Villa Matrona
| Villa Matrona | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Sicilia |
| Località | Racalmuto |
| Coordinate | 37°21′50″N 13°42′47.1″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In rovina |
| Costruzione | XVIII secolo |
| Stile | Neogotico |
| Uso | Residenza estiva |
| Realizzazione | |
| Proprietario | Gaspare Matrona |
| Committente | Famiglia Matrona |
Villa Matrona è una residenza settecentesca di Racalmuto, nota per essere stata di proprietà dell’omonima famiglia.
Nel corso dell’Ottocento è stata un prestigioso punto d'incontro frequentato da intellettuali, accademici e uomini politici.[1]
Storia
La villa, sita nella lussureggiante Contrada Noce, venne edificata come residenza estiva dalla ricca famiglia Matrona.
Nell’Ottocento, il mecenate e sindaco di Racalmuto Gaspare Matrona vi ospitò molti tra i più importanti intellettuali europei dell’epoca, fra i quali Francesco Paolo Perez, Giuseppe Zanardelli, il duca Gabriele Colonna di Cesarò.[2]
Seguendo l’esempio dei Matrona, molti racalmutesi costruirono in contrada Noce le loro residenze, anche modeste: un esempio fu rappresentato dal nonno di Leonardo Sciascia.
Il celebre scrittore racalmutese si trovò infatti a preferire la sua dimora di campagna, pressoché di fronte alla villa, rispetto alla residenza cittadina, e fu in questo luogo che scrisse la quasi totalità dei propri capolavori.[3]
Il Novecento
Attorno agli anni ‘80 del XX secolo, la villa fu venduta dagli eredi della famiglia a degli imprenditori del vicino paese di Favara[4] con l’intento, più volte rivisto, di realizzarne un hotel o una clinica privata.[5]
Nonostante un parziale restauro, ad oggi la dimora si trova in stato d’abbandono.
Descrizione
La villa presentava due elevazioni. I portali erano sormontati da archi a sesto acuto, mentre le sale interne presentavano volte a botte.
Era poi presente uno spiazzale in cui si esibiva l’orchestra durante i ricevimenti.
Attorniava la residenza un ampio parco, in cui abbondavano piante di magnolia grandiflora (magnolie), pinus pinaster (pino marittimo) e quercus ilex (quercia).
La villa comprendeva anche delle grotte naturali di salgemma nonché diverse fontane .[6]
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La villa vista dall’interno, con una sala che presenta volte a botte -
La villa osservata lateralmente -
Esempio di graffito incorniciato da un arco a sesto acuto e riportante l’iscrizione: “Castello Matrona della noce” (particolare) -
Sala della villa sprovvista di tettoia
Note
- ^ Salvatore Picone, Quelle estati alla "Noce", su Malgradotuttoweb, 16 aprile 2023. URL consultato il 20 luglio 2024.
- ^ Lillo Taverna, Contra Omnia Racalmuto: Villa Matrona, su Contra Omnia Racalmuto, sabato 24 maggio 2014. URL consultato il 20 luglio 2024.
- ^ Piero Carbone, archivio e pensamenti: SCIASCIA E LA NOCE. IERI, su archivio e pensamenti, domenica 18 agosto 2013. URL consultato il 20 luglio 2024.
- ^ I Vaccaro
- ^ arzyncampo, Leonardo Sciascia raccontato da "lu zi Nicuzzu", articolo di Carmelo Sciascia da Racalmuto, su Arzyncampo, 28 febbraio 2013. URL consultato il 20 luglio 2024.
- ^ Salvatore Alfano , Lillo Taverna, Contra Omnia Racalmuto, su Contra Omnia Racalmuto, giovedì 24 dicembre 2015, giovedì 7 giugno 2012. URL consultato il 20 luglio 2024.
Bibliografia
- Piero Carbone, Da Racalmuto alla "Noce": i luoghi di Sciascia in "La Nuova Tribuna Letteraria, anno VIII, n. 49, Gennaio-Marzo 1998
- Felice Cavallaro, Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo, Solferino Libri Editore 2019
- Matteo Collura, Il maestro di Regalpetra. Vita e opere di Leonardo Sciascia, Longanesi, Milano 1992
- Salvatore Picone, Gigi Restivo, Dalle parti di Leonardo Sciascia. I luoghi, le parole, la memoria, Zolfo Editore, Palermo 2021
- Stefano Vilardo, Antonio Motta, A scuola con Leonardo Sciascia. Conversazione con Antonio Motta, Sellerio, Milano 2012
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