and Environmental Dynamics in the Bahariya Area (Egyptian Sahara) from Pharaonic Third Intermediate Period to Medieval Times, in Radiocarbon, 2019, pp. 1-25, DOI:10.1017/RDC.2019.106, ISSN 0033-8222.
- (EN) Kassandra Costa, James Russell, Bronwen Konecky e Henry Lamb, Isotopic reconstruction of the African Humid Period and Congo Air Boundary migration at Lake Tana, Ethiopia, in Quaternary Science Reviews, vol. 83, gennaio 2014, pp. 58-67, Bibcode:2014QSRv...83...58C, DOI:10.1016/j.quascirev.2013.10.031, ISSN 0277-3791.
- (EN) Peter R. Coutros, A fluid past: Socio-hydrological systems of the West African Sahel across the long durée, in WIREs Water, vol. 6, n. 5, 2019, DOI:10.1002/wat2.1365, ISSN 2049-1948.
- (EN) Mauro Cremaschi e Andrea Zerboni, Early to Middle Holocene landscape exploitation in a drying environment: Two case studies compared from the central Sahara (SW Fezzan, Libya), in Comptes Rendus Geoscience, vol. 341, 8–9, agosto 2009, pp. 689-702, Bibcode:2009CRGeo.341..689C, DOI:10.1016/j.crte.2009.05.001, ISSN 1631-0713.
- (EN) Mauro Cremaschi, Andrea Zerboni, Christoph Spötl e Fabrizio Felletti, The calcareous tufa in the Tadrart Acacus Mt. (SW Fezzan, Libya), in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 287, 1–4, marzo 2010, pp. 81-94, Bibcode:2010PPP...287...81C, DOI:10.1016/j.palaeo.2010.01.019, ISSN 0031-0182.
- Anne-Laure Daniau, Stéphanie Desprat, Julie C. Aleman, Laurent Bremond, Basil Davis, William Fletcher, Jennifer R. Marlon, Laurent Marquer, Vincent Montade, César Morales-Molino, Filipa Naughton, Damien Rius e Dunia H. Urrego, Terrestrial plant microfossils in palaeoenvironmental studies, pollen, microcharcoal and phytolith. Towards a comprehensive understanding of vegetation, fire and climate changes over the past one million years, in Revue de Micropaléontologie, vol. 63, 1º giugno 2019, pp. 1-35, DOI:10.1016/j.revmic.2019.02.001, ISSN 0035-1598.
- Ahmed Dawelbeit, Etienne Jaillard e Ali Eisawi, Sedimentary and paleobiological records of the latest Pleistocene-Holocene climate evolution in the Kordofan region, Sudan, in Journal of African Earth Sciences, vol. 160, 1º dicembre 2019, p. 103605, Bibcode:2019JAfES.16003605D, DOI:10.1016/j.jafrearsci.2019.103605, ISSN 1464-343X.
- Vishal Dixit, Steven Sherwood, Olivier Geoffroy e Damianos Mantsis, The Role of Nonlinear Drying above the Boundary Layer in the Mid-Holocene African Monsoon, in Journal of Climate, vol. 31, n. 1, gennaio 2018, pp. 233-249, Bibcode:2018JCli...31..233D, DOI:10.1175/jcli-d-17-0234.1.
- (EN) Jeffrey P. Donnelly, J. Curt Stager, Laxmi Sushama, Qiong Zhang, Gulilat T. Diro, Marc Chiacchio, Kerry A. Emanuel e Francesco S. R. Pausata, Tropical cyclone activity enhanced by Sahara greening and reduced dust emissions during the African Humid Period, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 114, n. 24, 13 giugno 2017, pp. 6221-6226, Bibcode:2017PNAS..114.6221P, DOI:10.1073/pnas.1619111114, ISSN 1091-6490, PMC 5474772, PMID 28559352.
- (EN) N. Drake e C. Bristow, Shorelines in the Sahara: geomorphological evidence for an enhanced monsoon from palaeolake Megachad, in The Holocene, vol. 16, n. 6, 1º settembre 2006, pp. 901-911, Bibcode:2006Holoc..16..901D, DOI:10.1191/0959683606hol981rr.
- (EN) Hilde Eggermont, Dirk Verschuren, Maureen Fagot, Bob Rumes, Bert Van Bocxlaer e Stefan Kröpelin, Aquatic community response in a groundwater-fed desert lake to Holocene desiccation of the Sahara, in Quaternary Science Reviews, vol. 27, 25–26, dicembre 2008, pp. 2411-2425, Bibcode:2008QSRv...27.2411E, DOI:10.1016/j.quascirev.2008.08.028, ISSN 0277-3791.
- (EN) Max Engel, Helmut Brückner, Anna Pint, Kai Wellbrock, Andreas Ginau, Peter Voss, Matthias Grottker, Nicole Klasen e Peter Frenzel, The early Holocene humid period in NW Saudi Arabia – Sediments, microfossils and palaeo-hydrological modelling, in Quaternary International, vol. 266, luglio 2012, pp. 131-141, Bibcode:2012QuInt.266..131E, DOI:10.1016/j.quaint.2011.04.028, ISSN 1040-6182.ar
- (EN) Steven L. Forman, David K. Wright e Christopher Bloszies, Variations in water level for Lake Turkana in the past 8500 years near Mt. Porr, Kenya and the transition from the African Humid Period to Holocene aridity, in Quaternary Science Reviews, vol. 97, agosto 2014, pp. 84-101, Bibcode:2014QSRv...97...84F, DOI:10.1016/j.quascirev.2014.05.005, ISSN 0277-3791.
- Marco Gaetani, Gabriele Messori, Qiong Zhang, Cyrille Flamant e Francesco S. R. Pausata, Understanding the Mechanisms behind the Northward Extension of the West African Monsoon during the Mid-Holocene (PDF), in Journal of Climate, vol. 30, n. 19, ottobre 2017, pp. 7621-7642, Bibcode:2017JCli...30.7621G, DOI:10.1175/jcli-d-16-0299.1.
- (EN) A. Ganopolski, F. Chen, Y. Peng e L. Jin, Modeling sensitivity study of the possible impact of snow and glaciers developing over Tibetan Plateau on Holocene African-Asian summer monsoon climate, in Climate of the Past, vol. 5, n. 3, 21 agosto 2009, pp. 457-469, DOI:10.5194/cp-5-457-2009, ISSN 1814-9324.
- (EN) Yannick Garcin, Taylor F. Schildgen, Verónica Torres Acosta, Daniel Melnick, Julien Guillemoteau, Jane Willenbring e Manfred R. Strecker, Short-lived increase in erosion during the African Humid Period: Evidence from the northern Kenya Rift, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 459, febbraio 2017, pp. 58-69, Bibcode:2017E&PSL.459...58G, DOI:10.1016/j.epsl.2016.11.017, ISSN 0012-821X.
- (EN) Françoise Gasse, Hydrological changes in the African tropics since the Last Glacial Maximum, in Quaternary Science Reviews, vol. 19, 1–5, gennaio 2000, pp. 189-211, Bibcode:2000QSRv...19..189G, DOI:10.1016/S0277-3791(99)00061-X.
- Françoise Gasse e Elise Van Campo, Abrupt post-glacial climate events in West Asia and North Africa monsoon domains, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 126, n. 4, settembre 1994, pp. 435-456, Bibcode:1994E&PSL.126..435G, DOI:10.1016/0012-821X(94)90123-6.
- (EN) Thilo Gross, Paulo R. Guimarães, Paul L. Koch, Nathaniel J. Dominy, Lars Rudolf, Mathias M. Pires e Justin D. Yeakel, Collapse of an ecological network in Ancient Egypt, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 111, n. 40, 7 ottobre 2014, pp. 14472-14477, Bibcode:2014PNAS..11114472Y, DOI:10.1073/pnas.1408471111, ISSN 1091-6490, PMC 4210013, PMID 25201967, arXiv:1409.7006.
- (EN) Thomas P. Guilderson, Christopher D. Charles, Xavier Crosta, Aldo Shemesh, Sharon L. Kanfoush e David A. Hodell, Abrupt Cooling of Antarctic Surface Waters and Sea Ice Expansion in the South Atlantic Sector of the Southern Ocean at 5000 cal yr B.P., in Quaternary Research, vol. 56, n. 2, 2001, pp. 191-198, Bibcode:2001QuRes..56..191H, DOI:10.1006/qres.2001.2252, ISSN 1096-0287.
- (EN) Yvonne Hamann, Werner Ehrmann, Gerhard Schmiedl e Tanja Kuhnt, Modern and late Quaternary clay mineral distribution in the area of the SE Mediterranean Sea, in Quaternary Research, vol. 71, n. 3, 20 gennaio 2017, pp. 453-464, Bibcode:2009QuRes..71..453H, DOI:10.1016/j.yqres.2009.01.001, ISSN 0033-5894.
- (EN) Mohamed A. Hamdan e George A. Brook, Timing and characteristics of Late Pleistocene and Holocene wetter periods in the Eastern Desert and Sinai of Egypt, based on 14 C dating and stable isotope analysis of spring tufa deposits, in Quaternary Science Reviews, vol. 130, dicembre 2015, pp. 168-188, Bibcode:2015QSRv..130..168H, DOI:10.1016/j.quascirev.2015.09.011, ISSN 0277-3791.
- Simon K Haslett e Catherine F C Davies, Late Quaternary climate–ocean changes in western North Africa: offshore geochemical evidence, in Transactions of the Institute of British Geographers, vol. 31, n. 1, 1º marzo 2006, pp. 34-52, DOI:10.1111/j.1475-5661.2006.00193.x, ISSN 0020-2754.
- Christopher T. Hayes e Davin J. Wallace, Exploring records of Saharan dust transport and hurricanes in the western North Atlantic over the Holocene, in Quaternary Science Reviews, vol. 205, 1º febbraio 2019, pp. 1-9, Bibcode:2019QSRv..205....1H, DOI:10.1016/j.quascirev.2018.11.018, ISSN 0277-3791.
- (DE) Klaus Heine, Das Quartär in den Tropen: Eine Rekonstruktion des Paläoklimas, Berlin, Heidelberg, Springer Berlin Heidelberg, 2019, DOI:10.1007/978-3-662-57384-6, ISBN 978-3-662-57383-9.
- (EN) Christelle Hély, Pascale Braconnot, Julie Watrin e Weipeng Zheng, Climate and vegetation: Simulating the African humid period, in Comptes Rendus Geoscience, vol. 341, 8–9, agosto 2009, pp. 671-688, Bibcode:2009CRGeo.341..671H, DOI:10.1016/j.crte.2009.07.002, ISSN 1631-0713.
- Philipp Hoelzmann, Birgit Keding, Hubert Berke, Stefan Kröpelin e Hans-Joachim Kruse, Environmental change and archaeology: lake evolution and human occupation in the Eastern Sahara during the Holocene, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 169, 3–4, maggio 2001, pp. 193-217, Bibcode:2001PPP...169..193H, DOI:10.1016/S0031-0182(01)00211-5.
- (EN) Philipp Hoelzmann e Jonathan Holmes, The Late Pleistocene-Holocene African Humid Period as Evident in Lakes, in Oxford Research Encyclopedia of Climate Science, vol. 1, 26 aprile 2017, DOI:10.1093/acrefore/9780190228620.013.531.
- (EN) Peter O. Hopcroft, Paul J. Valdes, Anna B. Harper e David J. Beerling, Multi vegetation model evaluation of the Green Sahara climate regime: RAINFALL SUPPORTING A GREEN SAHARA, in Geophysical Research Letters, vol. 44, n. 13, 16 luglio 2017, pp. 6804-6813, DOI:10.1002/2017GL073740.
- (EN) Jianbin Huang, Shaowu Wang, Xinyu Wen e Bao Yang, Progress in studies of the climate of humid period and the impacts of changing precession in early-mid Holocene, in Progress in Natural Science, vol. 18, n. 12, dicembre 2008, pp. 1459-1464, DOI:10.1016/j.pnsc.2008.05.011, ISSN 1002-0071.
- (EN) Philip D. Hughes, C.R. Fenton e Philip L. Gibbard, Quaternary Glaciations of the Atlas Mountains, North Africa, in Developments in Quaternary Sciences, vol. 15, 1º gennaio 2011, pp. 1065-1074, DOI:10.1016/B978-0-444-53447-7.00076-3, ISBN 978-0-444-53447-7, ISSN 1571-0866.
- (EN) Susanne Jahns, A holocene pollen diagram from El Atrun, northern Sudan, in Vegetation History and Archaeobotany, vol. 4, n. 1, 1º febbraio 1995, pp. 23-30, DOI:10.1007/BF00198612, ISSN 1617-6278.
- (EN) Sacha C. Jones (a cura di), Africa from MIS 6-2: Population Dynamics and Paleoenvironments, Vertebrate Paleobiology and Paleoanthropology, Dordrecht, Springer Netherlands, 2016, DOI:10.1007/978-94-017-7520-5, ISBN 978-94-017-7519-9.
- (EN) S.J.A. Jung, G.R. Davies, G.M. Ganssen e D. Kroon, Stepwise Holocene aridification in NE Africa deduced from dust-borne radiogenic isotope records, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 221, 1–4, 30 aprile 2004, pp. 27-37, Bibcode:2004E&PSL.221...27J, DOI:10.1016/S0012-821X(04)00095-0, ISSN 0012-821X.
- (EN) Annett Junginger, Sybille Roller, Lydia A. Olaka e Martin H. Trauth, The effects of solar irradiation changes on the migration of the Congo Air Boundary and water levels of paleo-Lake Suguta, Northern Kenya Rift, during the African Humid Period (15–5ka BP), in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 396, febbraio 2014, pp. 1-16, Bibcode:2014PPP...396....1J, DOI:10.1016/j.palaeo.2013.12.007, ISSN 0031-0182.
- (EN) Annett Junginger e Martin H. Trauth, Hydrological constraints of paleo-Lake Suguta in the Northern Kenya Rift during the African Humid Period (15–5kaBP), in Global and Planetary Change, vol. 111, dicembre 2013, pp. 174-188, Bibcode:2013GPC...111..174J, DOI:10.1016/j.gloplacha.2013.09.005, ISSN 0921-8181.
- (EN) Douglas J. Kennett e James P. Kennett, Influence of Holocene marine transgression and climate change on cultural evolution in southern Mesopotamia, in Climate Change and Cultural Dynamics, 1º gennaio 2007, pp. 229-264, DOI:10.1016/B978-012088390-5.50012-1, ISBN 978-0-12-088390-5.
- (DE) Karin Kindermann e Erich Classen, Djara: zur mittelholozänen Besiedlungsgeschichte zwischen Niltal und Oasen, Abu-Muharik-Plateau, Ägypten, Köln, Heinrich-Barth-Instut, 2010, ISBN 978-3-927688-35-3, OCLC 641458909.
- (EN) G. Krinner, A.-M. Lézine, P. Braconnot, P. Sepulchre, G. Ramstein, C. Grenier e I. Gouttevin, A reassessment of lake and wetland feedbacks on the North African Holocene climate, in Geophysical Research Letters, vol. 39, n. 7, 2012, pp. n/a, Bibcode:2012GeoRL..39.7701K, DOI:10.1029/2012GL050992, ISSN 1944-8007.
- (EN) Stefan Krüger, Sarah Beuscher, Gerhard Schmiedl e Werner Ehrmann, Intensity of African Humid Periods Estimated from Saharan Dust Fluxes, in PLOS ONE, vol. 12, n. 1, 27 gennaio 2017, pp. e0170989, Bibcode:2017PLoSO..1270989E, DOI:10.1371/journal.pone.0170989, ISSN 1932-6203, PMC 5271358, PMID 28129378.
- (EN) S. Soriano, Ch Tribolo, M. Maggetti, S. Ozainne, A. Ballouche, A. Fahmy, K. Neumann, L. Lespez, M. Rasse e E. Huysecom, The emergence of pottery in Africa during the tenth millennium cal BC: new evidence from Ounjougou (Mali), in Antiquity, vol. 83, n. 322, 2009, pp. 905-917, DOI:10.1017/S0003598X00099245, ISSN 1745-1744.
- Rudolph Kuper, After 5000 BC: The Libyan desert in transition, in Comptes Rendus Palevol, vol. 5, 1–2, gennaio 2006, pp. 409-419, DOI:10.1016/j.crpv.2005.10.013.
- (EN) Judicaël Lebamba, Annie Vincens, Anne-Marie Lézine, Rob Marchant e Guillaume Buchet, Forest-savannah dynamics on the Adamawa plateau (Central Cameroon) during the "African humid period" termination: A new high-resolution pollen record from Lake Tizong (DOC), in Review of Palaeobotany and Palynology, vol. 235, dicembre 2016, pp. 129-139, DOI:10.1016/j.revpalbo.2016.10.001, ISSN 0034-6667.
- (EN) Savino di Lernia, Stefano Biagetti, Kathleen Ryan, Silvia Bruni, Lucy Cramp, Mélanie Salque, Richard P. Evershed e Julie Dunne, First dairying in green Saharan Africa in the fifth millennium bc, in Nature, vol. 486, n. 7403, giugno 2012, pp. 390-394, Bibcode:2012Natur.486..390D, DOI:10.1038/nature11186, ISSN 1476-4687, PMID 22722200.
- (EN) Savino di Lernia, Stefano Biagetti, Slivia Bruni, Lucy Cramp, Richard P. Evershed e Julie Dunne, The beginnings of dairying as practised by pastoralists in 'green' Saharan Africa in the 5th millennium BC, in Documenta Praehistorica, vol. 40, 8 dicembre 2013, pp. 118-130, DOI:10.4312/dp.40.10, ISSN 1854-2492.
- (EN) Savino di Lernia, Silvia Bruni, Richard P. Evershed, Anna Maria Mercuri e Julie Dunne, Earliest direct evidence of plant processing in prehistoric Saharan pottery, in Nature Plants, vol. 3, n. 1, gennaio 2017, p. 16194, DOI:10.1038/nplants.2016.194, ISSN 2055-0278, PMID 27991880.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Jean-Claude Duplessy e Jean-Pierre Cazet, West African monsoon variability during the last deglaciation and the Holocene: Evidence from fresh water algae, pollen and isotope data from core KW31, Gulf of Guinea, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 219, 3–4, aprile 2005, pp. 225-237, Bibcode:2005PPP...219..225L, DOI:10.1016/j.palaeo.2004.12.027, ISSN 0031-0182.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Timing of vegetation changes at the end of the Holocene Humid Period in desert areas at the northern edge of the Atlantic and Indian monsoon systems, in Comptes Rendus Geoscience, vol. 341, 8–9, agosto 2009, pp. 750-759, Bibcode:2009CRGeo.341..750L, DOI:10.1016/j.crte.2009.01.001, ISSN 1631-0713.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Christian Robert, Serge Cleuziou, Marie-Louise Inizan, Frank Braemer, Jean-François Saliège, Florence Sylvestre, Jean-Jacques Tiercelin, Rémy Crassard, Sophie Méry, Vincent Charpentier e Tara Steimer-Herbet, Climate change and human occupation in the Southern Arabian lowlands during the last deglaciation and the Holocene, in Global and Planetary Change, vol. 72, n. 4, luglio 2010, pp. 412-428, Bibcode:2010GPC....72..412L, DOI:10.1016/j.gloplacha.2010.01.016, ISSN 0921-8181.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Augustin F.-C. Holl, Judicaël Lebamba, Annie Vincens, Chimène Assi-Khaudjis, Louis Février e Émmanuelle Sultan, Temporal relationship between Holocene human occupation and vegetation change along the northwestern margin of the Central African rainforest, in Comptes Rendus Geoscience, vol. 345, 7–8, luglio 2013, pp. 327-335, Bibcode:2013CRGeo.345..327L, DOI:10.1016/j.crte.2013.03.001, ISSN 1631-0713.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Vegetation at the Time of the African Humid Period, in Oxford Research Encyclopedia of Climate Science, vol. 1, 24 maggio 2017, DOI:10.1093/acrefore/9780190228620.013.530.
- (EN) Anne-Marie Lézine, Sarah J. Ivory, Pascale Braconnot e Olivier Marti, Timing of the southward retreat of the ITCZ at the end of the Holocene Humid Period in Southern Arabia: Data-model comparison, in Quaternary Science Reviews, vol. 164, 15 maggio 2017, pp. 68-76, Bibcode:2017QSRv..164...68L, DOI:10.1016/j.quascirev.2017.03.019, ISSN 0277-3791.
- (EN) Jörg Linstädter e Stefan Kröpelin, Wadi Bakht revisited: Holocene climate change and prehistoric occupation in the Gilf Kebir region of the Eastern Sahara, SW Egypt, in Geoarchaeology, vol. 19, n. 8, 2004, pp. 753-778, DOI:10.1002/gea.20023, ISSN 1520-6548.
- (EN) Z. Y. Liu, T. Kiefer, Z. T. Guo, J. Fasullo, H. Cheng, B. Wang e P. X. Wang, The global monsoon across timescales: coherent variability of regional monsoons, in Climate of the Past, vol. 10, n. 6, 21 novembre 2014, pp. 2007-2052, Bibcode:2014CliPa..10.2007W, DOI:10.5194/cp-10-2007-2014, ISSN 1814-9324.
- (EN) Zhengyu Liu, Kim M. Cobb, J. Curt Stager, Eva M. Niedermeyer, Léon Chafik, Zhengyao Lu, Francesco Muschitiello, Qiong Zhang e Francesco S. R. Pausata, Greening of the Sahara suppressed ENSO activity during the mid-Holocene, in Nature Communications, vol. 8, 7 luglio 2017, p. 16020, Bibcode:2017NatCo...816020P, DOI:10.1038/ncomms16020, ISSN 2041-1723, PMC 5504352, PMID 28685758.
- (EN) Xiting Liu, Rebecca Rendle-Bühring, Holger Kuhlmann e Anchun Li, Two phases of the Holocene East African Humid Period: Inferred from a high-resolution geochemical record off Tanzania, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 460, febbraio 2017, pp. 123-134, Bibcode:2017E&PSL.460..123L, DOI:10.1016/j.epsl.2016.12.016, ISSN 0012-821X.
- (EN) Michel Magny e Jean Nicolas Haas, A major widespread climatic change around 5300 cal. yr BP at the time of the Alpine Iceman, in Journal of Quaternary Science, vol. 19, n. 5, 2004, pp. 423-430, Bibcode:2004JQS....19..423M, DOI:10.1002/jqs.850, ISSN 1099-1417.
- J Maley, Last Glacial Maximum lacustrine and fluviatile Formations in the Tibesti and other Saharan mountains, and large-scale climatic teleconnections linked to the activity of the Subtropical Jet Stream, in Global and Planetary Change, vol. 26, 1–3, novembre 2000, pp. 121-136, Bibcode:2000GPC....26..121M, DOI:10.1016/S0921-8181(00)00039-4.
- (EN) Jeremiah P. Marsicek, Bryan Shuman, Simon Brewer, David R. Foster e W. Wyatt Oswald, Moisture and temperature changes associated with the mid-Holocene Tsuga decline in the northeastern United States, in Quaternary Science Reviews, vol. 80, novembre 2013, pp. 129-142, Bibcode:2013QSRv...80..129M, DOI:10.1016/j.quascirev.2013.09.001, ISSN 0277-3791.
- (EN) Max Martin (a cura di), Geography in Britain after World War II: Nature, Climate, and the Etchings of Time, Cham, Springer International Publishing, 2019, DOI:10.1007/978-3-030-28323-0, ISBN 978-3-030-28322-3.
- (EN) Mark Maslin, Katie Manning e Chris Brierley, Pastoralism may have delayed the end of the green Sahara, in Nature Communications, vol. 9, n. 1, 1º ottobre 2018, p. 4018, Bibcode:2018NatCo...9.4018B, DOI:10.1038/s41467-018-06321-y, ISSN 2041-1723, PMC 6167352, PMID 30275473.
- Albert Matter, Ayman Mahjoub, Eike Neubert, Frank Preusser, Antje Schwalb, Sönke Szidat e Gerwin Wulf, Reactivation of the Pleistocene trans-Arabian Wadi ad Dawasir fluvial system (Saudi Arabia) during the Holocene humid phase (PDF), in Geomorphology, vol. 270, ottobre 2016, pp. 88-101, Bibcode:2016Geomo.270...88M, DOI:10.1016/j.geomorph.2016.07.013.
- Jon-Paul McCool, Carbonates as evidence for groundwater discharge to the Nile River during the Late Pleistocene and Holocene, in Geomorphology, vol. 331, 15 aprile 2019, pp. 4-21, Bibcode:2019Geomo.331....4M, DOI:10.1016/j.geomorph.2018.09.026, ISSN 0169-555X.
- (EN) Frédéric Médail, Nathalie Duong, Anne Roig, Bruno Fady, Marianick Juin, Alex Baumel e Jérémy Migliore, Surviving in Mountain Climate Refugia: New Insights from the Genetic Diversity and Structure of the Relict Shrub Myrtus nivellei (Myrtaceae) in the Sahara Desert, in PLOS ONE, vol. 8, n. 9, 18 settembre 2013, pp. e73795, Bibcode:2013PLoSO...873795M, DOI:10.1371/journal.pone.0073795, ISSN 1932-6203, PMC 3776782, PMID 24058489.
- (EN) Peter B. de Menocal, Palaeoclimate: End of the African Humid Period, in Nature Geoscience, vol. 8, n. 2, febbraio 2015, pp. 86-87, Bibcode:2015NatGe...8...86D, DOI:10.1038/ngeo2355, ISSN 1752-0908.
- (EN) Anna Maria Mercuri e D'Andrea (a cura di), Plants and People in the African Past: Progress in African Archaeobotany, Cham, Springer International Publishing, 2018, DOI:10.1007/978-3-319-89839-1, ISBN 978-3-319-89838-4.
- Sarah E. Metcalfe e David J. Nash, Quaternary environmental change in the tropics, collana Blackwell quaternary geoscience series, Wiley, 2012, DOI:10.1002/9781118336311, ISBN 978-1-118-33631-1.
- (EN) Carrie Morrill, Jonathan T. Overpeck e Julia E. Cole, A synthesis of abrupt changes in the Asian summer monsoon since the last deglaciation, in The Holocene, vol. 13, n. 4, 27 luglio 2016, pp. 465-476, Bibcode:2003Holoc..13..465M, DOI:10.1191/0959683603hl639ft.
- (EN) Amy Morrissey e Christopher A. Scholz, Paleohydrology of Lake Turkana and its influence on the Nile River system, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 403, giugno 2014, pp. 88-100, Bibcode:2014PPP...403...88M, DOI:10.1016/j.palaeo.2014.03.029, ISSN 0031-0182.
- Jan Moeyersons, Jan Nyssen, Jean Poesen, Jozef Deckers e Mitiku Haile, Age and backfill/overfill stratigraphy of two tufa dams, Tigray Highlands, Ethiopia: Evidence for Late Pleistocene and Holocene wet conditions, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 230, 1–2, gennaio 2006, pp. 165-181, Bibcode:2006PPP...230..165M, DOI:10.1016/j.palaeo.2005.07.013.
- (EN) Daniel R. Muhs, Joel Roskin, Haim Tsoar, Gary Skipp, James R. Budahn, Amihai Sneh, Naomi Porat, Jean-Daniel Stanley, Itzhak Katra e Dan G. Blumberg, Origin of the Sinai–Negev erg, Egypt and Israel: mineralogical and geochemical evidence for the importance of the Nile and sea level history, in Quaternary Science Reviews, vol. 69, giugno 2013, pp. 28-48, Bibcode:2013QSRv...69...28M, DOI:10.1016/j.quascirev.2013.02.022, ISSN 0277-3791.
- (EN) Francesco Muschitiello, Qiong Zhang, Hanna S. Sundqvist, Frazer J. Davies e Hans Renssen, Arctic climate response to the termination of the African Humid Period, in Quaternary Science Reviews, vol. 125, ottobre 2015, pp. 91-97, Bibcode:2015QSRv..125...91M, DOI:10.1016/j.quascirev.2015.08.012, ISSN 0277-3791.
- (EN) Eva M. Niedermeyer, Enno Schefuß, Alex L. Sessions, Stefan Mulitza, Gesine Mollenhauer, Michael Schulz e Gerold Wefer, Orbital- and millennial-scale changes in the hydrologic cycle and vegetation in the western African Sahel: insights from individual plant wax δD and δ13C, in Quaternary Science Reviews, vol. 29, 23–24, novembre 2010, pp. 2996-3005, Bibcode:2010QSRv...29.2996N, DOI:10.1016/j.quascirev.2010.06.039, ISSN 0277-3791.
- (EN) Sandra L. Olsen, Weighing the Evidence for Ancient Afro-Arabian Cultural Connections through Neolithic Rock Art (XML), in Human Interaction with the Environment in the Red Sea, 1º gennaio 2017, pp. 89-129, DOI:10.1163/9789004330825_007, ISBN 978-90-04-33082-5.
- (DE) Hans-Joachim Pachur e Norbert Altmann, Die Ostsahara im Spätquartär : Ökosystemwandel im größten hyperariden Raum der Erde, Berlin, Heidelberg, Springer-Verlag Berlin Heidelberg, 2006, ISBN 978-3-540-47625-2, OCLC 315826557.
- (EN) John Peck, Christopher A. Scholz, John King, Clifford W. Heil, Bette Otto-Bliesner, Jonathan T. Overpeck, Konrad A. Hughen, Nicholas P. McKay e Timothy M. Shanahan, The time-transgressive termination of the African Humid Period, in Nature Geoscience, vol. 8, n. 2, febbraio 2015, pp. 140-144, Bibcode:2015NatGe...8..140S, DOI:10.1038/ngeo2329, ISSN 1752-0908.
- Benjamin T. Pennington, Mohamed A. Hamdan, Ben R. Pears e Hamed I. Sameh, Aridification of the Egyptian Sahara 5000–4000 cal BP revealed from x-ray fluorescence analysis of Nile Delta sediments at Kom al-Ahmer/Kom Wasit (PDF), in Quaternary International, vol. 514, 30 aprile 2019, pp. 108-118, DOI:10.1016/j.quaint.2019.01.015, ISSN 1040-6182.
- Alessandro Perego, Andrea Zerboni e Mauro Cremaschi, Geomorphological Map of the Messak Settafet and Mellet (Central Sahara, SW Libya), in Journal of Maps, vol. 7, n. 1, 1º gennaio 2011, pp. 464-475, DOI:10.4113/jom.2011.1207.
- (EN) N. Petit-Maire, Interglacial Environments in Presently Hyperarid Sahara : Palaeoclimatic Implications, in Margaret Leinen (a cura di), Paleoclimatology and Paleometeorology: Modern and Past Patterns of Global Atmospheric Transport, NATO ASI Series, Springer Netherlands, 1989, pp. 637-661, DOI:10.1007/978-94-009-0995-3_27, ISBN 978-94-009-0995-3.
- (EN) Vladimir Petoukhov, Claudia Kubatzki, Andrey Ganopolski, Victor Brovkin e Martin Claussen, Climate Change in Northern Africa: The Past is Not the Future (PDF), in Climatic Change, vol. 57, 1–2, 1º marzo 2003, pp. 99-118, DOI:10.1023/A:1022115604225, ISSN 1573-1480.
- (EN) Michael D. Petraglia (a cura di), The Evolution of Human Populations in Arabia: Paleoenvironments, Prehistory and Genetics, Vertebrate Paleobiology and Paleoanthropology, Springer Netherlands, 2010, ISBN 978-90-481-2718-4. Ospitato su Academia.edu.
- (EN) Rebecca Phillipps, Simon Holdaway, Willeke Wendrich e René Cappers, Mid-Holocene occupation of Egypt and global climatic change, in Quaternary International, vol. 251, febbraio 2012, pp. 64-76, Bibcode:2012QuInt.251...64P, DOI:10.1016/j.quaint.2011.04.004, ISSN 1040-6182.
- Jinling Piao, Wen Chen, Lin Wang, Francesco S. R. Pausata e Qiong Zhang, Northward extension of the East Asian summer monsoon during the mid-Holocene, in Global and Planetary Change, vol. 184, 1º gennaio 2020, p. 103046, Bibcode:2020GPC...18403046P, DOI:10.1016/j.gloplacha.2019.103046, ISSN 0921-8181.
- (EN) Anne Pirie, Salvatore Garfi, Joanne Clarke e Nick Brooks, The archaeology of Western Sahara: results of environmental and archaeological reconnaissance, in Antiquity, vol. 83, n. 322, 2009, pp. 918-934, DOI:10.1017/S0003598X00099257, ISSN 1745-1744.
- (EN) Sushma Prasad e Jörg F. W. Negendank, Holocene Palaeoclimate in the Saharo—Arabian Desert, in Hubertus Fischer (a cura di), The Climate in Historical Times: Towards a Synthesis of Holocene Proxy Data and Climate Models, GKSS School of Environmental Research, Springer Berlin Heidelberg, 2004, pp. 209-227, DOI:10.1007/978-3-662-10313-5_12, ISBN 978-3-662-10313-5.
- (EN) J. Quade, E. Dente, M. Armon, Y. Ben Dor, E. Morin, O. Adam e Y. Enzel, Megalakes in the Sahara? A Review, in Quaternary Research, vol. 90, n. 2, 14 giugno 2018, pp. 253-275, Bibcode:2018QuRes..90..253Q, DOI:10.1017/qua.2018.46, ISSN 0033-5894.
- D. Radies, S.T. Hasiotis, F. Preusser, E. Neubert e A. Matter, Paleoclimatic significance of Early Holocene faunal assemblages in wet interdune deposits of the Wahiba Sand Sea, Sultanate of Oman, in Journal of Arid Environments, vol. 62, n. 1, luglio 2005, pp. 109-125, Bibcode:2005JArEn..62..109R, DOI:10.1016/j.jaridenv.2004.09.021.
- (EN) Ana Ramos (a cura di), Deep-Sea Ecosystems Off Mauritania, Dordrecht, Springer Netherlands, 2017, DOI:10.1007/978-94-024-1023-5, ISBN 978-94-024-1021-1.
- Rachel E. B. Reid, Mica Jones, Steven Brandt, Henry Bunn e Fiona Marshall, Oxygen isotope analyses of ungulate tooth enamel confirm low seasonality of rainfall contributed to the African Humid Period in Somalia, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, vol. 534, 15 novembre 2019, p. 109272, Bibcode:2019PPP...534j9272R, DOI:10.1016/j.palaeo.2019.109272, ISSN 0031-0182.
- (EN) Paula J. Reimer, Andrew S. Carr, Michael E. Meadows e Brian M. Chase, Evidence for progressive Holocene aridification in southern Africa recorded in Namibian hyrax middens: Implications for African Monsoon dynamics and the African Humid Period, in Quaternary Research, vol. 74, n. 1, 2010, pp. 36-45, Bibcode:2010QuRes..74...36C, DOI:10.1016/j.yqres.2010.04.006, ISSN 1096-0287.
- (EN) P. G. Renaud, B. M. Riegl, G. P. Rowlands e S. J. Purkis, The paradox of tropical karst morphology in the coral reefs of the arid Middle East, in Geology, vol. 38, n. 3, 1º marzo 2010, pp. 227-230, Bibcode:2010Geo....38..227P, DOI:10.1130/G30710.1, ISSN 0091-7613.
- (EN) H. Renssen, V. Brovkin, T. Fichefet e H. Goosse, Holocene climate instability during the termination of the African Humid Period, in Geophysical Research Letters, vol. 30, n. 4, 1º febbraio 2003, p. 1184, Bibcode:2003GeoRL..30.1184R, DOI:10.1029/2002GL016636, ISSN 1944-8007.
- (EN) H. Renssen, V. Brovkin, T. Fichefet e H. Goosse, Simulation of the Holocene climate evolution in Northern Africa: The termination of the African Humid Period, in Quaternary International, vol. 150, n. 1, giugno 2006, pp. 95-102, Bibcode:2006QuInt.150...95R, DOI:10.1016/j.quaint.2005.01.001, ISSN 1040-6182.
- (EN) Marie Revel, E. Ducassou, F.E. Grousset, S.M. Bernasconi, S. Migeon, S. Revillon, J. Mascle, A. Murat, S. Zaragosi e D. Bosch, 100,000 Years of African monsoon variability recorded in sediments of the Nile margin, in Quaternary Science Reviews, vol. 29, 11–12, giugno 2010, pp. 1342-1362, Bibcode:2010QSRv...29.1342R, DOI:10.1016/j.quascirev.2010.02.006, ISSN 0277-3791.
- H. Riemer, Archaeology and Environment of the Western Desert of Egypt: 14C-Based Human Occupation History as an Archive for Holocene Palaeoclimatic Reconstruction, a cura di S.A.A Youssef, Proceedings of The First International Conference on the Geology of the Tethys, Cairo, Cairo University, 2006, pp. 553-564.
- Virginia P. Rojas, Laure Meynadier, Christophe Colin, Franck Bassinot, Jean-Pierre Valet e Serge Miska, Multi-tracer study of continental erosion and sediment transport to the Red Sea and the Gulf of Aden during the last 20 ka, in Quaternary Science Reviews, vol. 212, 15 maggio 2019, pp. 135-148, Bibcode:2019QSRv..212..135R, DOI:10.1016/j.quascirev.2019.02.033, ISSN 0277-3791.
- (EN) Vincent Roubeix e Françoise Chalié, New insights into the termination of the African Humid Period (5.5 ka BP) in central Ethiopia from detailed analysis of a diatom record (PDF), in Journal of Paleolimnology, vol. 61, n. 1, 1º gennaio 2019, pp. 99-110, Bibcode:2019JPall..61...99R, DOI:10.1007/s10933-018-0047-7, ISSN 1573-0417.
- (EN) Ursula Röhl, Frank Lamy, Torsten Bickert, Alexandra Jahn, Jens Fohlmeister, Jan-Berend W. Stuut, Martin Claussen e Rik Tjallingii, Coherent high- and low-latitude control of the northwest African hydrological balance, in Nature Geoscience, vol. 1, n. 10, ottobre 2008, pp. 670-675, Bibcode:2008NatGe...1..670T, DOI:10.1038/ngeo289, ISSN 1752-0908.
- (EN) Jürgen Runge, African Palaeoenvironments and Geomorphic Landscape Evolution: Palaeoecology of Africa, collana An International Yearbook of Landscape Evolution and Palaeoenvironments, Vol. 30, 1ª ed., CRC Press, 1º novembre 2010, DOI:10.1201/b10542, ISBN 978-0-203-84527-1.
- (EN) Jürgen Runge, New Studies on Former and Recent Landscape Changes in Africa: Palaeoecology of Africa 32, 1ª ed., CRC Press, 15 novembre 2013, DOI:10.1201/b15982, ISBN 978-1-315-81505-3.
- (EN) James Russell e Sarah J. Ivory, Lowland forest collapse and early human impacts at the end of the African Humid Period at Lake Edward, equatorial East Africa, in Quaternary Research, vol. 89, n. 1, 2018, pp. 7-20, Bibcode:2018QuRes..89....7I, DOI:10.1017/qua.2017.48, ISSN 1096-0287.
- (EN) Dirk Sachse, Achim Brauer, Manfred R. Strecker, Rik Tjallingii, Laura S. Epp, Andrew A. Ako, Jean-Michel Onana, Kevin G. Mbusnum, Brian Brademann, Richard Oslisly, Lydie M. Dupont, David Sebag, Enno Schefuß, Geoffroy de Saulieu, Guillemette Ménot, Pierre Deschamps e Yannick Garcin, Early anthropogenic impact on Western Central African rainforests 2,600 y ago, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 115, n. 13, 27 marzo 2018, pp. 3261-3266, Bibcode:2018PNAS..115.3261G, DOI:10.1073/pnas.1715336115, ISSN 1091-6490, PMC 5879660, PMID 29483260.
- (EN) Rushdi Said, PAST FLUCTUATIONS OF THE NILE, in The River Nile, Elsevier, 1993, pp. 127–169, DOI:10.1016/b978-0-08-041886-5.50020-5, ISBN 978-0-08-041886-5. URL consultato il 4 maggio 2019.
- Mark Sangen, Late Quaternary palaeoenvironments in Southern Cameroon as evidenced by alluvial sediments from the tropical rain forest and savanna domain, in Jürgen Runge (a cura di), Landscape evolution, neotectonics and quaternary environmental change in southern Cameroon, 1ª ed., Boca Raton (Florida), CRC Press/Balkema, 2012, ISBN 978-0-203-12020-0, OCLC 802261801.
- Juan I. Santisteban, Rosa Mediavilla, Luis Galán de Frutos e Ignacio López Cilla, Holocene floods in a complex fluvial wetland in central Spain: Environmental variability, climate and time, in Global and Planetary Change, vol. 181, 1º ottobre 2019, p. 102986, Bibcode:2019GPC...18102986S, DOI:10.1016/j.gloplacha.2019.102986, ISSN 0921-8181.
- (EN) Enno Schefuß, Didier Roche, Charlotte Skonieczny, Stefan Mulitza, Britta Beckmann, Luis Gimeno, Thibaut Caley, Matthias Prange e James A. Collins, Rapid termination of the African Humid Period triggered by northern high-latitude cooling, in Nature Communications, vol. 8, n. 1, 8 novembre 2017, p. 1372, Bibcode:2017NatCo...8.1372C, DOI:10.1038/s41467-017-01454-y, ISSN 2041-1723, PMC 5678106, PMID 29118318.
- (EN) Mathieu Schuster e Alexis Nutz, Stepwise drying of Lake Turkana at the end of the African Humid Period: a forced regression modulated by solar activity variations?, in Solid Earth, vol. 7, n. 6, 1º dicembre 2016, pp. 1609-1618, Bibcode:2016SolE....7.1609N, DOI:10.5194/se-7-1609-2016, ISSN 1869-9510.
- (EN) P Sepulchre, M Schuster, G Ramstein, G Krinnezr, J Girard, P Vignaud e M Brunet, Evolution of Lake Chad Basin hydrology during the mid-Holocene: A preliminary approach from lake to climate modelling, in Global and Planetary Change, vol. 61, 1–2, marzo 2008, pp. 41-48, Bibcode:2008GPC....61...41S, DOI:10.1016/j.gloplacha.2007.08.010, ISSN 0921-8181.
- (EN) M. Servant, G. Buchet e A. Vincens, Vegetation response to the "African Humid Period" termination in Central Cameroon (7° N) – new pollen insight from Lake Mbalang, in Climate of the Past, vol. 6, n. 3, 4 maggio 2010, pp. 281-294, DOI:10.5194/cp-6-281-2010, ISSN 1814-9324.
- Lijuan Sha, Yassine Ait Brahim, Jasper A. Wassenburg, Jianjun Yin, Matthew Peros, Francisco W. Cruz, Yanjun Cai, Hanying Li, Wenjing Du, Haiwei Zhang, R. Lawrence Edwards e Hai Cheng, How Far North Did the African Monsoon Fringe Expand During the African Humid Period? Insights From Southwest Moroccan Speleothems, in Geophysical Research Letters, vol. 46, n. 23, 13 dicembre 2019, pp. 14093-14102, DOI:10.1029/2019GL084879.
- (EN) ZhengGuo Shi e XiaoDong Liu, Effect of precession on the Asian summer monsoon evolution: A systematic review, in Chinese Science Bulletin, vol. 54, n. 20, 1º ottobre 2009, pp. 3720-3730, Bibcode:2009ChSBu..54.3720L, DOI:10.1007/s11434-009-0540-5, ISSN 1861-9541.
- (EN) Christopher B. Skinner e Christopher J. Poulsen, The role of fall season tropical plumes in enhancing Saharan rainfall during the African Humid Period, in Geophysical Research Letters, vol. 43, n. 1, 2016, pp. 349-358, Bibcode:2016GeoRL..43..349S, DOI:10.1002/2015GL066318, ISSN 1944-8007.
- (EN) Benjamin Daniel Smith, Hunting in yellow waters: an ethnoarchaeological perspective on selective fishing on Lake Turkana, in Quaternary International, vol. 471, marzo 2018, pp. 241-251, Bibcode:2018QuInt.471..241S, DOI:10.1016/j.quaint.2017.11.038.
- (EN) Clive A. Spinage, The Changing Climate of Africa Part I: Introduction and Eastern Africa, in African Ecology, Springer Berlin Heidelberg, 2012, pp. 57-141, DOI:10.1007/978-3-642-22872-8_2, ISBN 978-3-642-22871-1.
- B. Sponholz, R. Baumhauer e P. Felix-Henningsen, Fulgurites in the southern Central Sahara, Republic of Niger and their palaeoenvironmental significance, in The Holocene, vol. 3, n. 2, 27 luglio 2016, pp. 97-104, DOI:10.1177/095968369300300201.
- (EN) Jeffrey P. Stivers, Didier B. Dutheil, Hannah M. Moots, Enzo Cocca, Isabella Massamba N'siala, Carlo Giraudi, Thomas G. Kaye, Thomas W. Stafford Jr e Anna Maria Mercuri, Lakeside Cemeteries in the Sahara: 5000 Years of Holocene Population and Environmental Change, in PLOS ONE, vol. 3, n. 8, 14 agosto 2008, pp. e2995, Bibcode:2008PLoSO...3.2995S, DOI:10.1371/journal.pone.0002995, ISSN 1932-6203, PMC 2515196, PMID 18701936.
- (EN) Christopher M. Stojanowski, Charisse L. Carver e Katherine A. Miller, Incisor avulsion, social identity and Saharan population history: New data from the Early Holocene southern Sahara, in Journal of Anthropological Archaeology, vol. 35, settembre 2014, pp. 79-91, DOI:10.1016/j.jaa.2014.04.007, ISSN 0278-4165.
- Weiyi Sun, Bin Wang, Qiong Zhang, Francesco S. R. Pausata, Deliang Chen, Guonian Lu, Mi Yan, Liang Ning e Jian Liu, Northern Hemisphere Land Monsoon Precipitation Increased by the Green Sahara During Middle Holocene, in Geophysical Research Letters, vol. 46, n. 16, 19 agosto 2019, pp. 9870-9879, Bibcode:2019GeoRL..46.9870S, DOI:10.1029/2019GL082116.
- (EN) F. Sylvestre, J.-C. Doumnang, P. Deschamps, G. Buchet, J. Guiot, A. Vincens e P. G. C. Amaral, Palynological evidence for gradual vegetation and climate changes during the African Humid Period termination at 13°N from a Mega-Lake Chad sedimentary sequence, in Climate of the Past, vol. 9, n. 1, 29 gennaio 2013, pp. 223-241, Bibcode:2013CliPa...9..223A, DOI:10.5194/cp-9-223-2013, ISSN 1814-9324.
- (EN) Mary Anne Tafuri, R. Alexander Bentley, Giorgio Manzi e Savino di Lernia, Mobility and kinship in the prehistoric Sahara: Strontium isotope analysis of Holocene human skeletons from the Acacus Mts. (southwestern Libya), in Journal of Anthropological Archaeology, vol. 25, n. 3, settembre 2006, pp. 390-402, DOI:10.1016/j.jaa.2006.01.002, ISSN 0278-4165.
- Michael R. Talbot, Maria Letizia Filippi, Niels Bo Jensen e Jean-Jacques Tiercelin, An abrupt change in the African monsoon at the end of the Younger Dryas (PDF), in Geochemistry, Geophysics, Geosystems, vol. 8, n. 3, marzo 2007, pp. n/a, Bibcode:2007GGG.....8.3005T, DOI:10.1029/2006GC001465.
- (EN) Alexander J. Thompson, Christopher B. Skinner, Christopher J. Poulsen e Jiang Zhu, Modulation of Mid-Holocene African Rainfall by Dust Aerosol Direct and Indirect Effects, in Geophysical Research Letters, vol. 46, n. 7, 2019, pp. 3917-3926, Bibcode:2019GeoRL..46.3917T, DOI:10.1029/2018GL081225, ISSN 1944-8007.
- (EN) Jessica E. Tierney, Sophie C. Lewis, Benjamin I. Cook, Allegra N. LeGrande e Gavin A. Schmidt, Model, proxy and isotopic perspectives on the East African Humid Period, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 307, 1–2, luglio 2011, pp. 103-112, Bibcode:2011E&PSL.307..103T, DOI:10.1016/j.epsl.2011.04.038, ISSN 0012-821X.
- (EN) Michael R. Toomey, William B. Curry, Jeffrey P. Donnelly e Peter J. van Hengstum, Reconstructing 7000 years of North Atlantic hurricane variability using deep-sea sediment cores from the western Great Bahama Bank: A 7000 YR RECORD OF HURRICANE ACTIVITY, in Paleoceanography, vol. 28, n. 1, marzo 2013, pp. 31-41, DOI:10.1002/palo.20012.
- Lixin Wang, George A. Brook, David A. Burney, Ny Riavo G. Voarintsoa, Fuyuan Liang, Hai Cheng e R. Lawrence Edwards, The African Humid Period, rapid climate change events, the timing of human colonization, and megafaunal extinctions in Madagascar during the Holocene: Evidence from a 2m Anjohibe Cave stalagmite, in Quaternary Science Reviews, vol. 210, 15 aprile 2019, pp. 136-153, Bibcode:2019QSRv..210..136W, DOI:10.1016/j.quascirev.2019.02.004, ISSN 0277-3791.
- (EN) Julie Watrin, Anne-Marie Lézine e Christelle Hély, Plant migration and plant communities at the time of the "green Sahara", in Comptes Rendus Geoscience, vol. 341, 8–9, agosto 2009, pp. 656-670, Bibcode:2009CRGeo.341..656W, DOI:10.1016/j.crte.2009.06.007, ISSN 1631-0713.
- (EN) Fred Wendorf, Wibjörn Karlén e Romuald Schild, Middle Holocene environments of north and east Africa, with special emphasis on the African Sahara, in Climate Change and Cultural Dynamics, 1º gennaio 2007, pp. 189-227, DOI:10.1016/B978-012088390-5.50011-X, ISBN 978-0-12-088390-5.
- (EN) Kevin H. White, Charlie S. Bristow, Simon J. Armitage, Roger M. Blench e Nick A. Drake, Ancient watercourses and biogeography of the Sahara explain the peopling of the desert, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 108, n. 2, 11 gennaio 2011, pp. 458-462, Bibcode:2011PNAS..108..458D, DOI:10.1073/pnas.1012231108, ISSN 1091-6490, PMC 3021035, PMID 21187416.
- (EN) Martin Williams, Michael Talbot, Paul Aharon, Yassin Abdl Salaam, Frances Williams e Knut Inge Brendeland, Abrupt return of the summer monsoon 15,000 years ago: new supporting evidence from the lower White Nile valley and Lake Albert, in Quaternary Science Reviews, vol. 25, 19–20, ottobre 2006, pp. 2651-2665, Bibcode:2006QSRv...25.2651W, DOI:10.1016/j.quascirev.2005.07.019, ISSN 0277-3791.
- (EN) Jiawang Wu, Zhifei Liu, Jan-Berend W. Stuut, Yulong Zhao, Antonio Schirone e Gert J. de Lange, North-African paleodrainage discharges to the central Mediterranean during the last 18,000 years: A multiproxy characterization, in Quaternary Science Reviews, vol. 163, maggio 2017, pp. 95-113, Bibcode:2017QSRv..163...95W, DOI:10.1016/j.quascirev.2017.03.015, ISSN 0277-3791.
- (EN) H.J.L. van der Lubbe, J. Krause-Nehring, A. Junginger, Y. Garcin, J.C.A. Joordens, G.R. Davies, C. Beck, C.S. Feibel, T.C. Johnson e H.B. Vonhof, Gradual or abrupt? Changes in water source of Lake Turkana (Kenya) during the African Humid Period inferred from Sr isotope ratios, in Quaternary Science Reviews, vol. 174, ottobre 2017, pp. 1-12, Bibcode:2017QSRv..174....1V, DOI:10.1016/j.quascirev.2017.08.010, ISSN 0277-3791.
- (EN) F. Vahrenholt e S. Lüning, Holocene Climate Development of North Africa and the Arabian Peninsula, in The Geology of the Arab World---An Overview, Springer Geology, Springer, Cham, 2019, pp. 507-546, DOI:10.1007/978-3-319-96794-3_14, ISBN 978-3-319-96793-6.
- (EN) Pierre Vermeersch, Veerle Linseele e Elena Marinova, Holocene environment and subsistence patterns near the Tree Shelter, Red Sea Mountains, Egypt, in Quaternary Research, vol. 70, n. 3, 2008, pp. 392-397, Bibcode:2008QuRes..70..392M, DOI:10.1016/j.yqres.2008.08.002, ISSN 1096-0287.
- (EN) De Santis Vincenzo e Caldara Massimo, The 5.5–4.5 kyr climatic transition as recorded by the sedimentation pattern of coastal deposits of the Apulia region, southern Italy, in The Holocene, vol. 25, n. 8, 26 maggio 2015, pp. 1313-1329, Bibcode:2015Holoc..25.1313V, DOI:10.1177/0959683615584207.
- (EN) Andrea Zerboni, Luca Trombino e Mauro Cremaschi, Micromorphological approach to polycyclic pedogenesis on the Messak Settafet plateau (central Sahara): Formative processes and palaeoenvironmental significance, in Geomorphology, vol. 125, n. 2, gennaio 2011, pp. 319-335, Bibcode:2011Geomo.125..319Z, DOI:10.1016/j.geomorph.2010.10.015, ISSN 0169-555X.
- (EN) Andrea Zerboni e Maria Carmela Gatto, Holocene Supra-Regional Environmental Changes as Trigger for Major Socio-Cultural Processes in Northeastern Africa and the Sahara, in African Archaeological Review, vol. 32, n. 2, 1º giugno 2015, pp. 301-333, DOI:10.1007/s10437-015-9191-x, ISSN 1572-9842.
- Andrea Zerboni e Kathleen Nicoll, Enhanced zoogeomorphological processes in North Africa in thehuman-impacted landscapes of the Anthropocene, in Geomorphology, vol. 331, 15 aprile 2019, pp. 22-35, Bibcode:2019Geomo.331...22Z, DOI:10.1016/j.geomorph.2018.10.011, ISSN 0169-555X.
- (EN) Christoph Zielhofer, Dominik Faust, Rafael Baena Escudero, Fernando Diaz del Olmo, Annette Kadereit, Klaus-Martin Moldenhauer e Ana Porras, Centennial-scale late-Pleistocene to mid-Holocene synthetic profile of the Medjerda Valley, northern Tunisia, in The Holocene, vol. 14, n. 6, 24 luglio 2016, pp. 851-861, Bibcode:2004Holoc..14..851Z, DOI:10.1191/0959683604hl765rp.
- (EN) Christoph Zielhofer, Hans von Suchodoletz, William J. Fletcher, Birgit Schneider, Elisabeth Dietze, Michael Schlegel, Kerstin Schepanski, Bernhard Weninger, Steffen Mischke e Abdeslam Mikdad, Millennial-scale fluctuations in Saharan dust supply across the decline of the African Humid Period, in Quaternary Science Reviews, vol. 171, settembre 2017, pp. 119-135, Bibcode:2017QSRv..171..119Z, DOI:10.1016/j.quascirev.2017.07.010, ISSN 0277-3791.